venerdì, 7 maggio, 2021

Marco Levis, Pinot grigio e Pinot Nero a Tignes sulla Conca dell’Alpago (Belluno)

Marco Levis, Pinot grigio e Pinot Nero sulla Conca dell’Alpago

06 Marzo 2021

Siamo in località Tignes, dove, nel 2013, Marco Levis e la moglie Maddalena hanno deciso di piantare alcuni vigneti in un appezzamento, attorno alla casa di famiglia, che Marco aveva comprato pochi anni prima.
Marco LevisIntento a tagliar legna con la sorella e il cognato, Marco lascia i tronchi e ci accoglie mostrandoci i vigneti che circondano la proprietà, poco meno di due ettari, allevati a Pinot Grigio e Pinot Nero. La scelta di queste due varietà di Pinot viene presa dopo aver fatto analizzare i terreni ed essere risultati molto favorevoli alla coltivazione di queste uve.
Un terreno morenico, un ex ghiacciaio che ha lasciato dietro di sè principalmente terra e ciotolato di grosso formato.

Marco Levis in realtà si occupa di tutt’altro nella vita, ma quando ritorna a casa dal suo lavoro principale si dedica con la moglie al lavoro della terra e dei vigneti per produrre circa cinquemila bottiglie per anno.
L’estensione dei quasi due ettari è a corpo unico, tranne alcuni piccoli terrazzamenti alle pendici del Monte Dolada, che si scorge innevato a contornare un panorama meraviglioso.

La filosofia aziendale è quella di lavorare le piante al meglio possibile, con una cura molto precisa sia del verde sia dei grappoli, che vengono costantemente monitorati e spostati al fine di mantenerli sempre sani e ventilati. Nessuna certificazione bio, a causa dei costi e della burocrazia poco congeniale ad una piccolissima realtà, ma un lavoro nel rispetto della lotta integrata con la certificazione SQNPI. “I miei figli giocano tranquillamente in campagna e tra le vigne, non voglio che si intossichino di prodotti chimici”.

Dopo aver fatto un tour esterno, andiamo a scoprire la cantina dove vengono esclusivamente conservate le bottiglie; ad oggi le vinificazioni sono svolte da un amico, ma il desiderio è quello di avere in futuro una cantina in loco.
Le vinificazioni sono monitorate in prima persona da Marco e dalla moglie e viene utilizzato solo l’acciaio, senza effettuare particolari affinamenti.

Marco LevisI vini prodotti da Marco Levis sono quattro, una bolla charmat di Pinot Nero, due Pinot Grigio e un Pinot Nero vinificato in rosso.
Partiamo ovviamente con la bolla, prodotta con le uve del pinot nero, dalle quali vengono eliminate fin da subito le bucce; per questo motivo il colore è leggermente rosato. La base spumante resta circa un anno in affinamento nelle vasche d’acciaio, per poi fermentare e rimanere altri tre mesi, così da ottenere uno charmat lungo.
I profumi sono quelli di piccoli frutti a bacca rossa, un sottofondo erbaceo; mentre in bocca la bolla è molto fine, una mineralità molto elevata e un’acidità tipica di queste uve.
Il nome “Jamais”, poiché mai avrebbero pensato di ottenere un vino con queste ottime qualità, oltre al fatto che le prime due lettere sono le iniziali del nome del figlio Jacopo, le seconde due della figlia Margherita e le ultime due le finali del cognome Levis.

Marco LevisPassiamo al Pinot Grigio, uva piantata anche per la passione di Marco e Maddalena per i Pinot Grigio sia del Friuli sia del Trentino, tenendosi inoltre la porta aperta del conferimento in caso di fallimento del progetto.
Il primo assaggio è quello del Pinot Grigio delle Venezie “più semplice”, le cui uve vengono vendemmiate a fine settembre con una selezione dei grappoli e l’eliminazione immediata della buccia. Un 2019 dai sentori di frutta, come la pera, ma anche una pietra focaia e pietra bagnata in equilibrio con i sentori fruttati e talvolta floreali. Un vino fresco e di facile beva, minerale, di buona acidità e abbastanza persistente.

Marco LevisUn secondo Pinot Grigio, fratello maggiore del precedente è l’ “Anulare”: in una parte di vigneto vengono incisi i capofrutti della pianta ad anello per far surmaturare i grappoli fino a fine ottobre, quando in Alpago si raggiungono temperature di -3 gradi.
Un invecchiamento naturale in pianta, leggera macerazione e solo uso dell’acciaio per un vino che presenta note più mature, con profumi più complessi dal glicine e petali di rosa appassita, al mallo di mandorla, pesca bianca nettarina e frutta candita. Vino balsamico, più tondo e morbido in bocca, che però non perde la freschezza e le acidità e mineralità caratteristiche.

Marco LevisSi conclude con qualche affettato e formaggio, che si sposano perfettamente alla chiacchierata, e un Pinot Nero 2019, vendemmiato, diraspato e lasciato in macerazione per circa otto giorni. Un sottobosco molto affascinante, contornato da spezie dolci e leggeri sentori terziari come il cuoio sul finale. Un pinot nero “senza fronzoli”, che rappresenta perfettamente il vitigno e il territorio, che infonde una grande mineralità ed esalta le acidità di questo vitigno, mantenendo un buon equilibrio.

Marco LevisNelle etichette troviamo il Monte Dolada e, mettendo in fila i due Pinot Grigio e il Pinot Nero, vediamo la successione cromatica della bandiera italiana: verde, bianco, rosso.

Tutti vini che, grazie al clima favorevole dell’Alpago e all’influenza del Lago di Santa Croce, sono molto equilibrati; l’uva matura bene ma non raggiunge eccessivi livelli di zuccheri, così da mantenere un’alcolicità moderata.

Per il futuro c’è in programma di arrivare a circa tre ettari, con una produzione che non sia eccessiva, mantenendo la qualità, ed investendo sulla costruzione di una cantina di proprietà.

Una curiosità storica: il primo antenato della famiglia Levis nelle montagne bellunesi è stato un irlandese chiamato “Lewis”, il quale commerciava tessuti con la Serenissima Repubblica di Venezia e vissuto attorno alla metà del 1700. Per un errore di trascrizione, l’intraprendente mercante diventò “Levis” e un tempo scelse proprio Ponte nelle Alpi e l’Alpago per mettere radici.

Marco LevisCon la promessa di organizzare una mangiata in compagnia in tempi migliori, maglietta numero 19 per Marco Levis!

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