mercoledì, 22 settembre, 2021

Azienda Agricola Farnea, nell’ecosistema di Marco, a Villa di Teolo (Padova)

Azienda Agricola Farnea, nell’ecosistema di Marco Buratti, che conduce la sua realtà immersa nei Colli Euganei in modo del tutto naturale

9 Maggio 2021

Di ritorno da un weekend di relax decido di contattare Marco dell’ Azienda Agricola Farnea per fare un’ultima tappa prima di tornare a casa.

Dopo qualche difficoltà nel trovare il luogo esatto dell’azienda, causa navigatore che ti fa fermare alcune decine di metri prima del luogo corretto, entro nel cancello e parcheggio nei pressi della casa, ristorante, cantina.

Farnea Un parcheggio un po’ bizzarro, ma senza alcuna segnalazione lascio ingenuamente la macchina in maniera un po’ “scomposta” e Marco, intento a pranzare ed intrattenere le tavolate degli ospiti, rompe il silenzio con più di qualche imprecazione.
Sistemata la macchina mi avvicino, presentandomi, e l’accoglienza continua con qualche dubbio sul mio operato (“che …. Scrivi a fare?” mi chiede il titolare).

Sicuramente un ingresso a dir poco particolare nell’ecosistema di Azienda Agricola Farnea.
In ogni caso vengo invitato a sedere e Marco mi racconta com’è cominciata la sua avventura.

Una vita passata dietro ai fornelli come cuoco, gestendo alcuni ristoranti a Padova per poi trasferirsi in Nuova Zelanda e ritornare in Italia grazie ad un’eredità a Villa di Teolo, immersa nei Colli Euganei, che gli ha permesso di iniziare il progetto dell’azienda agricola, integrando il tutto con qualche mutuo.

Mille sono i concetti che mette sul piatto il frenetico e mai fermo Marco, spaziando dalla sua filosofia, alla cura della vigna ai suoi vini, che nel corso della chiacchierata assaggiamo.

Cerchiamo di dare un po’ di ordine alle sue parole, con l’inizio di questa attività, nei primi anni del 2000, che è stata parallela a quella di cuoco per potersi permettere di acquistare tutti i materiali per la produzione del vino, sottolineando più volte che “non esce di casa” da quindici anni.
Avendo costruito nel corso degli anni una base per concentrarsi nella produzione vitivinicola e, stanco del lavoro di cuoco e delle persone, ha deciso di dare un taglio netto al primo lavoro.

Farnea

Sorseggio un calice di “Birbo”, versato dall’amico e collaboratore Buba, un ragazzo del Gambia che ha imparato e sta imparando sempre di più il mestiere del vignaiolo, amando soprattutto il lavoro di campagna.
Un vino ottenuto da uve locali a bacca bianca, principalmente Tocai, che fermentano e macerano in vasche di cemento sulle proprie bucce per almeno dieci giorni e il vino riposa quanto necessario sempre nello stesso vaso.
Al naso emergono frutti a polpa gialla, sentori erbacei, di fieno, fiori di campo; per un sorso fresco e dalla ricca sapidità, mineralità ed acidità.

Lascio il padrone di casa pranzare e mi incammino dietro alla casa dove svetta uno degli appezzamenti della proprietà, circa due ettari a corpo, piantati sia con uve a bacca bianca sia a bacca rossa, come il Merlot.
Gli altri vigneti sono poco distanti e incrementati negli anni, oltre all’acquisto di alcune uve da cantine di amici fidati, che rispecchiano le linee guida filosofiche di Marco.

Farnea

Salendo la collina, la vista diventa sempre più bella, in una giornata di sole si può godere della maestosità dei Colli Euganei. I vigneti, a guyot o doppio capovolto, seguono un ordine naturale, sostenuti da pali in legno, che talvolta chiedono un ulteriore sostegno; le piante sono curate maniacalmente e vi è una differenza di fasi tra la parte più a nord e quella più a sud, a favore di quest’ultima che ha già alcuni grappolini, sebbene siano state piantate nello stesso periodo.
L’erba e le piante tra i filari non mancano e i trattamenti sono ridotti al minimo, con l’utilizzo di rame e zolfo quando serve, oltre a sperimentare prodotti alternativi, meno impattanti.
Il lavoro viene fatto tutto a mano e si cerca di lasciare una bassa quantità di uva in pianta per produrre una qualità migliore, con pre-potature e interventi per rallentare la gemmazione.

I terreni dove sono piantati i vigenti sono principalmente vulcanici, con alcune quantità di argilla.

Tornando a chiacchierare con Marco, mi racconta che le piante innestate e piantate da lui sono quelle che negli anni si sono dimostrate più resistenti e produttive, mentre quelle, nello specifico di Glera, acquistate in un famoso vivaio hanno iniziato una copiosa produzione fin da subito per poi cominciare già a passare a miglior vita dopo solo vent’anni.

Farnea

Per riportare l’equilibrio alla conversazione versiamo un calice di “Emma” ottenuto da uve Moscato Giallo, vino che presenta da subito una buona ma non invadente aromaticità. Al naso sprigiona sentori di arancia, albicocca, mango, frutta leggermente candita, mentre in bocca arrivano subito al palato acidità e mineralità quasi a bere una birra acida belga, per concludere con un sottofondo tannico.

Continuiamo con un calice di Sauvignon, “Sinto”, prelevato direttamente dalla vasca, non ancora nel perfetto equilibrio ma con buoni profumi di frutta gialla, erbe di campo, un pelino di volatile. In bocca presenta una ricca mineralità e acidità importante, con le parti dure che devono ancora trovare il giusto connubio per rendere piacevole il sorso.

Farnea

Un’altra caratteristica è che tutti i tappi dell’ Azienda Agricola Farnea sono marchiati con il disegno di un bull dog, razza di cui Marco è estremamente appassionato. Ovviamente non manca il bull dog, Nina, in carne ed ossa, che gironzola tra i tavoli per “scroccare” qualche pietanza.

Farnea

Una conclusione con un decantato Merlot, prodotto con le uve provenienti dalla terrazzette viste poco prima. “Un Merlot che può entrare in tutti i locali della Francia”, afferma Marco. Un vino ancora fresco dalle note di frutta rossa, mora, spezia e un palato minerale e di elevata acidità.

Le altre etichette prodotte sono diverse: tra cui troviamo il “Secco Pro”, Glera rifermentata in bottiglia che non verrà più prodotta da quest’anno, “Mina“, un Riesling dedicato alla figlia che proprio quel giorno compie un anno, “Arietta”, Merlot, “Anin”, Merlot Rosato, “Proganega“, beld di Proganico e Garganega, “l’Ombra“, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, “Domi Mai”, da uve Cabernet.

Nei vini bianchi la filosofia è quella di lasciarli macerare quanto basta, prima di diventare marroni, mentre per i rossi la facilità di beva, evitando pesantezza di gusti o pienezza data dall’utilizzo del legno.

Le fermentazioni vengono effettuate tutte in vasche di vetroresina e gli affinamenti per lo più in cemento, utilizzando solo alcuni vecchi tonneau, tre per la precisione, solo per affinare i vini rossi.

In questo periodo le notti per Marco diventano insonni e le vasche sono costantemente monitorate per prevenire, ovviamente senza chimica, spiacevoli inconvenienti.

Farnea

Uno sguardo alla piccola cantina, dove c’è tutto il necessario per le vinificazioni, con qualche vasca in cemento, barrique esauste, vetroresina. Il sogno di Marco è che ogni vino possa avere il suo vaso vinario per le macerazioni, fermentazioni e conseguente affinamento.

Le sue frasi della giornata che ricorderò:

“Da quando ho preso l’azienda mi son sposato e separato, senza aver fatto la luna di miele!”

“Il mio sogno nel cassetto è quello di vivere senza debiti!”

“Il vino si fa in vigna non in cantina!”

“Un prodotto dove non è possibile scrivere gli ingredienti non ci resta che farlo sempre più buono, senza mentire.”

Oltre alla cantina c’è la possibilità di poter mangiare nell’osteria creata nella struttura, dal venerdì sera alla domenica a pranzo, idealmente seduti nei tavolini all’esterno per godere di tutto il panorama che offrono in Colli Euganei, magari poi facendo una siesta tra le vigne.
Gran parte delle pietanze cucinate e servite sono di produzione propria o di allevatori ed agricoltori locali, per offrire alle persone un’esperienza territoriale e con alimenti di qualità ad accompagnare i vini naturali prodotti.

Per il futuro Azienda Agricola Farnea vuole assestare la sua produzione a circa quindici, ventimila bottiglie per anno, potendo incrementare anche le vendite nel mercato italiano, ora concentrate fuori dal bel Paese, dove c’è una richiesta maggiore e più apprezzamenti nei vini prodotti.

Per questa volta niente maglietta non avendola con me, ma ci sarà sicuramente l’occasione di tornare ad approfondire l’ecosistema di Marco e dell’ Azienda Agricola Farnea, magari mangiando qualche prelibata pietanza.

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