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martedì, 16 Luglio, 2024

Terre dei Gaia, nell’ecosistema di Claudio a Feltre (Belluno)

Terre dei Gaia, finalmente in compagnia di Claudio, nel suo punto vendita e cantina di Feltre

30 Ottobre 2021

Terre dei GaiaDopo diversi tentativi, finalmente riusciamo ad incontrare Claudio, titolare dell’azienda Terre dei Gaia, nel punto vendita, sala degustazioni e cantina, alle porte della cittadina di Feltre.

Senza perdere tempo ci siamo immersi nella storia di questa piccola realtà, fondata nel 2014, che, ad oggi, conta circa quattordici ettari, di cui due e mezzo sono vitati, mentre la restante parte è dedicata principalmente a pascoli e seminativi.

Claudio non proviene da una famiglia di viticoltori e non ha una storicità nel mondo dell’agricoltura, ma proviene da tutt’altro settore, occupandosi, nella vita professionale precedente, della vendita di materiale elettrico ed elettronico. E’ proprio dalla volontà di staccare con la sua vecchia professione e da un sogno nel cassetto, chiuso per troppo tempo, che è emersa la volontà di dedicarsi all’agricoltura.
Sono arrivato ad un punto dove volevo cambiare vita e così ho preso la palla al balzo, rischiando tutto, ma volendo applicare esattamente una filosofia opposta a quella del mondo che mi rappresentava”.

Fino allo scorso anno Terre dei Gaia, oltre ai vigneti aveva anche un gregge di pecore, ma poi si è voluto concentrare l’azienda sulla viticoltura, ma anche sulla produzione di miele, succhi, zafferano, confetture e una linea di cosmesi con prodotti della natura.

Un’avventura cominciata da zero, con l’aiuto della compagna, ora moglie, e della sua famiglia.

Da subito Claudio è partito con il concetto di semplicità e di tutela della natura, applicando tecniche di lavorazione legate al mondo della biodinamica e del biologico, ottenendo anche la certificazione un paio di anni fa.

Gli appezzamenti sono circa venticinque/trenta, si estendono da Arzon ad Arsiè e sono composti da qualche filare a poche migliaia di metri, quasi tutti sul comune di Fonzaso.

I terreni sono principalmente magri, costituiti da conoidi ghiaiosi fortemente calcarei, che donano una ricca mineralità e verticalità ai vini.

Terre dei GaiaL’idea di base è quella di impattare il meno possibile sui terreni, lasciando inerbito il sotto fila, concimando, se necessario, con concime organico, utilizzando per i trattamenti (solo otto nel 2021) moderate dosi di rame e zolfo e sperimentando altri palliativi come oli ed essenze più naturali.

Un buon rapporto anche con i concetti legati alla biodinamica, pur affermando che non ne applica le tecniche al 100%, limitandosi ai composti 500 e 501, sovescio e cumulo; pratiche date per scontate anche in questo caso e dimenticando, talvolta, di citarle come un punto di forza dell’azienda.
La biodinamica è più una filosofia di vita, al contrario del biologico, nel quale devi rispettare una ricetta”.

Una riflessione proprio sul mondo del biologico, che è, secondo Claudio, decisamente fattibile, pur essendo in una zona molto piovosa e fredda, solo se si accetta il fatto che è possibile perdere parte del raccolto.

E’ necessario stare a contatto con il terreno e con le piante, per capire le reazioni e i bisogni che possono avere. La normalità sarebbe fare tutti biologico ed è paradossale che sia necessario certificarsi per non usare alcuni prodotti, dovrebbe essere il contrario!”

Le vigne sono molto vecchie, arrivando a settant’anni e le rese sono mediamente basse, oscillando tra i cinquanta e i sessanta quintali ettaro. “Vengo da un mondo dove si faceva tanto, ma oggi sposo più un atto di decrescita felice che di crescita infelice”.

Il nome Terre dei Gaia proviene dal soprannome della famiglia di Claudio, appunto “Gaia” e le bottiglie prodotte sono tra le quindici e le ventimila per anno, con etichette che richiamano l’occhio anche se Claudio afferma che scriverebbe tutto a mano, per come è fatto.

Terre dei GaiaOggi vengono valorizzati i vitigni autoctoni, come Bianchetta e Pavana, che vengono vinificati in diverse modalità con una gamma di prodotti abbastanza ampia. Due bollicine di Bianchetta, metodo Charmat “lungo” con una presa di spuma che oscilla tra i quattro e i cinque mesi in autoclave, rispettivamente Brut ed Extra Dry. “Jantelagen”: Bianchetta che viene macerata per circa dieci giorni e fatta rifermentare in bottiglia; “Radiosa Aurora”, Pavana vinificata in bianco; “Cilet”, una delle due etichette di partenza, Bianchetta che affina in solo acciaio e poi bottiglia, per almeno uno ed un altro anno. Un Orange Wine, chiamato “Elio dei Zechi” con uva Bianchetta che macera circa tre/quattro mesi sulle bucce ed una parte delle uve fatta appassire in vigna.

Due etichette definite “itineranti”: “El Fin” e “Do Man”, prodotte con uve di vigneti di terzi che sono condotti e lavorati da Claudio, ma che possono essere dati in affitto come no, dipendentemente dalle annate. Cinquecento bottiglie per ognuna delle due etichette, dove oggi al loro interno troviamo due vini freschi, di facile beva, affinati in solo acciaio, rispettivamente con uve Sauvignon Blanc, il primo e Müller Thurgau, il secondo.

Passando ai rossi troviamo il “Crode Rosse”, che oggi viene venduto in tre diverse annate: 2017, 2018, 2019 cambiando sia nell’uvaggio sia nelle caratteristiche dell’etichetta. Nelle prime due annate, oltre alla Pavana, sono presenti anche un 10% e 8% di Merlot, circa, per poi passare al 2019 con la sola autoctona in purezza. La vinificazione non è stata modificata, con un affinamento di un anno in cemento e un anno in bottiglia.

Altra etichetta che è stata prodotta fin dall’inizio, il “Nino Belgio”, una selezione di Pavana delle migliori annate, solo quando le uve meritano di essere lavorate, che viene affinata in barrique di secondo e terzo passaggio, per poi riposare in bottiglia, in questo caso almeno tre anni.

Gli assaggi di Terre dei Gaia hanno visto come primo vino lo “Jantelagen” 2019; vino con un nome proveniente dalla cultura dei pastori del nord Europa, i quali, quando si incrociano, esclamano questa parola, che sottende un significato molto profondo traducibile come: nessuno ha il gregge migliore, ma insieme possono formare un gregge bellissimo. Una Bianchetta macerata per circa dieci giorni e rifermentata con il proprio mosto congelato, frutto dell’unione di più teste pensanti. Un insieme di fiori gialli di campo, frutta matura, frutta tropicale e candita per un palato ben complesso, ma fresco, dalla buona mineralità, persistenza e punta tannica finale.

Terre dei GaiaIl secondo vino è “Cilet” 2020, dedicato ad un amico di famiglia, personaggio del paese, Bianchetta che affina in solo cemento dai sentori pesca bianca, mela, fiori bianchi, fiori di sambuco. Vino teso, verticale, con un’ottima mineralità e buona acidità.

Terre dei GaiaInfine un rosso, il “Crode Rosse”, annata 2019, con sole uve Pavana che restano a contatto per dodici giorni in tini aperti. Il riposo per un anno in cemento e il successivo imbottigliamento senza filtrazioni gli donano note di piccoli frutti rossi, ciliegia, sentori di sottobosco e violetta. In bocca spicca la mineralità, una buona acidità, è verticale e abbastanza sapido, con una buona persistenza.

Le sperimentazioni non mancano di certo e a tendere saranno proposte anche piccole quantità di nuovi vini, che abbiamo avuto modo di assaggiare in anteprima, con qualche piccolo furto dalle vasche nella cantina dietro al punto vendita. Sauvignier Gris, Pinot Nero (prodotto con le uve risparmiate dalla grandine), oltre ad un blend di diverse annate di Bianchetta; alcune sperimentazioni anche di Chardonnay in anfora e Pavana nello stesso vaso vinario.

Terre dei GaiaNegli anni sono stati cambiati stili e idee di vinificazione, passando dall’acciaio, al cemento alle sperimentazioni con le anfore, di cui Claudio e l’enologo che lo supporta, sono molto entusiasti. Sicuramente per il futuro più prossimo uno degli obiettivi sarà quello di completare la cantina con i vasi vinari più identitari per esprimere la filosofia di Terre dei Gaia.

In attesa di incontrare nuovamente Claudio e di degustare i nuovi vini assaggiati in “fase embrionale”, maglietta numero 102 lui!

 

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