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martedì, 16 Luglio, 2024

Tra le botti di Cristiano Visintini alias Mastro Bottaio, San Vito al Torre (Udine)

Una serata passata con Cristiano Visintini Mastro Bottaio, nel suo headquarter di San Vito al Torre, in provincia di Udine

16 Dicembre 2022

Mastro BottaioInfiltrato speciale nella festicciola di Natale che Mastro Bottaio, alias Cristiano Visintini, organizza ogni anno con i vari produttori clienti ed amici. Immersi tra le botti, le bottiglie, la musica e cibo che esce a profusione tra pentole di trippa, carne cotta alla peka, bistecche riesco a rincorrere Cristiano per approfondire la sua realtà, punto di riferimento del mondo bottaio in Italia.

Il punto di partenza del racconto della sua storia è quello degli studi alle scuole superiori legati alla meccatronica e robotica, all’istituto Malignani di Udine, che lo ha portato a presidiare parte dei processi aziendali di una realtà locale, arrivando a gestire un team di più di quindici persone.

Mi sono accordo fin da subito che questo lavoro così meccanico ed automatizzato spersonalizzava quelle che erano le abilità manuali così ho deciso di cambiare professione, iniziando a destreggiarmi come falegname”.

Una sorta di illuminazione sulla strada di Damasco avvenne quando una signora contattò Cristiano al fine di produrre una scarpiera in legno da applicare nella sua imbarcazione ormeggiata alla Lega Navale di Monfalcone. Il lavoro piacque così tanto alla signora che commissionò un secchio in legno per la macerazione delle rape, le quali, fermentate con la vinaccia sono un piatto tipico della regione: la Brovada.

Mastro BottaioGli ottimi feedback ricevuti fecero aumentare in lui la passione e la curiosità per i contenitori conici atti alle macerazioni delle uve, le botti. Così, ai tempi in cui internet era ai suoi albori, iniziò una ricerca analogica per capire dove potersi formare ed approfondire la materia. In un’opera di stalkeraggio dei migliori produttori di botti di piccolo formato in Francia (indubbiamente per quelle più grandi eravamo e siamo noi italiani) e, dopo decine e decine di telefonate, riuscì finalmente a trovare risposta dalla Chambre de Métiers per fare un’esperienza in un’azienda della zona del Cognac.

Ho venduto la vespa ad un triestino e ho preso il biglietto aereo, che a quei tempi costava un milione e due”.

Dal 1994 al 1998 un’esperienza francese per approfondire come si costruivano questi contenitori e principalmente per capire il loro rapporto con il vino, iniziando anche a studiare come privatista all’università di Bordeaux, sotto l’ala dei migliori professori dell’epoca.

L’otto aprile 1998 sono tornato in Italia e il dodici aprile avevo aperto la partita iva”.
Inizialmente l’idea era quella di propormi al mercato come manutentore di botti usate, così ho spedito seicento lettere in Italia e all’estero, scritte a macchina, con firma a mano e francobollo a lingua. Di queste me ne sono tornate centoquindici in dieci giorni”.

Così, da un garage di sedici metri quadri ha preso forma il progetto Mastro Bottaio, che poi si è evoluto nella lavorazione della materia prima, investendo anche nel centro della Croazia con un bosco di proprietà per coltivare e lavorare i legni migliori, in maniera indipendente.

Nel 2017 è stato acquistato l’attuale capannone di San Vito al Torre dove avvengono le lavorazioni dei vasi vinari che spaziano dai dieci ai millecinquecento litri, con un 15% di crescita ogni anno e un 45% di esportazioni, che durante il periodo del covid sono state tendenti al 100%.

L’85% dei contenitori è prodotto con rovere di una decina di specie botaniche differenti, mentre il restante 15% con legno di acacia, gelso bianco, melo, pero selvatico, frassino, castagno, prugnolo in un’ottica di economia circolare che permette di utilizzare e reimpiantare gli alberi. Di questi non si scarta nulla, utilizzando il 98% del legno per la produzione delle assi, mentre segatura, radici e avanzi vengono riutilizzati principalmente in agricoltura, come concimazioni oppure nella fornitura di tannini per l’industria conciaria.

Mastro BottaioSi può individuare nel 2022 l’anno dei record, con un incremento dei clienti, oltre che delle botti revisionate e prodotte, pur essendo difficile fare un calcolo preciso delle varie capienze individuando in trecentottantasei pezzi il numero di botti grandi, in cui si contano anche i tonneau. Il valore aggiunto è sicuramente quello di concentrarsi sul vino e sull’impatto che può avere il legno sul prodotto finale; focalizzare un obiettivo e raggiungerlo con l’apporto della giusta proporzione e tipologia di vaso vinario, con caratteristiche ben precise e definite a priori. “La formazione più importante per gestire il legno sono gli assaggi”.

Il mercato non è solo il mondo del vino, che rappresenta un buon 65%, ma anche quello dei distillati, 25% e delle birre Lambic, 15%. In realtà stanno anche emergendo quelli del sidro, del caffè e del miele, ma siamo ancora in una fase embrionale.

Mastro Bottaio

Dopo ventiquattro anni di passaparola nel 2022 abbiamo aperto il nostro sito internet!

Alla base del nostro mestiere e di tutti i mestieri c’è la curiosità”. Curiosi a questo punto di scoprire la cantina privata del Mastro Bottaio Cristiano, con oltre diecimila bottiglie di cui quattromilaseicentottantasei magnum, per lui maglietta numero 213.

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