venerdì, 7 maggio, 2021

La sarà Cantina dal Borgo, Pieve d’Alpago (Belluno)

Alla scoperta di una nuova realtà sulla Conca dell’Alpago: Cantina dal Borgo

27 Febbraio 2021

Un ritorno in Alpago, una settimana dopo essere stato in compagnia di Silvia e Simone tra i vigneti della loro Azienda Cornera ed aver conosciuto i fratelli Dino, Andrea e Roberto dal Borgo.
Un appuntamento tra le vigne piantate nel 2018 in località Villa, appena sotto Pieve d’Alpago all’interno dell’omonima Conca dell’Alpago.

Cantina Dal Borgo

I tre fratelli ci guidano tra le piante spiegando la storia del territorio, dove un tempo la coltivazione dei vigneti era una consuetudine, tanto da trovare la dicitura “Vigne” in tanti mappali del vecchio Piano Regolatore e da avere un vero e proprio consorzio a Puos d’Alpago.
L’arrivo della fillossera ha fatto cambiare direzione ai, ormai anziani, contadini che hanno di fatto abbandonato la coltivazione della vigna, a favore di masi e altri ortaggi. A ricordo degli anni pre-fillossera oggi restano pochi filari di vecchie vigne davanti alle case.

Nell’appezzamento di Cantina dal Borgo troviamo piantato un ettaro e tre di Riesling, una scelta dettata dalla passione per i vini Alsaziani e della Mosella. Quattromila piante ettaro del clone 1091 proveniente proprio dall’Alsazia e precisamente dalla scuola di Colmar.

Un impianto studiato ad hoc per favorire le vigne, con un importante opera di drenaggio dell’acqua, grazie ad un piano geologico per deviarne il flusso verso valle.

Il clima è ventilato, con due “giri d’aria” del vicino Lago di Santa Croce, il primo verso le 12:00-12:30, mentre il secondo alle 19:00 circa; un importante alleato per la sanità dei vigneti, che vengono mantenuti asciutti, impedendo l’accumulo di umidità e marciumi.

Cantina Dal Borgo

Il terreno è caratterizzato da limo, calcare ed argilla, ciò che resta dal ritiro di un ghiacciaio; infatti troviamo sassi di tutti i tipi, uno su tutti il Flysch (che significa scivoloso). E’ presente una successione di rocce sedimentarie costituita da alternanze cicliche di livelli di arenaria e di argilla o marna. Siamo contornati dalle montagne carsiche, come il Col Nudo (il più alto dell’Alpago), in una zona simile al Pfalz, una delle regioni geografiche tipiche per la produzione del Riesling Renano in Germania.

Da sempre Cantina dal Borgo utilizza in vigneto il sistema biologico, pur scontrandosi con le difficoltà e l’alta piovosità del territorio, con il solo uso di prodotti a base di rame, zolfo, olio d’arancio e monitorando costantemente il meteo con una stazione posta tra i filari, che permette di sapere in anticipo i periodi delle possibili infezioni ed eseguire solo trattamenti preventivi, a basso impatto sull’ambiente. Le potature sono seguite da Sandro Zanutta, noto professionista del settore, che segue, inoltre, l’impostazione dei vigneti e ne cura lo sviluppo con minuziosa attenzione.

Non solo Riesling ma anche 3000 metri di Chardonnay di Chablis in un appezzamento vicino a questo e un ettaro e mezzo, a poche centinaia di metri, di Pinot Nero piantato nel 2020 con barbatelle provenienti dalla Borgogna, esclusivamente selezioni massali.
A regime l’azienda si vorrà stabilizzare sui quattro, cinque ettari complessivi, con una produzione che si aggira intorno alle quindicimila bottiglie all’anno.

La produzione media ottimale, in base al territorio è di quaranta, cinquanta quintali ettaro, mantenendo un corretto equilibrio vegeto produttivo.

Cantina Dal Borgo

Ci trasferiamo poi in cantina, uno spazio ricavato sotto alla casa dei fratelli, in centro del paese di Pieve d’Alpago, a 50 metri dalla chiesa, il cui campanile risale al 1300. Piccola parentesi: siamo in una zona molto sismica e, pur essendo crollata più volte la chiesa, il campanile è rimasto sempre in piedi, storto, ma non è mai ceduto!
Pur piccola, in cantina c’è tutto l’essenziale per la lavorazione delle uve in qualità, l’affinamento del vino e il suo stoccaggio. Vasche in acciaio a temperatura controllata, barrique, tonneau ed un piccolo magazzino che ospiterà le bottiglie delle migliori annate che verranno.
Non essendoci ancora vini imbottigliati, la cosa più bella in questo caso è “rubare dalle vasche”!

Cantina Dal BorgoAssaggiamo assieme a Dino, Andrea e Roberto il Riesling Renano, vendemmia di fine settembre 2020; le uve arrivano in cantina, vengono spremute con un preciso e lento ciclo di pressatura soffice a grappolo intero, il mosto viene conservato a dodici gradi, per il tempo necessario, per poi fermentare con un lievito svizzero neutro per dieci giorni a temperatura di venti gradi, con un residuo zuccherino tirato a zero.
Battonage periodici ed una leggerissima filtrazione prima dell’imbottigliamento sono le uniche interazioni con il vino. L’impiego di solforosa è davvero minimo: la libera è di dieci milligrammi litro e cinquanta totali.
Un vino ovviamente giovane, dai sentori di frutta verde e agrumi; una spiccata acidità e un sapore citrino in bocca che sicuramente lo potranno supportare nel corso degli anni. Si sente già un ottimo Riesling in bocca, ma è ancora presto per una recensione oggettiva! Un motivo in più per tornare a fare una visita in cantina e vedere sia l’evoluzione del bianco fermo sia del metodo classico, che i fratelli si stanno apprestando ad imbottigliare.

Tra una fetta di speck e un calice di vino ci raggiunge Simone, dell’azienda Cornera, e abbiamo il privilegio di assaggiare il suo Pinot Nero che sta riposando in una botte situata nella stessa Cantina dal Borgo! Profumi meravigliosi, ma non vi dico niente perché lo dovremmo aspettare ancora qualche anno.

Attenzione ragazzi, l’Alpago è meravigliosamente pericoloso tra calici di vino ed affettati!

Un’anteprima di una realtà che sicuramente farà parlare di sé tra qualche anno, i presupposti ci sono tutti e la curiosità di assaggiare i vini che saranno prodotti è altissima.

Cantina Dal Borgo

Un grazie ai ragazzi della “ sarà Cantina dal Borgo ” e maglietta numero 17 a Dino!

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