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mercoledì, 17 Aprile, 2024

Un pranzo alternativo a La Sirena Ubriaca in centro a Marsala (Trapani)

La Sirena Ubriaca, una pausa pranzo alternativa assieme a Salvatore e Cristian nel centro di Marsala, con l’assaggio dei vini dell’azienda Buffa

15 Settembre 2023

Pausa pranzo nel centro di Marsala a La Sirena Ubriaca, un locale unico nel suo genere, come lo è il suo titolare e fondatore, Salvatore. Un’enoteca dove si trovano bottiglie di piccole aziende principalmente siciliane, ma con degli “ospiti” da tutta Italia, sempre rispettando una ricerca minuziosa in termini di qualità dei vini e unicità dei produttori. La Sirena Ubriaca è nata dalla passione di Salvatore, che porta nel cuore il ricordo del nonno Giovanni Battista, il quale allevava principalmente il Catarratto, mentre il padre, Piero, era l’unico a possedere un macchinario per filtrare i vini, andando casa per casa per eseguire questo processo. “Ci voleva un mese solo per filtrare i vini di una contrada”.

Da adolescente Salvatore è “scappato di casa” per fare il pescatore e, dopo una ricca esperienza in quel settore, il richiamo del vino lo ha portato nel 2003 ad aprire il suo locale nel centro di Marsala. La sua filosofia è quella di offrire dei prodotti di eccellenza, in un ambiente famigliare, facendo assaggiare la sua offerta per poi lasciare al cliente la libertà di acquistare una bottiglia o di sedersi a sorseggiare un calice. “È un po’ come quanto in nonni ti portavano nelle loro case e ti dicevano tasta (assaggia) e poi rimanevi li a mangiare e bere”.

Il locale ha un arredamento minimale, con le pareti del banco dove si trovano bottiglie di vecchie annate, sia di vini siciliani, sia di altre regioni. I coperti non sono molti, tra l’interno e l’esterno, oltre una saletta al di là della strada. Alzando lo sguardo si può notare una bicicletta attaccata al soffitto e andando in bagno due opere d’arte attaccate alle pareti. Dovrete andarci per scoprire cosa raffigurano!

Oltre alla selezione dei vini si possono assaggiare alcune tartine con pane integrale e stuzzicherie locali, prodotte da un’azienda della provincia di Agrigento, tra cui filetti di tonno, pesce spada, finocchietto, pesto trapanese, pesto di pistacchio, pomodoro, capperi, mandarino e molto altro. Non c’è la possibilità di preparare piatti elaborati, non avendo la cucina, ma i clienti possono accompagnare i vini con “cicchetti” locali e di qualità.

Tra le chiacchiere ci deliziamo il palato con un assaggio di alcuni dei vini selezionati da Salvatore: Inzolia dell’azienda Funaro, Grillo e Catarratto di Ferreri. Un percorso che spazia dalle note fresche e più pacate dell’Inzolia, alla spalla acida del Grillo fino ad arrivare alla maggiore complessità e corpo del Catarratto.

Il banco non è condotto solo dal padrone di casa, ma anche Cristian, una giovane leva che dal 2018, quando aveva ancora diciassette anni, lavora a La Sirena Ubriaca. Figlio di un amico di Salvatore un giorno si è presentato al locale per un colloquio, senza avere alcuna esperienza in questo settore. Colloquio che ben ricorda, viste le domande insolite del titolare, che spaziavano da “sabato sera esci con gli amici?” a “preferisci la carne o il pesce?” o ancora “ami di più i vini bianchi o rossi?”. Pur non avendo mai lavorato, tantomeno al bancone di un locale, era quello di cui aveva bisogno La Sirena Ubriaca, trasformando Cristian, da quella domenica di ottobre 2018 alle nove e quaranta di mattina, in un ottimo barista/enotecario e conoscitore di vino.

Dopo aver mangiato una selezione di tartine ci “puliamo il palato” con una bolla. In realtà sono state quattro: un Metodo Classico di Grillo ventiquattro mesi sui lieviti, Funaro; Chardonnay della stessa azienda che ha riposato trentasei mesi (bottiglia 92/233); Grillo sessanta mesi sui lieviti dell’azienda Foderà ed infine un Catarratto sessanta mesi di Ferreri (l’unico la cui base ha fatto un affinamento di un anno in barrique). Anche qui un percorso tra espressione di autoctoni e un ospite internazionale, in un’escalation di profumi che si accentuano da una tipologia all’altra e una complessità crescente anche al palato.

La Sirena Ubriaca è il riassunto delle due vite di Salvatore, che ricorda quando si metteva a pancia in giù sulla prua delle barche da pesca e vedeva passare i delfini sotto acqua. Un nome che si riferisce alla leggenda delle tre sirene che di notte venivano a riposare sotto alla chiesetta di San Giovanni, mantenendo la coda in acqua ed il corpo fuori. Il simbolo del locale è diventato un quadro che rappresenta le tre sirene, dagli sguardi non definiti, ma dal corpo che fa emergere: una sirena ubriaca, una gravida e una sirena sposa.

Uno dei motivi per cui abbiamo raggiunto La Sirena Ubriaca è che il locale è l’unico a vendere il Marsala della cantina Buffa.

Prima degli assaggi una riflessione sul re dei vini di questa cittadina, da cui prende il nome. La ricetta per un Marsala d’eccellenza, secondo Salvatore prevede: Pulizia in cantina, impegno in vigna e amore per il proprio mestiere. Dietro il bancone è presente una “Mappa del Marsala” (the classification of Marsala wine”), dove sono rappresentate al meglio le sue ventinove declinazioni, capendo a colpo d’occhio le suddivisioni in qualità, minimo di anni d’affinamento, colore, grado zuccherino con la descrizione dei principali sentori e profumi, oltre alle aggiunte che si possono effettuare.

Buffa è una casa vinicola fondata nel 1931, ad oggi condotta da uno dei nipoti, Domenico Buffa, il quale ha deciso di affinare la vendita della sua produzione ad un unico cliente ed amico Salvatore. Produzione che negli ultimi tre anni è stata di sole cinquemila bottiglie. Le etichette sono due: Marsala Superiore Riserva Oro Dolce e Marsala Riserva Vergine. Da un vino che richiama il relax e il perfetto equilibrio al naso ed al palato, siamo passati a “quello che accelera”, con la sua freschezza, beva, sentori di posidonia di mare, note iodate, piacevole sia per l’aperitivo sia per gli abbinamenti.

La Sirena Ubriaca è una tappa obbligatoria se si passa per Marsala, sperando che la prossima volta ci sia la possibilità di dare uno sguardo alla cantina, che ad oggi non viene più aperta a nessuna tipologia di pubblico.

Non avrei mai pensato di finire quasi due bottiglie di Marsala in quattro persone, ma tra le chiacchiere e l’eccellenza di questo prodotto, i cicchetti (e non dovendo guidare) è successo!

Un arrivederci a Salvatore e Cristian, aspettandoli per un’ombra in Veneto.

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