APPASSIONATO DI VINO - NO INFLUENCER

martedì, 16 Luglio, 2024

Cantine Monfort, un sali e scendi nel centro di Lavis (Trento)

Cantine Monfort, un sali e scendi nel centro di Lavis, con la visita alla storica cantina conclusa con la scoperta del giardino verticale dei Ciucioi

17 Settembre 2021

MonfortMattinata che si apre alla scoperta della storica cantina Monfort, nel centro del paese di Lavis, dove ad accoglierci è Federico Simoni, quarta generazione di questa realtà.

Un’azienda nata nel 1945, che originariamente trovava la sua sede a Palu di Cembra, trasferendosi nel corso degli anni nel centro di Lavis e, un tempo, circondata da campagna. Oggi Monfort è stata inglobata nell’architettura del paese, diventando una cantina urbana.

Sessanta sono gli ettari vitati, tra proprietà e conferitori storici, divisi in più zone del trentino: Val di Cembra dove si coltivano principalmente le uve per le basi spumante, Valsugana, che vede protagoniste le vecchie varietà e le colline di Trento.

L’approccio è simile al biologico, quando le condizioni lo consentono, cercando di fare il massimo per impattare il meno possibile sull’ambiente, al fine di non danneggiare il consumatore finale.

MonfortUna visita che ci porta subito ad esplorare i “sotterranei”, dove svettano vasche in acciaio, con mosti e vini nel pieno di fermentazioni e decantazioni. La produzione si concentra per lo più nei vini bianchi e spumanti, che ricoprono un’85% del totale, lasciando il restante spazio a Teroldego, Lagrein e Pinot Nero.

Un focus sulle uve che vengono destinate alle basi per lo spumante: una volta vendemmiate si passa ad una pressatura soffice dell’uva intera, riducendo il più possibile i tempi che vanno dalla raccolta alla formazione del mosto.

Da cento chili di uva si ottengono una media di sessanta litri di mosto fiore e solo questo viene destinato agli spumanti, facendolo scendere in cantina per gravità.

Il primo anno di produzione delle bollicine Metodo Classico è stato il 1985, per merito del papà di Federico.

MonfortAssieme all’enologo Maurizio andiamo a scoprire alcuni vini che hanno appena finito di fermentare e alcuni mosti “in corso d’opera”.

L’ingresso è stato con uno Chardonnay di Pergine Valsugana, proveniente da vigneti situati a seicento metri sul livello del mare, ancora in fase di fermentazione. Un mosto dai profumi fruttati, di mela e pera principalmente, con una spiccata acidità e un grado zuccherino anche in fase di trasformazione.
L’opposto è stato nel secondo assaggio, un Pinot Nero, che ha terminato il processo di fermentazione; in questo caso sono emersi sentori più timidi al naso, con un’acidità più elevata, citrino e verticale al palato, quasi fosse una lama.

Monfort

Dopo il Pinot Nero, il fratello Pinot Grigio, nel quale riappare la frutta, principalmente esotica, con una banana, ananas e l’acidità si attenua per una beva già più piacevole.

Le fermentazioni sono quasi tutte attivate con lieviti selezionati e solo in alcuni casi si sta sperimentando qualche fermentazione spontanea.

Concludiamo gli assaggi con il Müller Thurgau, nel quale emergono note agrumate, fiori bianchi, salvia, erbe di montagna, con un palato delicato e un piccolo contrasto tra note dolciastre e un retrogusto amarognolo.

Un’avventura sotterranea che è continuata alla scoperta della barricaia, ricavata dal riadattamento di vecchie vasche in cemento piastrellato con piastrelle di vetro.

MonfortQui troviamo una bottiglia di Pinot Nero 2018 “Maso Cantagher”, pronta per essere stappata. Pinot Nero, punta di diamante dell’azienda, le cui uve provengono dalle Vigne di Civezzano, con terreni caratterizzati da calcare e alcuni depositi morenici. Affinamento in barrique nuove per due terzi della massa e per la restante parte in barrique di secondo passaggio, con l’utilizzo di legno francese.

Al naso piccoli frutti rossi, ciliegia, fragolina di bosco, con un leggero sotto spirito e una spezia dolce; al palato, invece, emerge una buona acidità e mineralità, con un tannino setoso ed una discreta persistenza.

Un vino che viene prodotto dagli anni ’80 e dal 2006, con l’acquisto dell’azienda Maso Cantagher, si è concentrata la produzione con le uve di questo Cru, affiancando l’etichetta ad altri due Pinot Nero che si diversificano anche per gli affinamenti in solo acciaio e acciaio più legno.

MonfortLasciamo gli ambienti sotterranei per un assaggio della bollicina Metodo Classico Trento DOCLe Général Dallemagne“. Un nome emblematico che fa riferimento al generale Claude Dallemagne il quale condusse le truppe napoleoniche oltre il torrente Avisio nella battaglia del 5 settembre 1796 contro l‘Austria. La sera stessa il generale venne ospitato a Palazzo Monfort, nelle cui cantine, 190 anni dopo, la famiglia Simoni ha messo a giacere le prime bottiglie di Metodo Classico.

80% Chardonnay e 20% Pinot Nero, in questo caso vendemmia 2014 ed affinato sui lieviti per sessantaquattro mesi. Al naso un’esplosione di frutta matura, crosta di pane, note di pasticceria crème brûlée, bolla fine ed elegante, pieno al palato, corposo e ben equilibrato, con una ricca acidità e mineralità.

MonfortSolo tre grammi di zucchero per litro, per rispecchiare la filosofia aziendale nel voler produrre un vino sincero, senza seguire mode, ma cercando il più possibile l’equilibrio e l’espressione del territorio.

La produzione media di Cantine Monfort è di trecentomila bottiglie, di cui quasi la metà (circa centoventimila) sono di bollicine.

Dopo aver salutato Federico, omaggiandogli la maglia numero 80, e aver visto una Lavis sotterranea l’avventura è continuata nel centro del paese raggiungendo il Giardino dei Ciucioi, opera di Tommaso Bortolotti, di cui parlerò in un altro articolo.

Monfort

Una visita conclusa con l’assaggio della NosiolaCorylus”, le cui uve provengono da un vigneto collocato alle pendici del Monte Calisio, a più di cinquecento metri di altitudine.

Vino che affina in parte in legno, esprime sentori fruttati al naso, con una leggera spezia e un sottofondo di frutta secca tipico di questa varietà. In bocca è avvolgente ed equilibrato, con una buona acidità e mineralità, oltre ad una discreta lunghezza.

Dopo una lunga salita alla vetta del giardino, questa Nosiola è stata decisamente un toccasana!

Guarda anche...

Ultimi post

Categorie