giovedì, 28 gennaio, 2021

Azienda agricola Nevio Scala, un aperitivo a casa Scala – Lozzo Atestino (Padova)

Tra i colli Euganei in compagnia di Claudio Scala che ci racconta la storia dell’azienda agricola Nevio Scala

30 Maggio 2020

Dopo aver conosciuto questa realtà qualche anno fa ad una manifestazione vicino casa e rimanendo piacevolmente sorpreso dai loro vini, decido di contattare Claudio, il quale ci accoglie a casa sua con estrema gentilezza e disponibilità, raccontandoci la storia dell’azienda in compagnia di qualche ottimo calice.

E’ proprio nell’anno di una delle più grandi crisi economiche che comincia la storia dell’azienda agricola Nevio Scala di Nevio Scala, il 1929, quando il bisnonno di Claudio perde i suoi possedimenti terrieri a causa di una firma di troppo per un amico e decide di scappare da Minerbe (in provincia di Verona) con 12 buoi, ovviamente di notte e a piedi.

Si ritrova così a lavorare nelle tenute dei Conti Albrizzi tra i Colli Euganei, nella boaria Oselanda (il nome in riferimento alle correnti necessarie alla migrazione degli uccelli)  e riesce con il figlio a riscattare alcuni terreni, diventando così dei piccoli proprietari terrieri.
E’ il nonno di Claudio che inizia a piantare i vigneti, dati poi in gestione allo zio che, astemio, estirpa le piante da uva per dedicarsi alla coltivazione del mais e del frumento.

Nevio Scala

L’azienda che vediamo ai nostri giorni è opera del papà Nevio Scala, famoso per aver intrapreso una carriera di successo nel mondo del calcio, da giocatore prima e da allenatore poi.

“Dalla terra alla terra”, con un bagaglio di esperienza internazionale ed italiana Nevio ricomincia l’attività che lo aveva visto impegnato prima della lunga carriera, coinvolgendo i figli Claudio e Sacha.

Claudio, un ex docente universitario di pedagogia con cattedra a Bolzano, dopo vent’anni ha lasciato il suo ruolo per dedicarsi all’azienda di famiglia ed è proprio a casa loro che ci accoglie con estrema gentilezza e disponibilità.

Nevio Scala

Ci troviamo nei pressi di Lozzo Atestino, in località Saline, ad Ovest del Parco regionale dei Colli Euganei, con sei ettari e mezzo di vigneti dislocati in tre diversi punti:

Valbona, terreno alluvionale caratterizzato da tufo, argilla e sedimenti, poichè un tempo vi scorreva un fiume (forse un ramo dell’Adige o del Bacchiglione Brenta); Pra del Rovere, anch’esso alluvionale; Corte, più sabbioso.

L’azienda agricola Nevio Scala è certificata “bio” dal 2019, fa parte dell’associazione VinNatur e sperimenta costantemente nuove tecniche per la riduzione dell’utilizzo di rame e zolfo, rispettivamente sostituendoli con un prodotto a base del carapace dei gamberi e oli essenziali di arancio con bicarbonato. Un amore per la terra e per il territorio nel totale rispetto di quanto la natura ci ha donato, con la promozione della biodiversità attraverso la produzione anche di olio extravergine d’oliva, farine, cereali, barbabietole da zucchero.

Nevio Scala ViniUna produzione di circa 25.000 bottiglie che ad oggi si dividono in sei etichette, caratterizzate tutte da uve vendemmiate a mano, nessuna chiarifica o filtrazione ma solo numerosi travasi.

Tre interpretazioni di garganega:
Gargante” rifermentata in bottiglia con l’aiuto del mosto passito della stessa vendemmia, semplice beverina, per gli amanti dei vini colfondo;
Diletto“, prodotto per diletto della famiglia affina 9 mesi in vasche di cemento, una garganega ferma, rappresentativa di questo vitigno;
Contame” (raccontami in dialetto veneto), caratterizzato da due settimane di macerazione in acciaio e un riposo di 18 mesi in vasche di cemento.
Una Malvasia, Monemvasia, dall’omonima isola Greca, che conta 5 giorni di macerazione sulle bucce e 9 mesi in cemento. Mi sono innamorato di questa interpretazione di malvasia dal colore dorato e i profumi di frutta gialla, oltre all’estremo equilibrio che ti invita a sorseggiarla e riassaggiarla più e più volte.

Due rossi “Novecentonovantanove“, dal numero di bottiglie prodotte il primo anno, tagli bordolesi con un 60% Cabernet Franc e un 40% Merlot. Il primo riposa 14 mesi in vasche di cemento con il 5% del cabernet che affina in tonneau di rovere mentre il secondo sosta 12 mesi in più in cemento.Nevio Scala Vini

Diversi sono i progetti per il futuro in casa di Nevio Scala!
E’ stato piantato un vigneto di Moscato per produrne una varietà secca e alcune piante di uve autoctone per produrre un nuovo uvaggio in rosso. Uve che sono Recantina, Corbinona, Pataresca, Turchetta, ormai molto rare e dismesse per la loro caratteristica di produrre “vin sciavo” (senza colore).

Un altro degli obiettivi dell’azienda agricola Nevio Scala è arrivare ad avere cinque vini dalla stessa uva, la garganega, con la quale si vuole produrre anche un passito e un botritizzato.

Ultimo ma non meno importante la fine dei lavori della nuova cantina, disegnata e progettata da Sacha, che vedrà la sua inaugurazione nel mese di settembre…

e quindi ci si vede in settembre!

 

 

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