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domenica, 29 gennaio, 2023

Dalla musica al vino con i ragazzi di Bossanova, Controguerra (Teramo)

Invasione di campo sulla strada del ritorno, nei momenti salienti della vendemmia, per approfondire la storia di Bossanova

18 Agosto 2022

BossanovaUna trasferta abruzzese che si conclude con una veloce tappa sulla strada di casa, a nord della Regione, precisamente a Vinciguerra, tra le Colline Teramane, per approfondire la storia di Bossanova.

BossanovaInvasione di campo tra i lavori di vendemmia, con una mattinata cominciata con qualche disguido tecnico a causa di un generatore che fa i capricci. Immerso tra i lavori di pressatura, Andrea riesce a dedicarmi la cosa più preziosa in queste fasi, il tempo, per raccontarmi la storia della realtà fondata assieme all’amico Natalino, conosciuto una sera di qualche anno fa in un pub.

BossanovaCi troviamo in un’azienda con radici storiche, dove i vigneti furono piantati da nonno Ilario, che vigila i lavori seduto in giardino sotto al suo cappello di paglia, verso la fine degli anni ’70; un solo ettaro e mezzo a corpo per la produzione e vendita di vino sfuso. La decisione dei due amici di volersi dedicare alla viticoltura e alla produzione di vino da vendere in bottiglia è stata presa ufficialmente nel 2018, partendo dai terreni di nonno Ilario e improvvisando una cantina nel garage dell’abitazione, evolvendo, non di troppo, quella di un tempo.

BossanovaGli ettari di Bossanova oggi sono dieci, i quali si estendono tutti a corpo, piantati con le varietà autoctone quali: Montepulciano e Trebbiano, ma anche una parte di Merlot (piantato nel 2004). C’è anche una piccola vigna di Passerina che viene dedicata alla produzione di un rifermentato in bottiglia.

In questa zona delle Colline Teramane il substrato è principalmente argilloso e l’azienda crede fortemente sulla conduzione delle vigne in maniera biodinamica. Ad oggi si utilizzano per lo più i composti 500 e 501, viene effettuato un sovescio invernale e i trattamenti, quando strettamente necessari, sono a base di rame e zolfo, cercando di impattare il meno possibile sull’ecosistema della vigna, pur trovandosi in una zona molto umida e piovosa.

BossanovaIl primo anno sono state prodotte quattromila bottiglie che, nel giro di quattro anni, sono diventate quarantacinquemila circa. Vini che vogliono rappresentare il vitigno e il territorio, ottenuti da uve che fermentano spontaneamente in vasche di cemento. Non si usano coadiuvanti e la solforosa è limitata e talvolta non utilizzata.

BossanovaIn cantina predomina appunto il cemento, con vasche di diverso tipo; quelle di colore marrone, per esempio, sono quelle che utilizzava il nonno per le vinificazioni. Per scelta e per non mascherare i vini non si trova nessun contenitore di legno!

Un nome emblematico Bossanova, richiamo all’ambito musicale, essendo sia Andrea sia Natalino due musicisti, rispettivamente di piano, tastiere e sintetizzatore il primo e chitarra/voce il secondo. Un riferimento a quel movimento di rottura che ha visto il generarsi un nuovo stile di samba nel panorama brasiliano, con una contaminazione degli influssi del jazz proveniente dal nord-America. Rottura, contrasto, genere popolare intriso di novità, sono alcuni degli aspetti che questa cantina vuole portare nel mondo del vino e nel territorio di Controguerra, dove le cantine sono tredici e gli abitanti duemila circa, creando così un certo scompiglio volto all’innovazione.

BossanovaLe etichette principali sono una Passerina rifermentata in bottiglia, Trebbiano, Trebbiano macerato e vinificato in anfora, Cerasuolo, Montepulciano “d’annata”, Montepulciano Riserva, che affina per un anno e mezzo in cemento e un altro anno e mezzo in bottiglia.

BossanovaControguerra non poteva che dare spunto ad un design del tutto pacifista, ripreso sia nei simboli aziendali sia nel packaging, per esempio dei cartoni.

Un’azienda che si completa con alcuni ospiti a due o quattro zampe, tra cui volatili, papere, galline, capre, gatti che per il futuro ha il desiderio di espandersi “perché qui non ci stiamo più”, con una nuova struttura per le vinificazioni e un nuovo magazzino.

BossanovaRingraziando Andrea e salutando Natalino, che nel frattempo è tornato con un carico di uva appena vendemmiata e facendo una piccola scorta di vino, per toccare con mano il loro stile, maglietta numero 186!

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