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mercoledì, 17 Aprile, 2024

Bele Caesl, a bordo della mitica 500 tra i Colli Asolani, Caerano di San Marco (Treviso)

Bele Casel, un tour tra i colli asolani alla scoperta dei vari appezzamenti vitati dell’azienda, a bordo di uno dei simboli dell’italianità, la Fiat 500

04 Marzo 2022

Bele CaselUn pomeriggio che comincia a Caerano San Marco, dove ha sede l’azienda Bele Casel che andiamo a scoprire assieme all’ultima generazione, Luca, a bordo della Fiat 500 aziendale, annata 1972.

Parlando con un amico della volontà di comprare un’auto per portare a scoprire i vari appezzamenti vitati, il suggerimento di quest’ultimo è stato quello di acquistare un fuoristrada, ma il desiderio, un po’ alternativo di Luca era quello di una macchina più simbolica e legata alla tradizione, come una Fiat 500. Coincidenza ha voluto che proprio l’amico in questione ne aveva una in vendita e così, dopo qualche restauro, la piccola macchina italiana è diventata uno dei simboli di Bele Casel.

Il tour comincia da Asolo, il piccolo borgo dove, oltre alla piazza principale e il Duomo, sono presenti l’enoteca più vecchia del Veneto, l’Hotel Villa Cipriani e la tomba di Eleonora Duse nel vicino cimitero.

Bele CaselTra le curve collinari Luca inizia il racconto della storia dell’azienda, oggi condotta assieme alla sua famiglia, ma le cui origini si trovano nei nonni materni che, da sempre, producevano vino sfuso, principalmente Merlot, Malvasia, Fragolino e conducevano una piccola realtà agricola composta da orto, frutteto, alcuni animali e vigneti. A quindici anni mamma Antonella conobbe papà Danilo che studiava enologia e con il tempo iniziò ad essere di supporto nelle lavorazioni di vigna e cantina, abbinando questa attività al suo primo lavoro di agente di commercio. L’azienda, che originariamente era situata proprio a Caerano San Marco, passò di mano ai genitori di Luca che continuavano a produrre vino sfuso e qualche bottiglia, a cavallo tra gli anni settanta, ottanta e novanta; vino venduto grazie al passaparola e anche al lavoro della mamma che ha sempre fatto la segretaria in un magazzino edile.

Bele CaselL’ingresso di Luca nel 1997, dopo gli studi in enologia, ha segnato l’inizio della strutturazione ed espansione di Bele Casel come la vediamo oggi, partendo dal nome che prima era La Contea. Bele Casel proviene dal soprannome dello zio di un amico di papà e il ricordo di quando entrava in bar e da tutti veniva acclamato con questo nomignolo, ha dettato il battesimo dell’azienda. Dai primi ettari in affitto a Caerano, lasciati “in eredità” dal vecchio collega Gino, detto “Il Bianco”, si iniziarono ad incrementare le proprietà spostandosi nei terreni più collinari e abbandonando quelli limitrofi all’azienda.

Bele CaselOggi Bele Casel conta circa dodici ettari divisi in diversi appezzamenti in due zone principali: Monfumo e Cornuda. La prima tappa è in uno dei tre appezzamenti di Monfumo, in zona Longon, una piccola vallata, circondata da un bosco, caratterizzata da una discreta pendenza dove è stato creato un nuovo impianto vitato di circa due ettari, principalmente di uva Glera e Bianchetta Trevisana, piante ricavate da una selezione massale delle viti più vecchie. Bele CaselQui il terreno è composto di “caranto”, una marna che tende facilmente a sbriciolarsi, ma al contempo molto pesante, motivo per il quale venivano fatti anche i mattoni delle case, vista la sua proprietà di essere molto resistente dopo il contatto con l’acqua e una conseguente essicazione.

Bele CaselDopo dieci anni di conduzione BIO dal 2021, principalmente a causa della maggiore incombenza della flavescenza dorata si è deciso di non impedire alcuni trattamenti, qualora la situazione li dovesse richiedere. Di media, comunque, si utilizzano rame e zolfo e periodicamente, dove necessario, si adotta il sovescio per aumentare la fertilità dei suoli. Terreni dove il lavoro si svolge tutto a mano, viste anche le pendenze non banali e, alle prese con la potatura, troviamo Mattia, collaboratore di Luca, in compagnia di Paloma, una colomba bianca che supervisiona il suo operato. Bele CaselUna passione quella di Mattia per questi volatili che sono abituati fin dalla nascita ad essere fedeli al proprietario e alla casa natale, tornando anche dopo viaggi di centinata di chilometri.

Bele CaselCi spostiamo in un altro appezzamento ribattezzato “Vigna dei confinanti”, dall’altra parte della collina, in un vigneto acquistato nel 2014. Un ettaro nel quale sono presenti vecchie piante, che arrivano anche ai cento anni d’età, con una scarsa uniformità e poca precisione nei filari piantati “come una volta”, oltre alla posizione in pendenza; tutti motivi che lo hanno lasciato invenduto per tempo. Un patrimonio genetico di vecchie piante, ripristinate con fatica, anche nei terrazzamenti, lasciandone la conformazione originaria, caratterizzata anche dai fili che dall’alto si estendono fino all’ultimo filare.

Bele CaselDa qui si può godere di un silenzio estremamente rilassante e di una vista che fa capire la conformazione territoriale delle colline di Monfumo, nelle quali si possono trovare vigneti, boschi, ma anche alcuni pascoli.

La filosofia conduttrice di Bele Casel è quella di vinificare tutte le uve in maniera separata attraverso vendemmie mirate, governate ormai da mappe mentali, al fine di ottenere vini precisi, ma non troppo: “Ogni tanto bisogna anche lasciare andare qualcosa per ottenere quel tocco di unicità, che vuole creare un’anima e un’identità nel vino”.

Bele CaselLasciando i vigneti di Cornuda per un’altra uscita, ritorniamo alla base di Caerano per vedere la cantina, sorta sulle ceneri di quella del nonno ed edificata nel 2003, nella quale svettano grandi serbatoi in acciaio e si percepisce il massimo della pulizia oltre alla predisposizione attenta del controllo delle temperature. Le tipologie di vino prodotto sono tre spumanti, in versione Extra Dry, Extra Brut, “Vecchie UveExtra Brut e un Colfondo, nei quali tutte le basi sono fatte fermentare con l’utilizzo di lieviti neutri e non impattanti, rispetto al lavoro fatto in vigna e alle qualità territoriali che si vogliono estrarre dall’uva.

Per quanto riguarda il Colfondo, questo viene fatto rifermentare con il proprio mosto e reso disponibile alla vendita dal primo gennaio dell’anno successivo all’imbottigliamento e due anni dopo la vendemmia. Il vino che effettua il processo più lungo è il “Vecchie Uve” al cui interno ci sono uve dei vecchi appezzamenti, principalmente Glera, Perera, Bianchetta; vino che resta un anno e mezzo in autoclave ed esce tre anni dopo la vendemmia.

In tutte le basi dei vini non si usano prodotti come bentonite o caseina per le chiarifiche, l’uso di solforosa è minimale, ma si lavora con costante attenzione alle temperature.

Spostandoci nella sala degustazioni provvisoria, all’interno della casa di famiglia, dove incontriamo anche la sorella Paola che supporta Luca nella conduzione aziendale, assaggiamo alcune delle etichette prodotte, delle circa centoventi/centotrentamila bottiglie annue.

Bele CaselPartiamo con il Colfondo 2020 che sprigiona sentori di agrume, buccia d’arancia, pera, ananas, una leggera nota floreale, per un palato “croccante”, la sensazione è quella di addentare una pera, gusto pieno, buona acidità, minerale, con una buona bolla e discreta persistenza.

Un estremo piacere poter assaggiare anche un Colfondo la cui vendemmia è di tredici anni fa, 2009, con sentori che tendono più alla crosta di pane, la pasticceria, crema pasticcera e frutta matura. Sorprendente in bocca con un’ottima freschezza, bolla ben vivida, pieno, minerale, con una discreta spalla acida e una buona avvolgenza.

Bele CaselUn assaggio del Prosecco DOCG “Vecchie Uve” Extra Brut, vendemmia 2018, per andare ad approfondire i sentori di frutta più fresca, note floreali e spunti gessosi, un po’ timido al naso, ma con un gusto pieno e consistente in bocca, bolla fine, buona spalla acida, corpo e mineralità.

Bele CaselLa conclusione con il Prosecco Extra Brut DOGC e i suoi spunti di mela verde, un leggero gelsomino; vino di ottima verticalità e espressione in bocca, con una buona mineralità, sapido, fresco e con una discreta spalla acida.

Un tour a trecentosessanta gradi alla scoperta di questa realtà in continua espansione con diversi nuovi progetti, tra cui la nuova sala degustazioni sopra alla cantina e un punto degustazioni/ristoro per i visitatori, anche alle pendici del primo vigneto visitato di Monfumo.

Bele CaselIn attesa di tornare a toccare con mano la fine dei lavori maglietta numero 145 per Luca.

 

 

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