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martedì, 16 Luglio, 2024

Caferro – Vo’ Euganeo (Padova)

Alla scoperta dell’azienda vitivinicola Caferro con Daniele

07 NOVEMBRE 2020

Caferro

Con qualche mese di ritardo eccomi finalmente da Caferro in compagnia del titolare Daniele che si divide tra l’omonima azienda vitivinicola e l’attività di imbottigliatore con stazioni mobili di imbottigliamento.

Una storia che comincia nel ’56 quando il nonno acquistò parte di Villa Lando Mantovani, una delle quattro presenti in paese progettate dall’architetto Ferro per i nobili veneziani che trovavano rifugio nei Colli Euganei durante i periodi di malattie. L’azienda si chiama Caferro per omaggiare proprio il nome dell’architetto Ferro!

Il padre di Daniele, Leondino, ha condotto l’azienda con amore e dedizione per la vigna, affiancato dallo stesso Daniele dal 2006, anno in cui sono state fatte diverse sperimentazioni e micro-vinificazioni per capire lo stato dei vigneti e dei loro frutti.

Caferro

Gli ettari produttivi ad oggi sono 10 e le bottiglie circa cinquantamila per anno, dipendentemente dalle annate. La cantina è certificata bio ed è possibile effettuare vinificazioni che rispettino questi criteri, mentre in campagna è tema di discussione tra padre e figlio, il primo più convenzionale “old-school” per salvare i raccolti, mentre il secondo tendente alla certificazione. Burocrazia a parte le lavorazioni vengono svolte nel rispetto dell’ambiente, preservando i microorganismi e gli insetti che giovano il corretto ecosistema a favore delle vigne. Nessun diserbo, nessuna concimazione (non sono assolutamente necessarie in quei terreni così fertili) utilizzo di rame e zolfo e chimica quasi inesistente se non per situazioni estreme.

I terreni sono di origine vulcanica, con la trachite a farla da padrona, ma non manca la componente argillosa e quanto emerso dai fondali marini. Un mix tra mare e roccia lavica che ha dato origine e diversa conformazione al Parco dei Colli Euganei.

Le etichette prodotte da Caferro sono diverse, dai più classici Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio, alle riserve Blanc e Noir, le bolle charmat Prosecco, Cuvée, Rosé e Fior d’arancio fino al Passito.

Assaggiamo con Daniele:

la bollicina Cuvée di Glera, Garganera, Pinot Bianco e Chardonnay, il vino dell’aperitivo per eccellenza, un ingresso piacevole con una bolla fine e cremosa. Un extra dry equilibrato e profumato tra la frutta, l’erba falciata, i fiori bianchi e i leggeri sentori agrumati.

Caferro

il Rosè frutto dell’incontro tra il Raboso Veronese ed il Merlot, uno charmat elegante con sentori di fragoline di bosco, rose, violette di ottima eleganza e lunghezza in bocca.

Caferro

il Blanc 2017, Chardonnay 100% che riposa in legno di rovere sia francese sia di slavonia per qualche mese prima di raggiungere il suo equilibrio. Il legno è un protagonista importante in questo vino nel quale spiccano i sentori di tostatura oltre che al tropicale ananas, banana e la classica vaniglia.

il Noir 2011 un taglio bordolese Merlot, Cabernet Sauvignon con una percentuale di Raboso Veronese prodotto in meno di 4.000 bottiglie per anno e non in tutte le annate. Le uve di Merlot e Raboso vengono lasciate appassire rispettivamente per uno e tre mesi in fruttaia prima della fermentazione e l’affinamento in botti di rovere francese. Solo dopo quattro anni viene deciso il blend che va in bottiglia. Tripudio di profumi dalla mora al lampone, alla marasca, vaniglia non invadente e speziatura che accompagna. E’ un vino complesso ma al contempo fresco ed immaginato in abbinamento ad un buon pezzo di carne succulenta può esprimere il meglio di sè stesso.

Caferro

Una delle cose più affascinanti del visitare le cantina è il poter assaggiare cosa contengono le vasche e le varie basi che andranno a comporre i vini da imbottigliare.
Rubiamo un po’ di Chardonnay dalle botti da 20 ettolitri del 2019 che è in equilibrio con il legno sprigionato dalla media tostatura.
Un piccolo furto del Merlot 2020 che sta ancora macerando sulla bucce, meraviglioso succo di frutta.
Abbiamo assaggiato poi Raboso, Merlot, Cabernet e Carmenere fino a prelevare un po’ della nuova Marzemina Bianca che andrà a rifermentare in bottiglia, una delle novità in anteprima nella produzione del prossimo anno.

Prima di lasciare Caferro uno sguardo alle vigne dove si possono scorgere i panorami stupendi dei Colli Euganei con le colline e la loro conformazione di trachite a vista. Una capatina anche alla villa in restauro al di la della strada dove ad oggi riposano le uve di merlot e raboso in appassimento.

Ci sarà sicuramente occasione di vedere i lavori terminati ed assaggiare le nuove sperimentazioni di Daniele.

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