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giovedì, 13 Giugno, 2024

Val di Cembra, l’emblema trentino della viticoltura di montagna

Dieci anni di Val di Cembra, al castello del Buonconsiglio di Trento per approfondire passato presente e futuro della vallata emblema della viticoltura eroica di montagna

20 Maggio 2023

Una mattinata passata al Castello del Buonconsiglio di Trento, presso la sala delle Marangonerie, assieme ai Cembrani DOC, che compiono nel 2023 dieci anni, e diversi ospiti che si sono riuniti per la promozione della Val di Cembra. Un’iniziativa dal nome “Il valore culturale del paesaggio terrazzato della Val di Cembra dal punto di vista comunicativo, commerciale e turistico” per approfondire l’unicità di questo territorio al fine di renderlo sempre di più un brand riconosciuto.

Evento organizzato dal Comitato Vi.Va.Ce (Viticoltura Valle di Cembra) e dal Consorzio Cembrani DOC, mediato da Cristina Mercuri, il quale ha visto diversi protagonisti di differenti estrazioni, collegati da un unico obiettivo. Per immergerci in questa vallata, percorsa dal torrente Avisio, nato sulla Marmolada e protagonista nelle due vallate sorelle, Val di Fiemme e Val di Fassa, andiamo ad approfondire il libro di Massimo Zanichelli, “I quattro elementi del vino italiano”, un primo volume dedicato all’enologia italiana, che descrive le zone vitivinicole di montagna. Un susseguirsi di foto e di elementi salienti descrittive della Val di Cembra, che possiamo riassumere con: Avisio, muretti a secco, terrazzamenti, baiti, pergole fino ad arrivare alle Piramidi di Segonzano.

Un territorio che sta vivendo un periodo di riconoscimento nazionale e mondiale come descrive Damiano Zanotelli, ricercatore universitario e fondatore di “PRIS”, associazione Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico che ha visto la sua formazione ufficiale nella primavera del 2023. Un progetto per valorizzare i territori marginali che non sono stati coinvolti nell’economia di mercato e di massa al fine di poterli promuovere e comunicare, di cui la Valle è entrata da subito a far parte. Il riconoscimento internazionale è ancora “ongoing”, ma Francesca Neonato, agronoma e consulente ambientale, sta puntando a presentare un dossier alla FAO, al fine di poter certificare questo territorio come “GIAHS”, Global Important Agricolture Heritages System. In Italia ne abbiamo solo due, gli uliveti umbri e la zona di Soave, poiché non tutti i territori hanno le caratteristiche uniche che vengono richieste per ottenere tale riconoscimento.

Non poteva mancare la voce di Nicola Zanotelli, titolare (assieme ai fratelli) dell’omonima azienda, e membro fondatore dei Cembrani DOC per sottolineare come per la prima volta nella storia di questa vallata si è formato un gruppo, con gli stessi ideali e con la volontà di rendere grande il brand Cembra. Vignaioli sì, ma è necessario menzionare anche le due distillerie che hanno creduto e stanno credendo a questo progetto. Un Consorzio che è nato prima di tutto da un’idea e con attività tutte in salita, soprattutto nelle fasi iniziali, quando le forze sia fisiche sia economiche erano molto limitate. Un valore aggiunto è stato individuato nella guida dei Cembrani DOC, Mara Lona, ex export manager di una famosa distilleria, che dieci anni fa ha creduto nel valore intrinseco del gruppo, prendendo il ruolo di ambasciatrice, comunicatrice, organizzatrice di eventi, commerciale e mille altre attività!

Uno spunto commerciale da parte di Gianpaolo Girardi, fondatore della distribuzione “Proposta Vini”, che ripercorre la storia di una vallata che un tempo era popolata per la maggior parte di Schiava e altre varietà autoctone. È proprio da queste che la Val di Cembra può nei prossimi venti, trenta e quarant’anni trovare la sua identità vitivinicola; piantando sempre più Müller Thurgau, Riesling, Kerner, Sylvaner, Gewürztraminer e la stessa Schiava. La percezione del consumatore finale è comunque cambiata e, parlando anche di Metodo Classico, si tende a richiedere vini di questa zona, garanzia di qualità ed eccellenza.

Una conclusione emozionale grazie al video realizzato da Simone Roveda che permette di immergersi nelle meraviglie della Val di Cembra e tuffarsi nei panorami mozzafiato che questa offre.

La vera conclusione al ristorante Ca’ dei Volti, nel centro di Cembra, per brindare con i vini “708 chilometri” prodotti dai Cembrani DOC!

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