APPASSIONATO DI VINO - NO INFLUENCER

mercoledì, 17 Aprile, 2024

Le Carré Français, tra calici e ottimo cibo francese assieme a Jill, Roma

Un’esperienza francese nel centro di Roma, grazie all’ingegno di Jill che ha creato un luogo unico nel suo genere: Le Carré Français

22 Febbraio 2024

Dopo tre volte in Francia in questo inizio di 2024 non avrei mai immaginato di tornarci una quarta volta, ma, in questo caso, senza prendere nessun volo, grazie alla magia di Le Carré Français e del suo ideatore Jill.

Siamo a Roma, in via Vittorio Colonna, a poche decine di metri dal Ponte Cavour e a pochi passi da Castel Sant’Angelo. Qui nel 2015 è nato Le Carré Français. Non ci troviamo in un ristorante o un’enoteca, né tantomeno in una pasticceria o un negozio di alimentari, ma in uno spazio che mette assieme dieci ambienti diversi e dieci attività complementari.

Il padrone di casa Jill, bretone di adozione romana, nella vita precedente è stato direttore dell’editoria di un giornale enogastronomico e, vista la sua passione per questo mestiere, ha voluto dare sfogo alla sua immaginazione creando un piccolo angolo di Francia nel centro di Roma.

Dalle sette a mezzanotte, sette giorni su sette, ci si può immergere nelle dieci attività riassunte in Le Carré Français. In ordine troviamo la Pâtisserie, che sforna una media di milleottocento croissant al giorno oltre ai tipici macarons, per proseguire con la Boulangerie e il suo pane sempre fresco fatto in casa; un angolo per acquistare i must francesi come Moutarde, Confiture, Cornichon o il Pain d’épices.

Passiamo poi alla Gastronomia, alla zona dedicata alla Charcuterie, Fromagerie e lo spazio dove si trovano vini e Champagne (ma anche a birre artigianali e sidri), per poi svoltare l’angolo e incontrare la Creperie, con crepes espresse fatte al momento, in versione dolce o salata.

Al piano superiore si trova un ristorante in stile chalet, dove si può vivere l’ambiente francese magari in compagnia di una Raclette, servita in maniera tradizionale.

Infine lo spazio più ampio è quello dedicato alla ristorazione, anche in questo caso versatile, poiché si può sia pasteggiare a pranzo e cena, ma anche godere di un bicchiere di vino, oppure bere un tè accompagnato dalle delizie della pasticceria.

Nel “dietro le quinte”, al piano inferiore, sono situati i vari laboratori per la produzione, sempre fresca, dei vari protagonisti di pasticceria e panificio e scopriamo anche che Jill qualche anno fa si è cimentato in un corso di panettiere, per “mettere le mani in pasta” anche nella pratica di questo mestiere e non solo sugli aspetti teorici. Qui conosciamo anche il lievito madre, chiamato “Gina”, battezzato così dal primo panettiere che ha cominciato a panificare in questo luogo.

Un’altra curiosità è che il laboratorio di Le Carré Français ha ottenuto il bollino di Boulangerie de France, uno tra gli ottocento ad averlo e l’unico fuori dai confini francesi.

Dopo aver visitato le aree di Le Carré Français e aver respirato a pieno un’aria francese, grazie anche alla maggior parte dello staff di origine transalpina, ci sediamo assieme a Jill e il sommelier Ciro per degustare qualche etichetta.

Un calice di Champagne Henriot Blanc de Blancs per cominciare, 100% Chardonnay; Maison che rappresenta la maggior parte delle bolle che sono state scelte per il locale. Una realtà che produce circa ottantamila bottiglie, di cui il 5% sono consumate a Le Carré Français. Freschezza sia al naso sia in bocca, con una bollicina molto fina che allieta le chiacchiere in compagnia e gli innumerevoli aneddoti e progetti di Jill. Uno su tutti “Il Parigino”, uno street food gourmet a base di piatti della tradizione francese, sia dolci che salati, il quale ha visto la sua inaugurazione il giorno seguente al nostro incontro, presso il quartiere Parioli di Roma.

Un secondo calice ci fa volare dalla Champagne alla Côtes de Provence, con un’immancabile rosato a base di Grenache, Cinsault, Vermentino e Syrah affinato in barrique di quercia. Un vino fresco che riporta ai campi provenzali e ai suoi fiori, oltre ad un costante tocco di albicocca; immaginando di sorseggiarlo in riva al mare del sud della Francia.

Non potevano mancare gli stuzzichini a base di crepes salate con farina di grano saraceno in tre diverse declinazioni: formaggio e noci, salmone e crème fraîche e bourguignonne.

Per concludere le chiacchiere con Jill e lasciarlo ai suoi impegni di nonno, un salto nella Côtes du Rhone, con un calice di SyrahSaint-Joseph” in purezza del Domaine Durand, affinato in solo acciaio. La giusta speziatura e morbidezza in un vino tipico di questa zona, che presenta un buon corpo e una grande beva.

L’esperienza non si è conclusa qui, continuando con un petto d’anatra accompagnato da un Pinot Nero di Borgogna 2021 del Domaine Bachelet-Ramonet, proveniente dall’Appelation Chassagne-Montrachet. Qui la beva la fa da protagonista per un abbinamento equilibrato tra la carne e il vino, del quale un sorso ne richiama un altro.

Peccato di gola finale a base di patè de foie gras fatto in casa, con materia prima che arriva direttamente dalla Francia e un immancabile macaron alla nocciola che ben si accompagna ad una bollicina finale, sempre targata Henriot, questa volta in versione Rosè.

Presso Le Carré Français si può godere di serate speciali e innumerevoli eventi, dalle cene a base di Jazz alle ostriche e Champagne, per non dimenticare la Raclette e la festa del Beaujolais Nouveau di novembre.

Un ringraziamento speciale a Jill, Ciro e tutto lo staff per avermi fatto sognare la Francia in una notte romana, oltre all’amica Sabrina Quartieri, giornalista enogastronomica, blogger e comunicatrice che ha reso possibile tutto ciò.

Guarda anche...

Ultimi post

Categorie