Alla Scoperta dei Vini Piwi di Cantina Pizzolato – Villorba (Treviso)

Full immersion sui vitigni resistenti e i vini Piwi prodotti da Cantina Pizzolato

01 Giugno 2020

Cantina Pizzolato, una realtà conosciuta casualmente tramite canali social anche se a pochi chilometri da casa mi fa avventurare alla scoperta di una tipologia di vino sempre sentita ma mai approfondita: i vini Piwi.

All’arrivo in Cantina incontro Maddalena, responsabile dell’accoglienza, della comunicazione e degli eventi, laureata in Marketing all’Università veneziana Ca’ Foscari con una tesi inerente alla percezione dei consumatori sui prodotti biologici e biodinamici.

Maddalena inizia a raccontarmi la storia di Cantina Pizzolato, che comincia negli anni ’80 come azienda agricola che produceva frutta, ortaggi e vino sfuso ed è stata una delle prime ad ottenere la certificazione “bio” nel 1991. Oggi l’azienda conta 72 ettari e ha ottenuto anche la certificazione “vegan” nel 2012.

Si percepisce subito la filosofia dell’azienda che verte nel rispetto dell’ambiente circostante, con un impatto sia visivo sia sostenibile dal punto di vista energetico.
La struttura principale è ricoperta di legno non trattato proveniente dal vicino Bosco del Cansiglio, mentre sul tetto si possono notare i 570 pannelli solari (no, non li ho contati tutti) e all’esterno un depuratore che permette l’utilizzo delle acque di recupero.

In vigna si lavora nel rispetto delle normative legate al biologico con atomizzatori a recupero che non permettono la dispersione di rame e zolfo nel terreno.

L’azienda è parte attiva del progetto Mi.Di.Fen.Do (microrganismi nella difesa della vita contro la flavescenza dorata) al fine di combattere la flavescenza dorata che colpisce la vigna, in maniera sempre più naturale.

Il tema principale dell’incontro sono i vitigni resistenti Piwi (Pilzwiderstandfähig), piantati tra il 2016 ed il 2017, con i quali sono state effettuate le prime micro-vinificazioni sperimentali a seguito della vendemmia 2018.

In azienda vi è un agronomo specializzato per il trattamento di queste piante, che ricordiamo non essere OGM, ma il frutto di un incrocio tra due diversi innesti, uno americano e uno europeo per valorizzare rispettivamente resistenza e sentori. Il risultato è una pianta che resiste naturalmente a malattie fungine che possono colpire la vigna, come oidio e peronospora. Questa tipologia di vite resistente non necessita di particolari trattamenti durante l’anno.

L’esperienza commerciale è iniziata nel novembre 2019 con il Novello prodotto da uve Merlot Khorus e Cabernet Curtis ed ha riscosso molto successo sia in Italia sia all’estero, soprattutto nel mercato tedesco.

Ad oggi sono tre i vini Piwi prodotti, assaggiati e commentati assieme a Maddalena:

“HuAKai”, etimologicamente il suo significato è lo spostamento da un luogo verso un altro, ossia il viaggio. Viaggio che ha compiuto metaforicamente l’azienda dai vini tradizionali a quelli provenienti da varietà resistenti.
Un 100% Bronner che vinifica in bianco e per il 10% riposa in barrique di rovere per tre mesi. E’ quello che ho preferito, un po’ più complesso e con più carattere, con sentori che si avvicinano più alla frutta ed un legno che accompagna una buona struttura.

KoNTI-ki“, il rosso senza solfiti aggiunti, che prende il nome dalla zattera utilizzata da un esploratore norvegese per raggiungere le isole della Polinesia, metaforicamente rappresenta il mezzo di questo viaggio sperimentale.
Un uvaggio di Merlot Khorus, Cabernet Cortis, Prior N. caratterizzato da una macerazione di dieci giorni sulle bucce e profumi di frutta e spezie.

Ho-OPa” il Bianco Frizzante, un nome proveniente dalla lingua parlata dall’antica tribù Californiana Hupa, il cui significato è quello del punto di arrivo, della meta.
Un 100% Johanniter che rifermenta in bottiglia con i propri lieviti indigeni. Interessanti i profumi freschi ed agrumati e la facilità di beva, ideale per il periodo estivo.

Un cenno alle etichette dei vini Piwi, che balzano subito all’occhio per i fantastici colori e disegni “tropicali” che richiamano le caratteristiche del vino. Le etichette hanno una piccola linguetta sulla sinistra ed alzandola si può scorgere una breve descrizione del vino e del significato del nome.

Tutte e tre le tipologie assaggiate sono caratterizzate da una facile beva e un consumo entro l’anno, anche per l’estrema naturalezza con cui sono prodotti questi vini.
Vini che per filosofia aziendale sono accessibili ad un ampio target di pubblico, con un prezzo medio di 10 euro circa.

Un’azienda dai grandi numeri che si caratterizza dall’estrema attenzione al lavoro in vigna e in cantina, oltre alla voglia di sperimentare in totale simbiosi con l’ambiente circostante.

Grazie Maddalena!

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