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lunedì, 23 maggio, 2022

Vigneti Altor, alle pendici del Parco delle Dolomiti, Pedavena (Belluno)

Vigneti Altor, alle pendici del Parco delle Dolomiti, in compagnia di Giuliana ed Enrico, alla scoperta del piccolo borgo di famiglia dove è stata fondata l’azienda

30 Ottobre 2021

AltorUna fredda ma splendida giornata, senza alcuna nuvola nel cielo, si apre alla scoperta dell’azienda Vigneti Altor, in località Festisei, frazione della più conosciuta Pedavena, di cui si ha una vista a trecentosessanta gradi.

Una piccolissima realtà fondata ormai da circa dieci anni da Giuliana e Mario, sorella e fratello, che, assieme ai rispettivi marito e moglie, la conducono con passione e dedizione, pur provenendo tutti e quattro dal settore bancario. Poco prima della pensione la decisione di rivalutare l’abitazione di famiglia, una casa rurale nella quale si viveva di agricoltura ed allevamento, principalmente per autosostentamento.

Prima dell’avvento della fillossera il territorio feltrino era uno dei vocati per la viticoltura e si contava la maggior produzione di uva rispetto a tutto il Veneto. Oggi, grazie anche alla spinta del consorzio Coste del Feltrino, si sta cercando di rivalutare la coltivazione della vite e la produzione di vino di alta qualità.

AltorFratelli e cognati, che hanno passato la loro vita in Lombardia, hanno deciso di tornare a vivere nel paesino natale di montagna almeno nei weekend e durante il periodo estivo, per dedicarsi a questa passione. Mario, durante la seconda giovinezza, ha cominciato a studiare il ciclo vitale della vigna, con alcuni corsi, libri e pratica, per poter dedicarsi quasi a pieno regime alla conduzione dell’azienda.

La scoperta di Vigneti Altor parte proprio dal toccare con mano i circa tre ettari e mezzo di vigna, che si estendono nella collina limitrofa all’abitazione. Enrico, marito di Giuliana e architetto, ha guidato l’esplorazione degli impianti vitati, che per lo più trovano varietà internazionali. Impianti che sono stati creati con il supporto Marco de Bacco, dell’omonima cantina visitata qualche tempo prima e traino di molte piccole realtà emergenti nel territorio. Una parte delle vinificazioni di Vigneti Altor vengono effettuate nella sua cantina, che si trova a pochi chilometri di distanza.

AltorChardonnay, Pinot Grigio e Merlot occupano la percentuale maggiore dei terreni, con impianti volutamente ampi per permettere un intervento meccanico, sia nei trattamenti sia per una parte di vendemmia. Sono state piantate anche alcune varietà autoctone come Bianchetta e Pavana, rispettivamente un’uva a bacca bianca, dedicata alla produzione di uno spumante e un frizzante la prima, mentre la Pavana, a bacca rossa, per un vino rosso fermo. Ci sono anche un paio di filari di Gata, altra autoctona che viene vinificata con la Pavana e trecento piante di Solaris, le quali trovano dimora in una “zona di rispetto” delle acque di Pedavena, nella quale non è possibile trattare.

AltorCi troviamo a cinquecento metri sul livello del mare, ai margini del Parco Nazionale delle Dolomiti, dove il clima è caratterizzato da inverni rigidi, estati miti (ma sempre più calde) e un’elevata piovosità. Proprio a causa di questo motivo è molto difficile condurre i trattamenti rispettando il solo regime biologico, promuovendo la lotta integrata, avendo, inoltre, ottenuto la certificazione SQNPI. Oltre a rame e zolfo, se necessario vengono utilizzati prodotti a basso impatto ambientale, come prevedono il disciplinare del Consorzio Coste del Feltrino ed il severo Regolamento di Polizia Rurale di Pedavena. Grazie all’aiuto di una stazione meteo in vigna, si cerca di monitorare le condizioni e i corretti tempi in cui intervenire.

Altor

I terreni sono principalmente composti da argille, limo e calcare sciolti, frutto del deposito dell’antico ghiacciaio; la materia organica è scarsa e già dopo trenta centimetri si trova una scaglia molto dura ed impenetrabile.

Di ritorno dalla vigna uno sguardo alla proprietà, che si presenta come una sorta di piccolo borgo di un tempo, completo anche di una chiesetta consacrata nel 1706 dedicata ai santi Valentino e Giuliana, ancora oggi utilizzata per alcune celebrazioni. AltorVicino alla struttura ecclesiastica si può vedere un campo di orzo che in parte viene conferito alla vicina Fabbrica di Pedavena ed in parte lavorato per la produzione del mais “sponcio”, adattissimo per la polenta. Nell’arcata che segna il confine della proprietà si può notare uno stemma della famiglia milanese dei della Torre o Torriani, scacciata dai Visconti, che aveva costruito l’iniziale insediamento, del quale non rimangono che i resti di una piccola torretta. Da qui, secondo la letteratura locale, il toponimo di Altor, da cui l’azienda ha ricavato il proprio nome.

AltorRitornando nell’abitazione ci accomodiamo nella piccola saletta degustazioni per assaggiare alcuni dei vini prodotti da Vigneti Altor. Una bollicina come punto di partenza: bianco frizzante rifermentato di Bianchetta dal nome “Kaliven”, un chiaro riferimento alle nebbie che caratterizzano il territorio. Vino dai sentori fruttati, di fiori gialli, erbe aromatiche, salvia, bergamotto, crosta di pane; per un palato fresco, minerale, di buona persistenza, una bolla leggermente grossolana ma non invadente.

AltorUn assaggio anche di PavanaPiol” 2019 (primo anno di produzione), vino rosso che prende il nome di poggiolo, affinato per circa nove mesi in barrique, tra nuove ed usate. I principali sentori sono legati ai piccoli frutti rossi, ciliegia, fragolina, sottobosco, violetta, una leggera spezia. In bocca fresco e caratterizzato da una grande acidità, minerale, abbastanza sapido e persistente.

Le bottiglie prodotte ad oggi sono circa cinquemila per anno, con una resa media di cinquanta/sessanta quintali ettaro, e la restante parte delle uve è destinata ad essere conferita.

AltorA completare la gamma delle etichette ci sono anche una Bianchetta spumantizzata “Calnova”, dal nome di una vicina località dove l’azienda ha una piccola cascina; un Merlot affinato in barrique, “Larin”, che prende il nome dal focolare intorno al quale si sedevano le persone per riscaldarsi e chiacchierare; un Merlot con uve appassite in fruttaia, primo vino prodotto dall’azienda nel 2017 ed infine un Pinot Grigio e uno Chardonnay.

Qualche scorta di vino per approfondire al meglio la produzione di Vigneti Altor e maglietta numero 101 per Giuliana ed Enrico.

AltorPrima dei saluti una passeggiata nella collina sopra all’azienda, dove si trova una moronaia centenaria, che produce i tipici Moroni Feltrini, ahimè già raccolti tutti; la scorpacciata di castagne sarà per il prossimo anno!

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