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martedì, 16 Luglio, 2024

Doppio incontro per approfondire i vini di Giacomo Orlando e La Cricca, Craoretto (Udine)

Con l’amico Giacomo Orlando per scoprire i vini che portano il suo nome e i vini La Cricca, un progetto di Luca e i due soci

20 Gennaio 2024

Ci troviamo in località Craoretto, piccola frazione di Prepotto, il paese dello Schioppettino, dove oggi trova la sua sede l’azienda capitanata da Giacomo Orlando. Curiosità è che qui, fino al 2020 sorgeva uno dei più storici locali del Friuli, l’osteria Al Copari, chiuso nel 2020, in seguito alla pandemia, ma anche per la non più giovane età dei titolai, che avevano ormai superato i novant’anni. La sala da pranzo era all’interno dell’abitazione della famiglia e la cucina proposta la più classica e casereccia del Friuli, con gnocchi di zucca, coniglio, pollo, frico, frittata, cotti con il tipico Spolert. Qui hanno girato anche alcune scene del film dedicato a padre David Maria Turoldo, “Gli Ultimi” e ci sono stati ospiti illustri come Olmi, Zeffirelli o i Marzotto.

In cantina incontriamo sia Giacomo sia Luca, uno dei fondatori de La Cricca ed iniziamo una chiacchierata che intreccia le storie dei due progetti. Luca non proviene dal mondo del vino, ma assieme ad un paio di amici, nel 2015, ha fondato il progetto “The Wine Fathers”, un portale che permetteva agli appassionati del vino in tutto il mondo di entrare in contatto con piccoli produttori artigianali. La piattaforma è stata sostenuta da un crowdfunding e premiata a Milano Expo 2015 come una delle migliori start-up. “Il problema principale è che non convertiva in denaro e il desiderio si stava orientando nel non stare dietro ad un pc, ma bensì con la bottiglia in mano”.

Nello stesso anno, grazie al portale, i tre amici sono venuti in contatto con Giacomo Orlando, il quale era alla ricerca di uno spazio per far decollare il suo progetto personale. In quegli anni era enologo presso un’altra cantina friulana, anche lui con un sogno nel cassetto, quello di creare un’azienda agricola di sua proprietà. Nel settembre 2016 si sono ritrovati ed è stato proposto a Giacomo di vinificare alcune uve per il nuovo progetto La Cricca, all’interno dell’azienda di cui quest’ultimo era enologo. Così nel primo anno di La Cricca sono state prodotte milletrecento bottiglie di Friulano e seicento di Pinot Bianco (la fortuna dell’azienda).

Nel 2017 il primo anno di svolta anche per Giacomo Orlando che, assieme al socio dell’epoca ha fondato l’azienda agricola Orlando Didonè, diventata nel 2023 Giacomo Orlando. Per lui la prima vendemmia ufficiale è stata la 2018, anno in cui si è individuata la cantina a Craoretto e si sono cominciate qui le vinificazioni.

Due storie diverse che si sono negli anni intrecciate: La Cricca è il risultato della passione per il mondo del vino e dell’amicizia, con il sottofondo di voler uscire dalla quotidianità e da una prima professione che probabilmente non viene più sentita come il piano A per la vita. Giacomo, nato a Monfalcone e cresciuto sul Carso, ha sempre avuto questa passione nel DNA, fin dall’adolescenza, quando passava ore dal vicino di casa, supportandolo nelle lavorazioni della vigna, della campagna e del bosco. “Da grande voglio fare il vino e una mia cantina”.
Per consolidare la vita agreste dei weekend e dei doposcuola ha intrapreso gli studi in enologia e diverse esperienze nel mondo del vino, come enologo in cantine friulane. L’università lo ha portato a Udine, innamorandosi di questo territorio e consolidando l’idea di voler fondare un proprio progetto personale, concretizzato ufficialmente nel 2018.

Oggi troviamo quattro ettari e mezzo, tutti in gestione, posizionati tra Craoretto, due ettari e mezzo; mezzo ettaro a Novacuzzo e una vecchia vigna di un ettaro e mezzo totalmente su ponca a Cormons. Il substrato è abbastanza simile per i primi appezzamenti, con la prevalenza di ponca e una parte di terreno argilloso, definito colluviale.
Da sempre le lavorazioni sono state in biologico, con il processo di conversione ufficialmente cominciato da un anno, anche se la burocrazia non giova le piccole realtà. Vengono utilizzati semplicemente rame e zolfo, i filari sono tutti inerbiti e si lavora esclusivamente il sottofila.

Anche La Cricca ha visto una crescita di anno in anno, deviando il crowdfunding e accantonando il progetto iniziale, per virare sul consolidamento di un’azienda dedicata alla produzione di vino.
Le uve utilizzate per le vinificazioni sono quelle di Giacomo e il nome La Cricca vuole sottolineare il concetto di gruppo, un gruppo di quattro amici che per passione hanno creato un nuovo marchio nel mondo del vino. Le etichette ben riassumono il concetto di convivialità, enfatizzando già quello che trasmette il vino in sé, riprendendo il quadro “Il giocatore di carte” di Cezane, in versione stilizzata.

Le bottiglie prodotte sono poco più di ottomila, divise in quattro etichette, Friulano, Pinot Bianco e due uvaggi: “Busart” e “Icarus”, rispettivamente in bianco e rosso con uve Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon il primo e Merlot, Cabernet Sauvignon e Refosco dal Peduncolo Rosso il secondo.

Anche Giacomo Orlando produce circa ottomila bottiglie per anno, che si dividono in: Friulano, Pinot Grigio vinificato in rosso, Merlot e Schioppettino di Prepotto, vinificando i bianchi in barriques e i rossi in tonneau.

Sui vini Giacomo Orlando c’è un’attenzione particolare ai processi di fermentazione che parte spontaneamente, riservandosi la possibilità di utilizzare lieviti qualora l’annata non fosse favorevole. La vinificazione dei vini La Cricca dipende dalla materia prima, con uve che vengono fatte fermentare mediante lieviti selezionati, se vogliamo definirla “più classica”, mantenendo sempre lo stile di Giacomo, ma senza macerazioni e con basse solforose, ben al di sotto dei limiti del biologico. Per quanto riguarda i bianchi parte della fermentazione viene svolta anche in legno, mentre per i vini rossi in acciaio o, in alternativa, vasche in vetroresina.

Gli assaggi partono dai vini La Cricca, con il Friulano 2022 che si esprime al naso con sentori freschi, note erbacee, salvia, un tocco di mentuccia, camomilla, tiglio; in bocca entra fresco, dritto, con buona mineralità e sapidità, moderata acidità, buon corpo e persistenza.

Passiamo successivamente all’uvaggio che mette assieme la freschezza del Friulano, l’eleganza del Pinot Bianco e i sentori aromatici del Sauvignon, in percentuali pressocchè uguali. Il risultato è il “Busart” 2021, il quale affina un anno in più del Friulano in bottiglia; un investimento finalizzato a far esprimere le tre varietà più in là nel tempo. Il suo nome significa “bacio” in Friulano arcaico, ed è l’ultimo dei bianchi concepito con l’idea di essere un vino elegante, delicato, da primo appuntamento, ma ottimo anche per i successivi! Elegante al naso, con sentori mentolati, balsamici, note fresche, un tocco verde, erbaceo, con una pesca bianca e gelsomino che emergono scaldandosi. Le varietà sono ben bilanciate, anche in bocca dove entra con un buon corpo, tondo, rispecchia l’eleganza del naso, con una buona sapidità, discreta acidità, ben equilibrato e persistente.

Tutte le bottiglie sono numerate e ogni referenza ha nella parte posteriore una poesia.

Concludiamo i vini bianchi con il Pinot Bianco 2021, il quale affina per circa un anno in legno, decisione nata da un’iniziale esigenza, essendoci stata poca uva da vinificare il primo anno; tecnica che poi è stata mantenuta visti i risultati soddisfacenti. Al naso emergono sentori più delicati e tenui, note di frutta bianca e gialla, pesca, albicocca, uno spunto di gelsomino, leggero sottofondo di vaniglia e un tocco di pepe bianco. In bocca entra con una moderata acidità, buona sapidità e discreta mineralità, per un sorso pieno e persistente.

Dopo i tre bianchi La Cricca passiamo al Friulano 2022 prodotto da Giacomo Orlando, frutto di tre diverse vinificazioni di quest’uva: la prima risultato di un mese di macerazione sulle bucce, la seconda con dodici giorni di alzata di cappello a temperatura controllata e l’ultima più classica in bianco. Un vino che al naso esprime sentori intensi, che tendono all’aromatico, con un profumo di zagara, note di tè verde, un tocco erbaceo, salvia, spunti floreali, una nota speziata di pepe bianco. In bocca entra con una buona sapidità, corpo, buona sapidità, una chiusura amarognola e persistente.

Il primo rosso assaggiato è il protagonista del territorio, lo Schioppettino 2021, Giacomo Orlando, dal quale emerge subito la tipica nota speziata, ma anche i frutti rossi e frutti di bosco ed una leggera nota di tabacco oltre ad uno spunto ematico. In bocca entra diretto, con una buona spalla acida, buon corpo, beva, note minerali, discreta sapidità e buona persistenza.

Un calice che viene accompagnato da un ottimo pezzo di scamone cotto al barbeque, apprezzato anche dal cane Pippo, adottato dalla famiglia del vicino locale citato in precedenza e diventato la mascotte dell’azienda.

Conclusione con il quarto vino de La CriccaIcarus” 2021, con un nome dedicato ad un quadro esposto qualche anno fa alla mostra di Udine. “Icarus” era il quadro più piccolo e ben rappresentava l’idea di spiccare il volo, lo stesso volo simbolico che vogliono spizzare i tre amici con questo progetto, che un giorno magari gli consentirà di cambiare vita e dedicarsi al vino al 100%.
Vino affinato in legno per sedici mesi che esprime sentori di frutti a bacca scura, sottofondo erbaceo, petali di rosa rossa, note di liquirizia, un tocco di spezia dolce, chiodi di garofano e un sottofondo che tende al balsamico. In bocca entra con una buona spalla acida, di beva, fresco, una discreta mineralità e buona sapidità, tocco amarognolo sul finale e un tannino abbastanza integrato oltre alla buona persistenza.

Un ringraziamento ai protagonisti di questa avventura Giacomo Orlando e Luca de La Cricca, che meritano le magliette 302 e 303!

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