giovedì, 5 agosto, 2021

Due chiacchiere con Sara Fabris, giurisprudenza vino e poesia

Una chiacchierata con la compaesana veneta Sara Fabris che divide la sua vita tra giurisprudenza, vino e poesia

Di solito si abbinano cibo e vino, ma nell’incontrare virtualmente Sara Fabris l’abbinamento è tra Vino e Poesia.

Mi è capitato di incrociare Sara in un evento virtuale targato Dwine nel mese di marzo e sono rimasto subito colpito dal fascino dell’abbinamento tra Vino e Poesia, così da organizzare un appuntamento per scoprire di più la sua persona ed attività.

Sara è una conterranea veneta, trasferitasi a Milano, dopo aver studiato al liceo artistico, per intraprendere l’avventura di studi togati in giurisprudenza. Oggi vive ancora nella capitale italiana dell’economia e della moda e si occupa principalmente di consulenza legata alle proprietà intellettuali, diritti d’autore, normative, burocrazia, anche inerenti ai disciplinari del vino come DOC e DOCG.

Vino e Poesia

Una persona dinamica (non sta mai ferma neanche durante la nostra chiacchierata via webcam!), curiosa, sempre pronta a confrontarsi con situazioni diverse e colpi di testa positivi, che l’hanno portata, ad esempio, a fare un corso di “proprietà intellettuale” a città del Messico, partendo da sola e scappando dall’ira funesta del padre, che voleva impedirle quest’avventura troppo solitaria.

Vena artistica e giurisprudenza, materie che ai più possono sembrare un ossimoro, ma per Sara sono il pane quotidiano e anche il suo lavoro principale viene svolto, sebbene con molta professionalità, con un pizzico di arte, che porta nella maggior parte dei casi ad un risultato utile a soddisfare le esigenze del cliente. Un po’ di colore nel mondo grigio della giurisprudenza, al fine di dare una soluzione customizzata, un’opportunità, anche nel dire no, a chi commissiona il lavoro; questo è sicuramente l’aspetto che ritiene più gratificante del suo approccio.

Una vita multitasking impegnata su più fronti, oltre a quelli professionali, che l’hanno portata dalla recitazione teatrale al ballare la salsa fino ad inoltrarsi nel mondo della poesia. Un mondo che ha scoperto fin dalla tenera età, quando la famiglia “la obbligava” a recitare qualche battuta per avere la calza della befana o l’uovo di Pasqua. Un disturbo post-traumatico da stress misto al rinforzo positivo di Pavlov, che sono sfociati in una grande passione, la quale, unita alla vena artistica e alla passione per l’enogastronomia, l’ha portata a recitare e scrivere poesie e odi tanto bizzarre quanto originali sul cibo e sul vino.

Un mondo scoperto in tenera età anche quello enologico, quando la nonna a cinque anni le offriva acqua e vino “perché faceva meglio della coca-cola” e da buona veneta non ha mai disdegnato l’antica bevanda dionisiaca, pur ponendo sempre attenzione alla qualità e alla storia delle bottiglie degustate.

Un fascino per l’esplorazione delle cantine che vengono visitate spesso e volentieri, per capirne l’essenza e filosofia che poi si degustano nel bicchiere. Frequentazioni abituali nei diversi locali milanesi a cui negli anni si è affezionata, dove Sara dice ironicamente di essere il tormento dei baristi, volendo sempre andare a fondo di cosa cela un calice di vino.

Due mondi accomunati dall’arte, quelli di Vino e Poesia, che si mescolano in sfumature create dalla ricchezza che la lingua italiana consente di utilizzare.

Come le parole in legge, le parole in poesia e le diverse tecniche del vino fanno ottenere una frase, un prodotto, un risultato diverso e delle emozioni che possono essere anche in controtendenza a seconda dell’interpretazione personale.

Vino e Poesia

Un abbinamento tra Vino e Poesia nato casualmente in alcune serate milanesi con gli amici dove ridendo e scherzando si è iniziato a fare alcune battute in rima sul cibo e sul vino. In particolare il ricordo di Sara ritorna ad una serata nella quale, dovendo fare gli auguri di compleanno ad un’amica, ha iniziato a recitare goliardicamente qualche versetto, brindando con un calice di prosecco.

Non ci sono momenti più propensi di altri alla scrittura delle poesie, ma sono i momenti stessi che vanno a trovare la poetessa e questi vengono catturati di volta in volta, scrivendo in una chat Messenger con se stessa per poi essere decantati, ed affinati solitamente nei momenti serali.

La filosofia alla base delle sue poesie è quella di evocare non solo i sensi fisici ma anche quelli emozionali, che possono spaziare dall’allegria alla malinconia, alla gioia o tristezza. La voglia di stupirsi e di stupire, senza una forma mentis già definita, ma talvolta improvvisando per avere più possibilità di sperimentare, anche con lo stesso vino. Il magico mondo del vino permette interpretazioni diverse a seconda della percezione e del palato di ognuno; per esempio, i vini più amati da Sara come Negramaro, Primitivo, Amarone, possono non essere i preferiti da me.

Parlando di idee per il futuro, sul piatto ci sono principalmente due progetti che hanno già un titolo, rispettivamente: “Message in a Bottle” e “Sorsi Di-Versi”.

Il primo è un servizio pensato per impreziosire il delivery, con l’aggiunta di una poesia su commissione, auto-dedicata o dedicata alla persona a cui si vuole regalare il vino. A seconda delle linee guida che vengono impartite dal committente, il risultato viene personalizzato ad hoc per il ricevente finale: un viaggio di un messaggio in bottiglia con un destinatario certo in questo caso.

Sorsi Di-Versi”, invece, è pensato per i locali al fine di dare un tono diverso alla carta dei vini, per offrire ai clienti finali un nuovo modo per scegliere la bottiglia, non attraverso un classico elenco, ma tramite alcuni versi che descrivono le emozioni che evoca un determinato vino.

Vino e Poesia

Una scelta che vuole essere dettata non dalla mente che analizza schematicamente il prodotto finale, ma dagli altri sensi e di ciò che viene suscitato alle persone durante la lettura delle illustrazioni poetiche a rappresentare la bevanda finale.

Non c’è due senza tre alle idee e metto sul piatto la possibilità di creare una mappa del vino attraverso la poesia, magari toccando i luoghi più emblematici della produzione di questa bevanda fantastica.
Chissà se nel prossimo futuro verrà portato a terra anche il mio fantasticare in quest’ottica!

Una piacevole chiacchierata da cui è nata la poesia che Sara mi ha dedicato, ovviamente a tema vino:

Scelgo.
Con cura curiosa
vini preziosi

Sento.
Felice, appagato
aromi gustosi

E tutto mi pare più intenso
Si accende di colpo ogni senso
Se posso felice brindare
e con il palato viaggiare.

Alcuni segni particolari di Sara: ha convertito la sua coinquilina dall’essere astemia ad essere la responsabile di una cantina; se potesse rinascere, vorrebbe essere Peggy Guggenheim; il suo poeta preferito è Pablo Neruda.

La scommessa è quella di farmi ricredere sulla città di Milano, avendola vissuta solo per incontri di lavoro dopo levatacce e ore infinite di treno, vedremo se ci riuscirà.

Cin Cin Sara!

Se la volete contattare per scoprire la sua persona e il magico connubio tra Vino e Poesia, la trovate in Instagram come Sara.Fabris_poesiadasporto

 

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