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mercoledì, 17 Aprile, 2024

In Valtenesi a Cantine Scolari, assieme all’amico Daniele, Raffa (Brescia)

Cantine Scolari, il nuovo progetto della famiglia Goffi per produrre vini iconici del territorio, in seguito ad una prima esperienza con la Cantina Bottenago

24 Maggio 2023

Un invito da parte dell’amico Daniele, export manager di Cantine Scolari, mi porta in Valtenesi per scoprire questa nuova realtà, acquisita nel 2019 dalla famiglia Goffi, già proprietaria dell’azienda Società Agricola Erian che gestisce anche le Cantine Bottenago. Precisamente siamo a Raffa, poco più a sud di Salò, nel pieno della Valtenesi, in un’azienda fondata nel 1929 dalla famiglia Scolari, una delle prime a credere nel Lugana, anticipando di venticinque anni la creazione del Consorzio (avvenuta nel 1963). Nel corso dei decenni la cantina ha cambiato diversi aspetti e nell’ultimo periodo era diventata un’azienda imbottigliatrice.

Il signor Antonio Goffi, pur provenendo da tutt’altro settore, ha voluto acquisire la cantina ed investire in un territorio che conta circa cento produttori, di cui circa settanta consorziati al Consorzio Valtenesi, con un totale di millecento ettari vitati, di cui Cantine Scolari detiene più del 10% con i suoi centotrenta ettari (di cui cento sono in produzione) allevati a Groppello, Barbera, Rebo e Sangiovese. A questi si sommano i quaranta ettari di Lugana, presenti tra Sirmione, Desenzano e sotto alla Torre di San Martino.

Nel DNA di Goffi c’è sempre stata, oltre che la passione per questo mondo, anche una correlazione con la viticoltura, poiché il nonno ed il papà un tempo avevano una piccola cantina, che riforniva per lo più i ristoranti della zona e privati.

Una breve parentesi sulla conduzione della vigna che per lo più viene condotta in maniera biologica, ad oggi con ad oggi la Società Agricola Erian è certificata IFS, ma a tendere, quando le acque saranno più calme si potrà decidere se ottenere anche quella BIO. Si vinificano quasi la totalità delle uve, mentre un 10% circa viene conferito da aziende terze, che sono costantemente monitorante durante l’anno dal team di agronomi di Cantine Scolari.

L’azienda è in ristrutturazione e alcune sale non sono accessibili, come la barricaia che conta qualche vaso vinario in legno, pur non essendo un materiale in cui si crede molto. Qui è presente anche un piccolo museo di bottiglie, dal 1950, ritrovate casualmente, abbattendo un muro.

Proseguendo nei vari ambienti dell’azienda si entra in quella che è la parte meno recente, una sorta di tunnel con quarantatré botti di cemento ai lati. Queste vengono tutt’oggi utilizzate, quasi per la loro totalità, dopo essere state ripristinate e rivestite in acciaio. Vasche enormi, da cinquantadue, centodieci, centrotrentotto, duecentosettantasette, duecentottanta ettolitri, che ospitano i vini atti a diventare Lugana, Riviera del Garda Classico Doc e Riviera del Garda classico Doc Chiaretto (dopo la verifica dei vari consorzi), nonché a volte Vini generici che verranno poi imbottigliati come Vino della Casa.

Alla fine di quest’area una piccola stanza, con qualche cimelio dell’epoca, in cui è stato dipinto sulla parete il logo che si è scelto per rappresentare Cantine Scolari, lo storico marchio che raffigura una corona, a cui sono stati aggiunti i riferimenti alle colline moreniche, il rosa della Valtenesi e le Prealpi, racchiuse in un calice. Tornati quasi al punto di partenza, si accede alla sala in cui sono presenti le vasche di acciaio, dove avviene la maggior parte delle vinificazioni, proprio adiacente allo shop, che richiama migliaia di clienti ogni anno, soprattutto nel periodo primaverile ed estivo. Qui si possono notare, esposte, le varie linee di vini prodotti che spaziando dal Lugana al Groppello in varie declinazioni, oltre ai Chiaretto, una linea dedicata alla GDO e le bollicine Metodo Classico esclusivamente prodotte da Bottenago. Cantine Scolari spazia su tre diverse DOC: Lugana, Riviera del Garda Classico e Garda (per le bolle e i vini bianchi).

Per accentrare la produzione di entrambe le aziende e migliorare i processi logistici si è costruita una nuova struttura a Polpenazze in cui, in una prima fase, verrà trasferita la barricaia e l’affinamento del Metodo Classico, per poi negli anni centralizzare tutto il processo produttivo in questa nuova e più moderna struttura.

Una produzione di circa ottocentocinquantamila bottiglie che a tendere vuole diventare di un milione e duecento/trecento mila.

Per fare qualche assaggio ci accomodiamo nella sala degustazioni, esordendo con due diversi Metodo Classico Bottinus”, della linea Bottenago, entrambi ventiquattro mesi sui lieviti come minimo. Un Extra Brut Garda DOC a base di Groppello, Sangiovese e Marzemino dai sentori di piccoli frutti rossi, spunti agrumati, note di rosa e leggero tocco di confetto per un palato dritto, verticale, con una buona mineralità e dalla bolla fine. Il secondo è un Rosè che aggiunge al precedente uvaggio una piccola percentuale di Pinot Nero e incrementa il suo grado zuccherino, senza esagerare, arrivando ad essere un Brut. Si accentuano in questo caso le note di crosta di pane e alcuni spunti iodati che ritornano al palato, dove entra più “morbido” e meno verticale, pur mantenendo una buona freschezza, discreta verticalità, bolla fine ed una maggior persistenza.

A seguire due tipi di Lugana, entrambi vendemmia 2022 ed entrambi 100% da uve Turbiana vinificata in acciaio. Il primo vino è stato ottenuto da uve prodotte da piante che vivono in un suolo limoso argilloso, mentre il secondo in un terreno più sassoso e ricco di scheletro, a duecentoventi metri sul livello del mare. Il Lugana premium è figlio di una vendemmia tardiva e le uve stanno a contatto qualche ora prima di essere pressate. Al naso il primo si presenta con note floreali, di pesca, erba appena tagliata, fiori bianchi e una leggera aromaticità, mentre il secondo è leggermente più carico, con note tendenti al tropicale, di tiglio, spunto di miele, mandorla amara (che ritorna al palato). Più fine e di beva il primo, mentre il secondo vino ha una maggiore alcolicità, ben equilibrata da un’ottima acidità e mineralità, entrambi di discreta persistenza.

Spostandoci in Valtenesi un assaggio di Chiaretto, ottenuto con uve Groppello (per un 57%) di piante con un’età compresa tra i venti e i trent’anni, Sangiovese, Marzemino e Barbera, che stanno tra loro a contatto per una notte, prima di essere pressate e vinificate in acciaio. Al naso una pesca matura, ma anche fragoline, ribes, note agrumate, tiglio, che anticipano un sorso fresco, ben equilibrato, minerale, abbastanza sapido, di beva, con una buona acidità e un grado alcolico ben integrato e di buona persistenza.

Una conclusione in rosso con due Groppello, sia della linea Cantine Scolari, sia Bottenago, entrambi vinificati ed affinanti in acciaio. Nel primo caso il Groppello è all’85% e si completa con Sangiovese, Marzemino e Barbera, nel quale spuntano note di mora, spezia, sentori terrosi, di liquirizia e spezia, per un vino da tutto pasto, con un basso livello di acidità e tannino molto moderato, un sorso fresco, di facile beva. Il secondo vino si carica più di personalità e le note di frutta, principalmente nera, aumentano al naso, come la speziatura e al palato si fa più intenso, senza però spiccare in note o troppo dure o troppo morbide, mantenendo un buon equilibrio ed una buona beva.

A tendere i vini fermi saranno proposti al mercato sotto il brand Cantine Scolari, mentre le bollicine Metodo Classico saranno parte della famiglia Bottenago.

In attesa di toccare con mano le tante novità di questo nuovo progetto, con un bagaglio di storie che richiamano al passato, maglietta numero 252 per Daniele.

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