venerdì, 7 maggio, 2021

Dieci Prese, il ritorno perfetto da Chioggia – Cona (Venezia)

Dieci Prese, una tappa perfetta dopo aver trascorso una mattinata tra le Calli di Chioggia e la spiaggia di Sottomarina

27 Febbraio 2021

Dieci Prese

Dopo diversi tentativi di organizzare un appuntamento con la super-impegnata Denise, siamo riusciti a visitare l’azienda Dieci Prese, a Cona, ultimo paesino della provincia di Venezia, al confine con quella padovana.
Ma chi è Denise? L’enologa ufficiosa e tutto fare dell’azienda, che ci accoglie e ci guida in una meravigliosa verticale, aperta e chiusa da due diversi vini dell’azienda!

Dieci Prese

Una perfetta accoglienza in un posto bucolico, che ricorda la villa in campagna del film “Chiamami con il col tuo nome”.
La visita comincia dalla vigna più storica, che conta più di 110 anni e dai cui sono stati estrapolati i cloni per gli impianti dell’azienda a partire dal 1960.
Dieci PreseDieci Prese prende il nome dall’ordine in cui un tempo veniva irrigata la proprietà dalla vecchia idrovia, che in questo caso era la decima.
Una storia che risale al 1850 quando Maria Teresa d’Austria lascia in eredità al custode delle campagne, trisavolo della famiglia degli attuali proprietari, circa 180 ettari di terreno e gli edifici che ve ne facevano parte.
Oggi quest’area non è cambiata in quantità, ma troviamo 15 ettari vitati, un impianto di biometano, un’area con pannelli solari e diversi ettari di seminativi, principalmente mais e soia, utilizzati per l’alimentazione dell’impianto di biometano.

Cinque ettari di vigneto sono dedicati alla produzione di glera che viene conferita alla cantina sociale, mentre gli altri si dividono in Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Friularo. Quest’ultima è un’uva che con il tempo si è sempre più abbandonata a causa delle sue difficoltà di vinificazione, la spiccata acidità ed il tannino pronunciato, trasformandone il nome nel brand “Friularo”, un vino prodotto per lo più con Raboso Piave.

Dieci Prese

Dieci Prese è da sempre in controtendenza ed ha rivalutato quest’uva, iniziando la commercializzazione delle bottiglie nel 2001, per il desiderio dell’attuale proprietario Mario, un insegnante universitario che abbiamo la fortuna di conoscere, assieme alla figlia Margherita, cosmologa. Con l’aiuto dell’enologo Andrea Boaretti, che segue e supervisiona gli aspetti di cantina, è stato iniziato un progetto che ha visto una produzione di bottiglie in base alla commesse e ai riscontri commerciali, motivo per il quale non tutte le annate sono presenti.

Dieci Prese

Denise, raccontando la storia dell’azienda, ci guida alla scoperta della cantina, un vecchio stabile del 1890 circa, rivalutato e organizzato con vasche di acciaio e una barricaia in allestimento. Denise è l’unica donna in mezzo ad una copiosità di uomini, arrivata per la prima volta in azienda nel 2017 per poi girare un po’ il mondo tra Argentina e Cile ma, la nostalgia di casa, l’ha riportata nel 2019 a Dieci Prese.

La filosofia dell’azienda è quella di utilizzare la minor quantità di agenti chimici sia in cantina sia in vigna, dove si applica una lotta integrata per minimizzare anche l’impatto tecnologico e mantenere il più possibile una sanità e qualità delle uve. Anche la solforosa viene usata in dosi minime, con parametri al di sotto dei livelli del biologico, pur non essendo certificati.
Dieci Prese si trova tra la DOC Bagnoli, in provincia di Padova e la più giovane (dal 2004) DOC Corti Benedettine, in provincia di Venezia. I terreni sono franco argillosi, sotto il livello del mare con una ricchezza minerale data dall’argilla. Le piante sono lente nello sviluppo e hanno una vegetazione scarsa; una curiosità è che l’impianto originario di circa 1500 piante ettaro è stato portato a 5000 per aumentarne la densità e diminuire la produzione di grappoli per pianta, di media quattro o cinque.

Dieci Prese

I vini prodotti ad oggi sono il Presette e il Longhignola, entrambi prendono il nome da due appezzamenti di terra presenti nella proprietà. Il primo, “figlio di Denise”, è un rifermentato in bottiglia con l’aggiunta di mosto e l’utilizzo di lieviti selezionati, da sole uve Friularo. Un vino che trova spazio per la prima volta con la vendemmia 2019 che si presenta fresco e versatile, dai profumi di frutta tra l’arancia ed il melograno ma anche qualche piccolo frutto rosso, oltre alla crema ed un leggero lievito. Ottimo per un aperitivo rinfrescante ma anche per accompagnare piatti di pesce o carne bianca. In bocca ha una ricca acidità, tipica di quest’uva e un’ottima mineralità, con un buon equilibrio e discreta persistenza.
L’etichetta non passa di certo inosservata: è rappresentata una formula matematica, voluta dal professor Mario, che identifica la realizzazione statistica dell’andamento planimetrico di un fiume.

Denise, Margherita e Mario, ci hanno preparato una verticale di Longhignola, dal 2001 al neonato 2015. Un vino rosso con un 30% di Merlot e un 70% di Cabernet Sauvignon e Friularo in Ripasso. Le uve del merlot e del cabernet vengono vendemmiate tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre, mentre il friularo nella prima decade di novembre per poi essere appassite per circa venti giorni. Seguendo il metodo del “Governo all’uso Toscano”, il vino ottenuto dalla prime due uve svolge una seconda rifermentazione nelle vinacce del Friularo.

Dieci Prese

Il nettare ottenuto viene poi lasciato riposare in tonneau, per poi essere imbottigliato e sostare ancora qualche mese prima di essere gustato.

Una partenza con un 2001 che nel corso della degustazione si apre sempre di più, un vino dal colore aranciato, leggermente ossidato, giustificabile vista l’età, ma ancora piacevole sia al naso, dove presenta sentori terziari per lo più con un omnipresente caffè e cacao amaro ed in bocca dove mantiene la freschezza, acidità e mineralità; un tannino tenue che si è seduto negli anni, ma ancora vivo.

Dieci PreseBalzo di tre anni con il 2004, primo anno della DOC Corti Benedettine, più fresco del precedente con una speziatura più importante, la frutta in marasca che emerge, note di tabacco, cacao. Il tannino è più vivo e le costanti restano freschezza, acidità e mineralità.
Dieci PreseArriviamo quasi ai giorni nostri, con un 2014 (annata pessima a causa di condizioni atmosferiche sfavorevoli), con una bottiglia totalmente riciclabile: bottiglia di vetro, tappo in monoblocco di sughero, rivestimento di cera organica, etichetta di carta riciclata e riciclabile. Un cambio drastico dai primi due, sia nel colore rubino acceso sia nei sentori di frutta rossa, marasca più pronunciata, note erbacee e spezia. Un vino di corpo che riempie la bocca, ma che non stanca grazie alle caratteristiche minerali e acide che lo supportano.

Dieci PreseIl quarto vino è un 2015, neonato e non ancora in commercio, vino più “marmellatoso” e con una carica zuccherina maggiore, dettata anche dall’ottimo anno. I sentori di legno, vaniglia e cioccolato devono ancora smussarsi e trovare il loro equilibrio, ma sicuramente un vino di prospettiva, da assaggiare tra qualche anno.

Etichette che cambiano negli anni, fino ad arrivare a quella del 2014 e 2015, simili ma non identiche, nelle quali è rappresentato un albero ed un’altra formula matematica, che Mario ci spiega esser nata per massimizzare la velocità di creare delle trincee gestendo gli esuberi di terra, riducendo gli sforzi. Una teoria iniziata da Gaspard Mongue, ripresa dal premio Nobel Leonid Kanotovich e applicata dal professor Mario Putti all’andamento delle radici delle piante, specialmente i vigneti.

Dieci Prese

Una conclusione dolce, ma non troppo, con un Passito di Friularo del 2004. Al naso non inebria di aromaticità, ma si presenta fine con sentori di miele e frutta candita, erbaceo ed anche in bocca non ha una dolcezza tale da stancare il palato. Ben equilibrato grazie anche all’acidità di quest’uva che ne garantisce un’ottima durata negli anni.
Un’anteprima è che entro Natale 2021 uscirà una nuova annata di passito, vendemmia 2019. Oltre a questo vino, per il futuro, è previsto un metodo classico 36 mesi di friularo, ma dobbiamo aspettarlo ancora un paio di anni!

Nella speranza di poterci godere questo magico posto con la bella stagione, ringraziamo Denise, Margherita e Mario, brandizzando Denise con la maglia numero 16 di Winetelling!

Dieci Prese

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