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mercoledì, 17 Aprile, 2024

Niente vino, ma visita di Winetelling a Teeling Whiskey (Irlanda)

Niente vino in Irlanda, ma una visita ad una delle distillerie di Whiskey nel centro della città di Dublino: Teeling Whiskey

14 Ottobre 2023

Anche quest’anno in visita alla città di Dublino e, vista la mancanza di cantine e vigneti, ci siamo dedicati alla scoperta di una nuova distilleria; questa volta la scelta è ricaduta sulla Teeling Whiskey. Siamo in quello che un tempo era il triangolo industriale della capitale irlandese ed assieme a Vincent, giovane appassionato dall’accento francese (essendo di origine svizzera dal lato francofono), ci tuffiamo nella storia di questa realtà.

Parliamo di una storia recente, ma con radici di più di duecento anni, poiché la famiglia Teeling ha iniziato la produzione di Whiskey nel 1782. Walter Teeling fondò la sua distilleria proprio a Marrowbone Lane, nel cuore industriale di Dublino. Esattamente duecento trent’anni dopo e più di qualche alto e basso per il mondo di questo distillato, i due fratelli Jack e Stephen Teeling hanno fondato una nuova distilleria, sempre all’interno del famoso triangolo, battezzandola proprio con il nome di famiglia. Il logo scelto per rappresentare il loro progetto non poteva che essere l’animale simbolo della rinascita: la fenice; con la particolarità di avere la coda che ricorda la forma sferica di un alambicco.

Prima di immergerci nei processi produttivi, è necessario approfondire un po’ più nel dettaglio la storia di Dublino e del Whiskey irlandese. Un tempo il centro di Dublino era murato e tutte le attività industriali prendevano vita al di fuori della cinta muraria, nel già citato triangolo, definito “Liberty”. Una zona di tre chilometri per tre all’interno della quale, nel diciannovesimo secolo, erano presenti trentasette distillerie e quaranta birrifici. “Ci si poteva ubriacare semplicemente camminando tra le strade”. Un periodo molto florido, che purtroppo ha visto il suo declino nel ventesimo secolo. I principali eventi che hanno decretato la discesa della produzione di alcolici e superalcolici in città sono stati due. Il primo si può indentificare nella guerra di indipendenza irlandese, tra il 1919 e il 1921, “un bene per l’Irlanda, ma un male per la produzione di Whiskey”. Il secondo evento storico che ha dato una batosta alle esportazioni del distillato è stato il proibizionismo in America, decretando un repentino crollo della produzione e la conseguente chiusura di tutte le trentasette distillerie.
La metà del ventesimo secondo ha visto un periodo di rinascita della produzione di Whiskey; uno degli anni principali è stato il 1966 quando le ultime distillerie rimaste nella Repubblica d’Irlanda, la Cork Distilleries Company e la John Jameson & Son si sono unite alla Power’s per formare la Irish Distillers Group.
Per abbattere i costi, nel 1974 il gruppo decise di spostare tutta la produzione in una sola distilleria, scegliendo la New Midleton di Cork.

Negli anni ottanta le distillerie erano tre, numero che nel decennio successivo è aumentato, grazie al maggiore consumo del distillato, principalmente tra i più giovani e nel pubblico femminile, a causa della maggior delicatezza di beva dei distillati, rispetto a quelli prodotti in altre nazioni, come quelli dei cugini scozzesi.
Oggi le distillerie di Whiskey in Irlanda sono quarantotto, tra cui la Teeling!

L’obiettivo di Teeling è stato fin dalla sua fondazione quello di voler scrivere un nuovo capitolo della storia di questo distillato con uno spirito innovativo, ma radici legate al passato.

Durante il percorso alla scoperta della distilleria la parte più affascinante è sicuramente quella della produzione, dove si possono toccare con mano i vari step per ottenere il Whiskey, da tre semplici ingredienti: Orzo, Acqua e Lievito. Alla Teeling vengono utilizzati due tipi di orzo, maltato e non, di produzione irlandese e stoccato nei silos situati nella parte esterna dello stabile. Mediante il processo di macina ad umido, l’orzo viene trasformato in farina e la materia ottenuta viene successivamente trasferita nel Lauter Tun, all’interno del quale si inserisce acqua calda a settanta gradi, in un passaggio che dura dalle quattro alle sei ore, estraendo quanto più zucchero possibile. Il mosto ottenuto, ricco di zucchero, viene trasferito nei fermentatori, dove si addiziona il lievito, per ottenere così una sorta di birra ad alto grado alcolico, circa 8%. Un processo che avviene tra fermentatori di legno di pino dell’Oregon e il più moderno acciaio e dura dai tre ai cinque giorni. In questa fase, grazie al lievito aggiunto e la conseguente trasformazione degli zuccheri, si ottengono due sottoprodotti: anidride carbonica e alcol.
Nella quarta fase troviamo come protagonisti i tre alambicchi di rame, ispirati ai più tradizionali del diciannovesimo secolo, prodotti a Siena. Questi portano i nomi delle figlie dei fratelli Teeling: Alison (quindicimila litri); Natalie (diecimila litri); Rebecca (novemila litri). Per tradizione il processo di distillazione del Whiskey irlandese avviene in tre fasi, dal primo alambicco si ottiene un liquido con un 25% di grado alcolico, dalla seconda distillazione l’alcol arriva al 50/60%, mentre dall’alambicco più piccolo si ottiene un liquido alcolico all’86%. Più viene distillato più i sentori si concentrano e si ottiene così un prodotto migliore, più bilanciato, aromatico, intenso e con una beva più delicata.

Questo ovviamente non è ancora Whiskey, poiché è necessario affinarlo almeno tre anni in botti di legno, dopo aver aggiunto la giusta dose di acqua per rendere il prodotto bevibile.

La barricaia non è situata nello stabile principale, ma le trentamila barrique riposano a circa un’ora di strada da Dublino. Il mastro distillatore Alex Chasko, ex mastro birraio originario da Portland, in Oregon, è l’artefice dei prodotti Teeling. Il suo compito è quello di centrare il giusto equilibrio tra le tipologie di legno usato, l’invecchiamento e i vari blend.
Alla Teeling non si utilizza un solo tipo di vaso vinario, ma vengono adottate barrique di secondo passaggio, che hanno visto affinare al loro interno Rum, Sherry, Cabernet Sauvignon, Bourbon, Madeira. Anche il tempo è importante e il minimo di affinamento previsto non è di trentasei mesi, ma bensì sei anni. C’è da considerare che con il passare del tempo gli angeli vengono sulla terra per “rubare” sempre più liquido e portarlo tra le divinità per festeggiare.

Ad oggi sono presenti Whiskey affinati anche vent’anni in barrique, poiché il papà di Jack e Stephens, John Teeling possedeva la distilleria Cooley (aperta nel 1981). I distillati antecedenti al 2012 provengono dal lavoro di John e di Alex Chasko, che ricopriva lo stesso ruolo di mastro distillatore.

Le bottiglie prodotte da Teeling sono circa mezzo milione per anno con numerose etichette diverse, ma principalmente diversi blend che provengono dai differenti affinamenti.

Per gli assaggi di tre dei Whiskey prodotti, tutti di una gradazione di 46%, saliamo nella parte superiore della struttura, che in tutte le sue parti presenta uno stile urban, molto moderno.

Il primo Whiskey è il più popolare dell’azienda Teeling, nonché il più venduto, Small Batch Blend, ottenuto da un 75% di mais e un 25% di orzo maltato (più amaro). Il suo affinamento è di cinque anni in barrique che precedentemente hanno ospitato bourbon e per un anno in barrique dove è affinato il rum. Un mix di sentori legati al primo vaso vinario che si avvicinano a caramello e vaniglia, bilanciati dalla piccantezza e speziatura delle seconde barrique, donando sentori più terziari che si avvicinano a torba e tabacco.

Il secondo Whiskey è un Single Grain, a base di 95% di mais che matura per tutti i sei anni in barrique in cui affinava del Cabernet Sauvignon. Il colore è più tenue e si percepiscono subito le note più delicate, fin dai sentori che emergono al naso, i quali ricordano piccoli frutti rossi, ma anche note floreali e di miele.

La conclusione non può che essere con il Single Malt, ottenuto da un orzo che viene aggiunto di un 10% di Crystal Malt. Una miscela che fa emergere la cremosità del primo e le note più pungenti del secondo. Questo distillato affina per cinque anni in barrique dove è invecchiato del Bourbon e per un altro anno la massa si divide per un ulteriore affinamento in legni che hanno ospitato Porto, Madeira, Calvados, per poi ottenere il giusto blend da mettere in bottiglia. Sicuramente il più complesso dei tre con una consistenza più compatta e sentori terziari, facendo emergere principalmente note tostate e speziate per un palato caratterizzato da una piacevole piccantezza, che non stanca, ma chiama ad un secondo e terzo sorso.

Piccolo inciso è che le barrique utilizzate per gli affinamenti, una volta dismesse dalla distilleria, vengono vendute ad un vicino birrificio che ne fa maturare le sue prestigiose birre.

Un saluto a Teeling e alla città di Dublino, con tanto di souvenir della distilleria!

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