giovedì, 28 gennaio, 2021

Ca dei Zago – Valdobbiadene (Treviso)

Finalmente si va a bere un Ca dei Zago in cantina con il suo produttore

23 Agosto 2020

Le bollicine Ca dei Zago sono vini che bevo e beviamo in compagnia sempre con piacere e finalmente abbiamo l’occasione di andare a far visita all’azienda.

Ci accoglie il giovane Christian, titolare e produttore, oltre ai due cagnolini Rachele e Barolo che ci seguono per tutta la durata della visita.

Ca dei Zago

Siamo sulla strada del Roccolo a sud di Valdobbiadene nella proprietà dei Zago, un tempo appartenuta ai frati, prima dell’acquisto del trisnonno di Christian, quinta generazione, nel 1924. Una passione di famiglia quella per il vino, ereditata dai nonni e dallo zio Mario, che porta il giovane produttore a studiare enologia a Conegliano laureandosi nel 2010, anno in cui è anche partito per un’esperienza in Nuova Zelanda.

Ca dei Zago oggi conta sei ettari adiacenti alla proprietà e altri due tra Saccol e Colbertaldo di Vidor.

Seguiamo Christian sulla terrazza panoramica in fase di ristrutturazione, dove la vista è stupenda e si possono ammirare le vigne cariche d’uva quasi matura.

Ca dei Zago

Non troviamo vigneti “a siepe” ma l’operato di madre natura (“la natura non funziona a spigoli”), piante rigogliose con una vegetazione naturale che protegge dal sole, una protezione che garantisce l’acidità e la freschezza nel prodotto finale. Non viene mai irrigato il terreno e le ridotte lavorazioni vengono interrotte a fine luglio. Immersi tra le vigne scopriamo un terreno definito conoide, con roccia quali selce in profondità mentre in superficie più sabbioso e argilloso. Nella zona di Saccol cambia la conformazione e si caratterizza per la roccia arenaria, invece a Colbertaldo il terreno è prevalentemente calcareo.

Ca dei Zago

Incontriamo nel nostro percorso delle vigne di oltre cinquant’anni (sono circa 30 “piante madri”) da cui vengono create, direttamente in azienda, le nuove barbatelle per sostituire le piante morte, con un processo di innesto su dei legni molto resistenti chiamati “rupestris dulot”.

Trattamenti risicati, con prodotti come rame zolfo di miniera (non di raffinazione), calce per rafforzare i tessuti della pianta e propoli. Lavorazioni e filosofia che si avvicina molto al biologico, anche senza alcuna certificazione, e alla biodinamica, sia in vigna sia in cantina.

Una curiosità inerente al cambiamento climatico è che nel corso degli anni nella zona in cui ci troviamo non nevica più e le temperature sono meno rigide rispetto ad un tempo, questo non permette alla vite di “riposare” perdendo più tardi le foglie (addirittura a dicembre) e germogliando prima.

Ca dei Zago

Le uve coltivate in tutti e tre i terreni sono Glera, Perera, Verdiso, Bianchetta e queste dopo essere vendemmiate rigorosamente a mano vengono aperte delicatamente con un macchinario che non le spappola. Il riposo avviene in contenitori in cemento vetrificato, come da tradizione del nonno, dove il liquido viene meno stressato dell’acciaio con la sola “attenzione di governo” e senza l’utilizzo di alcun agente esterno. Parlando di solforosa, il suo unico utilizzo è in fase preparatoria del contenitore di cemento, viene bruciato un bastoncino di solforosa prima dell’inserimento del vino e quando questo viene immesso nel cemento l’anidride, più leggera, resta in sospensione (tecnica che risale alla storia dei Romani). Seguendo la filosofia biodinamica un travaso viene effettuato nel primo quarto di luna calante a marzo/aprile mentre l’imbottigliamento per gravità il primo quarto di lune crescente.

Una seconda fermentazione in bottiglia senza l’utilizzo di lieviti aggiunti.

I vini che vengono prodotti sono tre tutti con le stesse uve di Glera, Perera, Verdiso, Bianchetta, (coltivate però in zone diverse) e andiamo ad assaggiarli con Christian.

Ca dei Zago

Ca dei Zago Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene, prodotto in circa 50.000 bottiglie dai vigneti adiacenti alla casa Zago. Un vino fresco, con interessanti note acide e un profumo di mela e frutta fresca oltre al lievito che accompagna. E’ quello che incontra di più il mio gusto!

Mariarosa IGT prodotto con le uve del vigneto della zia, sorella del nonno di Christian, a Saccol in sole 3.800 bottiglie circa. Un vino più delicato e rotondo del primo, meno spigoloso ed acido con profumi di mela più matura e frutta come la pesca.

Ca dei Zago

Infine il Metodo Classico, sboccato a la volée da Christian poichè non ancora maturo il 2018 il quale sta riposando in bottiglia prima di essere inserito nel mercato.
Un’interessante rappresentazione di queste uve affinate in bottiglia per 12 mesi prodotto nel vigneto di Colbertaldo in circa 4.000 bottiglie.

Una produzione che si avvicina a 60.000 bottiglie all’anno delle quali un terzo sono dedicate al mercato estero.

Scopriamo infine che l’azienda dispone anche di un piccolo B&B dal 2006 frutto della rivalutazione di una delle due stalle.

E’ stato un grande piacere poter visitare Ca dei Zago e ascoltare la storia direttamente dal suo protagonista principale.

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