Chateau Vartely, da vecchia cava ad azienda vitivinicola, Orhei (Moldavia)

Chateau Vartely, una nuova tappa in un’azienda piuttosto recente, creata sulle ceneri di una vecchia cava di estrazione della pietra

08 Maggio 2026

Chateau VartelySiamo a nord della capitale moldava Chisinau, a pochi passi dal paese di Orhei, dove si trova una delle più conosciute aziende della Moldavia, Chateau Vartely.
Chateau VartelyIn compagnia della giovane Cristina ci addentriamo a scoprire la storia di questa azienda, che è stata fondata nel 1996 da un imprenditore che ha deciso di dare una nuova vita ad una ex cava di estrazione della pietra, ritenendo che fosse il posto perfetto per la produzione, ma soprattutto conservazione del vino.

L’idea era quella di ispirarsi ad uno Chateau in stile francese, dove potesse svolgersi l’intero ciclo produttivo, dalla coltivazione della vigna, alla trasformazione dei grappoli, l’affinamento del vino, fino al suo imbottigliamento. Per completare il nome e renderlo autoctono, si è scelto il termine Vartely, il nome antico della cittadina di Orhei, che proviene da una parola ungherese, “Var”, il cui significato è città.
Alcuni reperti riportano ai giorni nostri la testimonianza che queste terre erano abitate dagli aristocratici Tarabosti (un nome acquisito dalla forma dei cappelli che portavano), che hanno vissuto ai tempi dell’imperatore Traiano.

Chateau VartelyLa vecchia cava, attiva dal 1968 al 1972 è stata completamente rivalutata, non perdendo la sua essenza, grazie all’installazione di una cascata naturale ricreata proprio in pietra, che scende dalla parte esterna del ristorante dell’azienda.

Chateau Vartely in poco più di un ventennio ha avuto una grande evoluzione su più fronti, dal lancio della prima bottiglia nel 2004, all’apertura del ristorante, fino all’enoturismo, con la costruzione di tre strutture ricettive che possono ospitare fino ad un massimo di una quarantina di persone; il tutto è stato aperto al pubblico ufficialmente nel 2008. Curiosità è che le tre ville sono denominate “Sud”, “Centro” e “Nord” e sono state edificate rispettando quelle che sono le caratteristiche abitative delle residenze che si trovano in queste tre aree della Moldavia. La Villa Sud è principalmente di legno ed argilla, la Villa Centro con rocce e legno, essendoci in nell’area centrale la più grande foresta del paese, mentre quella Nord, che al suo interno ha una serie di appartamenti, è la più lussuosa, dato che nella regione nord della Moldavia si concentrano ville più grandi e sfarzose.

Chateau Vartely Chateau Vartely

Oggi Chateau Vartely possiede un totale di cinquecento venti ettari vitati, che si dividono in due macro-aree: Codru e Valul lui Traian. Nella prima zona, più centrale, si trovano centosessanta ettari, situati nei pressi del corso del fiume Nistru che crea un favorevole microclima, in un suolo principalmente caratterizzato da calcare, argilla e hummus. Qui si arriva ad un’altitudine compresa tra i centosessanta e i duecentosettanta metri sul livello del mare. Le varietà coltivate in quest’area sono Fetească Regală (fin dal 2005, dimostrandosi Chateau Vartely una delle prime aziende a rivalutare questa autoctona), Moreover, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Muscat Ottonel, Pinot Grigio, Traminer, Viorica e, l’unica varietà a bacca rossa, Pinot Nero.

Gli altri trecentosessanta ettari si trovano nella Valul lui Traian, nella parte sudoccidentale del Paese, dove si possono trovare ancora i resti delle fortificazioni a difesa del territorio erette dall’imperatore Traiano. Questa zona si caratterizza per un microclima più caldo e mediterraneo, con un sottosuolo per lo più composto da terra nera, trovando anche aree sabbiose ed argillose. Pur essendo un clima più secco e arido, le vigne sono piantate fino ad un’altitudine di trecentodieci metri, trovando così un ecosistema ideale e non troppo caldo.
Qui si coltivano esclusivamente varietà a bacca rossa come: Cabernet Sauvignon, Merlot, Rara Neagrā, Malbec, Fetească Neagrā, Saperavi e Syrah.

Chateau VartelyDopo un focus sulla vigna, assieme a Cristina andiamo ad esplorare le aree di trasformazione delle uve, dove possono venire lavorate circa cinquemila tonnellate di uva. In una prima area si possono vedere grandi serbatoi di acciaio con una capienza di trenta tonnellate, per la precisione trentasette per le varietà a bacca bianca e sedici per quelle a bacca rossa, oltre ad altre vasche per i travasi e per la conservazione dei vini pronti. Tutto il processo di fermentazione, avviato con lieviti selezionati, viene seguito minuziosamente e controllato tramite la regolazione della temperatura, ovviamente più fredda (quindici/diciotto gradi) per le bacche bianche e più calda per quelle rosse (diciotto/ventotto gradi). Tra i grandi serbatoi in acciaio si trova anche qualche barrique, dedicata, in questo caso, allo Chardonnay.

Chateau Vartely Il vino, dopo l’affinamento (per i più freschi in solo acciaio, mentre per quelli più “importanti” il riposo avviene in legno) viene successivamente imbottigliato grazie a due linee di imbottigliamento, custodite in un’altra stanza, che hanno una capacità massima di quattromila bottiglie per ora.

Chateau Vartely produce circa tre milioni e mezzo di bottiglie per anno, di cui il 90% è dedicato all’esportazione, in diversi paesi del mondo, uno su tutti la Romania, mentre solo un 10% rimane in Moldavia.

Chateau VartelyLasciata la zona degli acciai, entriamo nello stabile principale, dove al piano superiore è presente il ristorante, mentre ai piani inferiori si trovano diverse stanze. Qui possiamo vedere una prima sala degustazione dove sono contenute diverse bottiglie da tutto il mondo; nel 2008 ce n’erano addirittura diecimila. Questa stanza era utilizzata principalmente per paragonare le bottiglie di Chateau Vartely con quelle del nuovo e vecchio mondo, così da avere un confronto puntuale tra la propria produzione e quella di altre iconiche aziende, talvolta potendo prendere anche un po’ di ispirazione.

Chateau VartelyUna seconda sala è quella dedicata alle degustazioni più intime, al cui interno possiamo scoprire le diverse linee prodotte dall’azienda: quella dei vini più giovani, che riportano lo stabile principale in etichetta, dove si trovano in purezza Sauvignon Blanc, Chardonnay, Riesling, Pinot Grigio, Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero; la linea denominata “Individo”, dove si esprimono i blend tra cui: Pinot Grigio e Chardonnay, Fetească Regalā e Riesling; Traminer e Sauvignon Blanc, Malbec e Syrah, Rara Neagrā, Malbec e Syrah, Fetească Neagrā e Rara Neagrā, Merlot e Cabernet Sauvignon. A rappresentare le varietà autoctone moldave è presente una linea chiamata “Totem” dove si trovano in purezza: Vioreca, Fetească Regală; Fetească Neagrā e Rarā Neagrā. Chateau VartelyIl mondo degli Spumanti vede come protagonisti i vini “Inspiro”, con tre bollicine Charmat: Brut con uve Fetească Albă, Pinot Nero Rosè Sec e un Moscato Dolce, oltre a due Blanc de Noir a base Pinot Nero sia in bianco sia in rosato, entrambi Metodo Classico. La linea superiore è rappresentata da “Taraboste”, dedicata a chi ha abitato queste terre duemila anni fa, riportandone il volto in etichetta; qui si identificano i vini più strutturati, che affinano in legno, tra cui; Chardonnay, Pinot Nero e un blend di Cabernet Sauvignon e Merlot, oltre a due edizioni speciali che sono il Cabernet Sauvignon e il Saperavi, entrambi in purezza, denominati “Taraboste Tribut”. In aggiunta ad un vino dolce, Ice Wine ottenuto da uve Riesling ci sono anche altre tre referenze Demi-Sec, da tre diversi cloni di Moscato, in versione bianco, rosato e rosso. Per non farsi mancare nulla viene prodotto anche un vino liquoroso rosso, il cui nome è “Pastoral”, che si utilizza per le celebrazioni, con centosessanta grammi di zucchero e sedici gradi alcol.
Da non dimenticare anche i distillati, con Divin VSOP, Tribut XO, l’Aqua Vie, Rachia di Moscato e un liquore di prugne chiamato “Tramonto”.

Chateau Vartely Chateau VartelySempre in questo stabile, al piano più basso, dove le pareti di roccia a vista lasciano scorgere il passato di cava di estrazione della pietra, si trova la barricaia. Qui riposano barrique da duecentoventicinque litri, prodotte in Francia, America, Romania, Moldavia, Ungheria e Spagna. Come anticipato, solo lo Chardonnay affina in legno, tra le fila dei vini bianchi, mentre i rossi possono restare un minimo di sei mesi per un massimo di trentasei, utilizzando i legni tre volte, di cui la terza è dedicata all’affinamento del Cognac.

Chateau VartelyDopo una carrellata di etichette e aver visto i luoghi principali dell’azienda, è l’ora di assaggiare alcune delle referenze prodotte da Chateau Vartely, seduti presso il ristorante, che lascia intravedere un tramonto tra le nuvole. Salutata la prima Cristina, in compagnia di una seconda Cristina, cominciamo la degustazione con una bollicina Brut, ottenuta da Fetească Regala spumantizzata con Metodo Charmat, annata 2025. Vino dai sentori di tiglio, albicocca, note tropicali, confetto, un tocco ammandorlato, per un sorso fresco dove ritorna la nota di confetto, bolla abbastanza fine, discreta sapidità e mineralità, moderata persistenza.

Chateau VartelyIl mondo dei bianchi si apre con il Sauvignon 2025, con le sue note fresche, erbacee, sentori di litchi, pompelmo, tocco di peperone e foglia di pomodoro. In bocca spicca una buona acidità, sapidità, discreta mineralità e persistenza.

Chateau VartelyPassiamo al blend 55% Traminer e 45% Sauvignon Blanc 2023, della linea “Individo”, dove spicca una nota maggiormente agrumata, ma anche goccia d’oro, ananas, un tocco erbaceo, di peperone, ma anche miele e fiore di sambuco. Più pieno ed intenso al palato ma comunque equilibrato, fresco e di beva, con una buona sapidità, discreta acidità e mineralità e discreta persistenza.

Chateau VartelyDella linea “Taraboste” degustiamo lo Chardonnay 2023, bottiglia numero 6427 di 13882, affinato in barrique moldave per nove mesi. Vino che si esprime con note di frutta molto matura che lasciano spazio alla crema pasticcera, vaniglia, pepe bianco, cannella, per un sorso ancora più pieno, intenso, sapido, con una discreta acidità a supporto, mineralità e buona persistenza.

Chateau VartelyPassiamo al rosso, sempre “Individo”, con uve 50% Fetească Neagră e 50% Rarā Neagrā, annata 2022 ed affinamento di sei mesi circa in barrique di rovere francese. Al naso regala note di frutti neri, mora, un tocco di sottobosco, inchiostro, leggera liquirizia, cuoio e spunto ematico, per un sorso comunque di beva, dalla discreta mineralità e sapidità, tannino ben integrato e buona persistenza.

Chateau VartelyConcludiamo con il Muscat 2024, vino dolce dai sentori di lampone acerbo, ciliegia selvatica, pesca, rosa bianca, margherita e un sottofondo di pepe bianco, il quale presenta un sorso comunque di beva, generoso in acidità, discreta sapidità e mineralità, abbastanza persistente e con una conclusione amarotica.

Un’esperienza a trecentosessanta gradi guidata dal giovane staff di Chateau Vartely, che termina con una cena a base di guancia di maiale alla griglia e coscia d’anatra, accompagnate da patate al forno.

Chateau Vartely Chateau Vartely Chateau Vartely

E dopo una notte passata in una delle stanze della Villa Sud, ci si rimette in cammino!

Chateau Vartely

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