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martedì, 16 Luglio, 2024

Con Diego Vieceli nell’omonima Cantina Vieceli tra le colline di Fonzaso (Belluno)

Assieme a Diego Vieceli nell’omonima Cantina Vieceli tra le colline di Fonzaso, un paese dove un tempo la viticoltura era una delle prime fonti di sostentamento

31 Ottobre 2021

Cantina VieceliLa scoperta della piccola Cantina Vieceli, grazie agli amici distributori della Caneva di Mogliano Veneto, mi porta tra le colline di Fonzaso, paese del bellunese, ad incontrare il suo fondatore Diego Vieceli.

Il paese di Fonzaso un tempo era il più florido della zona, superando nelle attività commerciali le vicine Feltre ed Arsiè, contando numerosi vigneti, con una produzione che veniva esportata al vicino impero austro-ungarico. Si trovano testimonianze delle uve autoctone Pavana e Bianchetta rispettivamente fin dal 1200 e dal 1500, oltre alle meno conosciute e quasi estinte Trevisana Nera, Tintoria, Turca e Paialonga. Quest’ultima trova le sue origini dal tale signor Paialonga, che da Portogruaro, un tempo, ha piantato l’uva Franconia sulle colline di Fonzaso.

Non a caso la via dove sorge Cantina Viceli si chiama via Vigne!

Oltre alla vendita delle uve e del vino, il paese era ricco di ville di nobili del posto, che commerciavano per lo più legname con la vicina Venezia.

Cantina VieceliCon l’avvento della fillossera l’attività vitivinicola è stata via via abbandonata, fino all’avvento, negli anni ’60 dei vitigni internazionali, facendo riscoprire il mestiere del vignaiolo alle persone del posto, nettamente in misura minore dell’attività di un tempo.

La passione di Diego Viceli è stata tramandata dal nonno e poi dal padre, che, oltre a coltivare la vigna, avevano anche un’osteria in paese. La produzione di vino in bottiglia è cominciata negli anni ’80 per poi costruire la cantina, come la vediamo oggi, nel 2000; la prima costruita nel bellunese.

Diego porta avanti questa attività, come secondo lavoro e, anche se non ha mai fatto degli studi scolastici specifici in enologia, si è sempre formato ed informato affermando che “co te ae a passion, te impare tut” (quando hai la passione impari tutto).

Cantina VieceliOggi troviamo circa due ettari vitati in appezzamenti sparsi in tutto il comune di Fonzaso, poche migliaia di metri a corpo, alcune in via Frassene (a poche centinaia di metri) e alle pendici del Castello di San Michele.

Le uve più coltivate sono Bianchetta, Müller Thurgau, Traminer, Chardonnay, Schiava, Cabernet, Teroldego e altre uve autoctone a bacca rossa. I nuovi impianti sono stati recuperati da quelli più vecchi, che risalgono agli anni ’30.

I sottosuoli sono caratterizzati principalmente da roccia e pochissima materia organica, con appezzamenti vitati che possono essere dislocati in territori con pendenze importanti.
Per quanto riguarda i trattamenti, la filosofia di Diego è quella di entrare il meno possibile in vigna, utilizzando principalmente rame e zolfo, ma se necessario non si impedisce dei supporti sistemici a basso impatto. Tra le piante vengono piantati fagioli e si lascia inerbito l’interfilare, nelle zone dove l’erba cresce.
La resa ettaro è mediamente bassa con una produzione di sessanta/settanta quintali, che gli permettono di produrre circa ottomila bottiglie per anno, conferendo il resto dell’uva.

Cantina VieceliUno sguardo alla cantina, dove si trovano per lo più contenitori in acciaio, di diversa misura, mentre le barrique trovano risposo in un’altra piccola cantina situata alle pendici del Castello di San Michele. Non ci sono presse, ma solamente una diraspatrice e le uve vengono lavorate come un tempo, con il solo supporto di un “torcio” (torchio). Il controllo di temperatura viene fatto anche in questo caso con metodi di un tempo, mediante una piastra refrigerata che si applica ai contenitori d’acciaio.

Sebbene gli appezzamenti siano limitati, le varietà piantate sono molte e permettono a Diego Vieceli di sbizzarrirsi nelle produzioni, con il risultato di avere diversi vini che imbottiglia.

Cantina VieceliCantina Vieceli produce due bollicine tra cui una Bianchetta spumantizzata (da un’azienda terza) con Metodo Charmat; una Schiava rifermentata in bottiglia (un tempo la schiava veniva chiamata uva Marana, per la sua provenienza dalla città di Merano); Chardonnay; Blend di Traminer e Müller Thurgau. Per quanto riguarda i vini rossi la produzione conta: un Cabernet Sauvignon (prodotto con le uve a corpo) e due blend che prendono il nome di “Rosso Gentile” e “Nero Gentile” a base di Merlot, Paialonga, Trevisana Nera il primo, mentre il secondo con le stesse uve, l’aggiunta di Teroldego e un affinamento maggiore in barrique.

Le fermentazioni sono tutte innescate con un pied de cuve, ma c’è sempre una scorta di lieviti da utilizzare in caso di emergenza. I vini bianchi affinano solo in acciaio, mentre i rossi riposano in barrique francesi per un minimo di un mese ad un massimo di un anno, di media.
Cantina VieceliTra le chiacchiere sono state assaggiati praticamente tutti i vini contenuti nelle vasche ad affinare e maturare, partendo da quelli della scorsa vendemmia, fino ad arrivare a quelli del 2021.

Un percorso dalla base spumante di Bianchetta, caratterizzata dalla sua acidità, che ha visto un paio di assaggi anche dei vini bianchi Chardonnay e Müller nel blend con il Traminer, entrambi caratterizzati da una grande freschezza, verticalità e mineralità, caratteristiche che i vini di montagna sanno offrire.

Cantina VieceliUn “tour di vasca” anche dei vini rossi, con le diverse basi e gli assemblaggi dei “Gentili”, con il “Nero” che si impone predominante sugli altri. Un tuffo nella “Tintoria”, uva poco espressiva, utilizzata, come suggerisce il nome, per donare colore agli altri vini ed infine con una vasca di altra uva rossa tutta da scoprire, dalla spiccata acidità, che viene utilizzata per produrre il Rosso IGTBrun Brun”.

Interessante, oltre agli assaggi, curiosare tra i vari quadri e le foto che richiamano il passato della famiglia di Diego, con le medaglie degli zii di sua madre, tornati vivi dalle campagne d’Africa e Russia, oltre ad un pezzo di botte dipinta che rappresenta Diego assieme al vecchio custode della cantina intenti alle lavorazioni dell’uva il primo, mentre agli assaggi il secondo.

Cantina VieceliPer il futuro non si sa ancora la destinazione della Cantina Vieceli, poiché nessuno dei due figli di Diego, ormai più che ventenni, ha la passione per il mestiere del vignaiolo, avendo scelto entrambi altre strade.

E dopo una ricarica di bottiglie e cinque litri di quel particolare vino rosso, maglietta numero 103 per Diego di Cantina Vieceli!

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