giovedì, 28 gennaio, 2021

Kabola, eccellenza nel nord dell’Istria – Buje (Croazia)

Una settimana di ferie che si apre nel migliore dei modi con la visita all’azienda Kabola

24 LUGLIO 2020

Kabola

Ci troviamo nel versante nord occidentale dell’Istria, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia e Patricija, la titolare,  con cui ho avuto uno scambio di mail nelle precedenti settimane, ci accoglie nella stupenda azienda Kabola.

Una realtà di circa 20 ettari con una produzione annua di 120.000 bottiglie acquistata nel 2000 da Patricija e il marito Marino, provenienti dal settore della ristorazione, e aperta ufficialmente dopo il restauro della casa e della cantina nel 2005.
Una cantina storica che risale al 1891, anno della bottiglia più longeva ancora presente: un moscato di Mognano.
La realtà è stata rinnovata e i vigneti contano ad oggi in media 12/15 anni in un terreno prevalentemente argilloso.
Trattamenti ai minimi, nel rispetto dei canoni del biologico e vendemmia rigorosamente a mano.

Kabola

Patricija ci guida nella visita alla cantina sotterranea dove sono riposano le botti grandi, barrique e tonneau svelandoci che sono stati una delle prime aziende ad usare il legno in Istria.
KabolaOltre al legno troviamo nella parte sottostante una linea di imbottigliamento, il magazzino ed un’altra sala dove sono posizionate le autoclavi, con uno sbalzo termico naturale di una decina di gradi.

KabolaUsciti dai sotterranei ci addentriamo nel meraviglioso giardino con vista Portorose, nelle giornate di sole, e andiamo a scoprire le otto anfore georgiane interrate e circondate da una profumata aiuola di lavanda.

Qui riposa la malvasia “punta di diamante” dell’azienda, un vino che è stato selezionato come uno dei quattro protagonisti nella finale del miglior sommelier del mondo 2019 ad Anversa.

 

Kabola

Ritornati alla sala degustazioni abbiamo il piacere di assaggiare i vini bianchi dell’azienda, rimanendo estremamente colpiti dalla Malvasia “base”, un vino fresco, sapido con un giusto equilibrio che aspettando qualche mese ancora sarà perfetto.
Oltre a questa abbiamo assaggiato l’aromatico Moscato e le altre due Malvasie, la prima che riposa in botte grande per un anno mentre la seconda dopo 6 mesi di macerazione sulle bucce in anfora, fa un passaggio in botte, uno in acciaio e riposa poi in bottiglia.

L’azienda produce in totale tredici etichette, quattro interpretazioni di Malvasia (tra cui una spumantizzata con metodo classico), tre di Teran, un Taglio Bordolese, Merlot, Cabernet e tre versioni di Moscato (sia secco sia semi-secco, sia dolce).

Kabola è oggi distribuita in 20 stati del mondo ma il consumo maggiore avviene in Croazia, nella quale arrivano anche molti turisti da tutto il mondo a degustare i vini e ad acquistarli direttamente in loco.
Estrema cura all’enoturismo che vede protagonisti Italiani, Tedeschi, Olandesi, ma anche Cinesi, Giapponesi e Coreani.

Una curiosità sul nome che deriva dalla tradizione dei piccoli villaggi dell’Istria, dove essendoci tanti cognomi uguali per distinguere le diverse famiglie venivano dati dei soprannomi, Kabola nel caso della famiglia Markezic.

Nel prossimo futuro si vedrà se i figli si appassioneranno a questo lavoro, un po’ come le viti giovani che si fanno attendere per dare il meglio di sè stesse.

Grazie Patricija, arrivederci!

 

 

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