Cricova, una mattina all’interno di questa città sotterranea ricca di unicità, patrimonio culturale della Moldavia e seconda cantina più grande del mondo
09 Maggio 2026
Ultima visita tra le cantine della Moldavia in una delle più famose aziende del Paese e del Mondo: Cricova.
Non solo famosa ma anche la seconda più grande al mondo (dietro alla connazionale Milesti Mici) con i suoi centoventi chilometri di gallerie.
È proprio tra i bui cunicoli sotterranei che, assieme alla nostra guida Anastasia cominciamo a scoprire questa azienda.
A bordo di un trenino elettrico ci addentriamo in un percorso che ci porta alla prima tappa, la strada dedicata a Dionisio, dove ai suoi bordi sono presenti botti grandi e barrique, provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, Canada e Romania.
Solo le seconde sono ad oggi utilizzate, mentre quelle più grandi lo erano un tempo, durante il periodo sovietico, quando la produzione era maggiore.
Le botti da duecentoventicinque litri hanno solitamente un ciclo di vita di cinque passaggi, di cui l’ultimo è quello in cui sosta il cognac (cinque, sette o dieci anni).
La temperatura e le condizioni qui sono ideali per il riposo del vino, con dieci/dodici gradi tutto l’anno e un tasso di umidità del 97%, come dimostra l’abbondanza di muffa sulle pareti.
Curiosità è che dei centoventi chilometri ne sono utilizzati ottanta per l’affinamento di circa dodici milioni di litri di vino, mentre gli altri quaranta sono ancora adibiti a cava di estrazione di pietra calcarea, come lo era in origine tutto il complesso, fin dal quindicesimo secolo.
Proseguendo il nostro percorso tra le viuzze i cui nomi richiamano tipologie del vino o riferimenti a questo mondo, arriviamo all’area dedicata agli spumanti, Boulevard de Champagne. Qui siamo a cento metri sotto il livello dell’entrata principale, in un’area ricca di pupitre sulle quali riposano le bottiglie di Metodo Classico prodotte da Cricova.
Queste, per essere portate in punta, vengono posizionate su centinaia di pupitre, ruotate puntualmente da sei signore che hanno un’età media di sessant’anni, le quali hanno speso gran parte della loro vita all’interno dell’azienda.
La media è di trentamila per giorno a persona, con picchi che arrivano anche a cinquantamila. Sono solo meno di una decina le giropalette a supporto di questa attività, volendo mantenere il processo per lo più manuale.
Sette chilometri che custodiscono circa un milione di bottiglie metodo champenoise di tre diverse linee: “Classical” con nove mesi di sosta sui lieviti, “Cuvee Prestige” con trentasei mesi e “Grand Vintage” con sessanta mesi.
Tutti i vini sono ottenuti dalle varietà più conosciute in Champagne, quali Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier, con vini base che fermentano ed affinano in solo acciaio.
Curioso è vedere una linea di sboccatura sotterranea, tutt’ora in uso, all’interno di quest’area, con tanto di postazione di controllo qualità delle bottiglie, con una media di cinquecento/settecento per ora.
Altra tappa più unica che rara è il cinema, l’unico sotterraneo di tutta la Moldavia e forse uno dei pochi al mondo. Qui ripercorriamo alcune tappe dell’azienda Cricova accompagnati da un calice del Metodo Charmat “Crisecco“ Brut, con sette grammi di zucchero, ottenuto dall’autoctona Fetească Albă.
Cricova affonda le sue radici nel 1952, anno in cui si è deciso di trasformare parte di questa cava dedicata all’estrazione della pietra, in una cantina. La viticoltura è una tradizione ben nota in Moldavia, avendo fondato, nell’allora, Bassaravia una delle prime scuole enologiche nel 1842, dimostrandosi negli anni il Paese con la produzione maggiore di vino dedicato a tutta l’Unione Sovietica.
Durante il video approfondiamo le origini del nome Cricova: le cui origini si riferiscono alla fusione tra mito e realtà che vede la storia di un monaco che andò contro alle leggi imposte dai Turchi, i quali impedirono la produzione di vino nelle aree di loro dominio. Il monaco si rintanò tra le grotte in montagna, continuando a produrre vini di qualità, ma, una volta scoperto, fu punito e giustiziato. Si narra che tra le vicine montagne si possa percepire ancora il suo grido di dolore, “Krik“, parola che ha dato il nome all’azienda.
Parlando di vigna, gli ettari di proprietà sono circa mille, disposti da nord a sud della Moldavia, passando per il centro, dove si trova il cuore di Cricova. Ed è proprio arrivando all’azienda che si possono notare ai bordi della strada diverse vigne di varie età. Il terreno è caratterizzato dalla grande fertilità e le maggiori differenze si ritrovano nel clima, con le aree più a nord maggiormente rigide, mentre la parte sud più mite e temperata. Per far comprendere le diverse peculiarità territoriali ai clienti dell’azienda vengono prodotti vini delle stesse varietà ottenuti da uve che crescono in aree differenti.

Sicuramente da non dimenticare nel processo di creazione di questa azienda, l’enologo Petru Ungureanu, uno dei volti che ha investito nella produzione delle bollicine, per cui Cricova è oggi punto di riferimento della Nazione, il quale ha iniziato le sperimentazioni sul Metodo Classico in Moldavia.
Non solo un cinema sotterraneo, ma anche l’unica chiesa del paese a trovarsi sotto terra, al cui interno vengono celebrati matrimoni e battesimi, ovviamente prenotando la disponibilità del celebrante.
Il patrimonio culturale di Cricova si arricchisce anche di una sorta di biblioteca che conta importanti bottiglie da tutto il mondo, oltre alle collezioni private, sia di personaggi famosi (dal calcio alla politica e spettacolo) sia di persone “normali” che acquistano i vini Cricova e li conservano negli appositi spazi in pietra, per un totale di circa un milione di bottiglie.
Prima di quest’area si possono vedere le foto di alcuni dei personaggi famosi che sono stati in visita all’azienda e alcuni che hanno i propri vini qui conservati.
Tra un cunicolo e l’altro di questo ulteriore labirinto si incontrano le vecchie annate dell’azienda, fin dalla 1979, talvolta con i tappi ricoperti dalla muffa, disponibili per essere vendute.
Curiosità è che in un’area transennata, che abbiamo potuto valicare in via eccezionale, è presente una parte della collezione privata del gerarca nazista Hermann Wilhelm Göring, sequestrata a Mosca e divisa tra Moldavia e Russia. Bottiglie che spaziano dalle più blasonate aziende francesi a quelle tedesche e anche un’Italiana, pur non riuscendo a leggere più alcuna etichetta.

Da notare anche una bottiglia di un vino prodotto a Gerusalemme, regalato all’azienda nell’esemplare 353 di 400. Tale bottiglia è ormai unica al mondo e viene custodita gelosamente da Cricova, pur avendo ricevuto un’offerta di acquisto di centomila dollari e quattro Cadillac.
Per tutte le peculiarità che abbiamo potuto toccare con mano e la storia assaporata, questa città sotterranea è patrimonio culturale-nazionale del Paese ed in lista propositiva per essere inclusa tra i Patrimoni dell’Unesco.
Il nostro percorso termina tra le sale degustazione, di cui si possono vedere la presidenziale, una sala decorata con richiami sottomarini e quella che un tempo era dedicata a Yuri Gagarin, primo uomo a mettere piede sulla luna, rimasto due giorni a degustare i vini Cricova.
La nostra è quella del caminetto, funzionante nel periodo invernale, per contrastare i meno quindici gradi esterni.
Non ci basterebbero i due giorni di degustazione di Gagarin per degustare le oltre cento etichette di Cricova, dedicandoci alla selezione che l’azienda ha fatto per noi.
Cominciamo gli assaggi con il Metodo Classico trentasei mesi Brut Nature, con soli due grammi di zucchero per litro. Vino a base Chardonnay che presenta note tropicali, di ananas, miele, burro, panificio, amaretto per un sorso dalla bolla abbastanza fine, una discreta sapidità, mineralità, vino pieno e abbastanza persistente
I successivi tre vini sono parte di una nuova linea, denominata 1952, in onore all’anno di fondazione dell’azienda. Un primo bianco è il 2024 ottenuto da tre tipologie di Fetească: Neagrā, Regală, Neagră. Spicca subito la sua aromaticità con note di mela matura, pera, ma anche peperone e sentori erbacce, dimostrandosi fresco al palato, con una discreta sapidità, mineralità e persistenza.
L’aromaticità e la freschezza non mancano nemmeno al secondo bianco, Viorica 2023 con i suoi sentori di basilico e petalo di rosa bianca, regalando comunque un sorso teso e abbastanza persistente.
Prima del rosso un assaggio di rosé ottenuto da Neagră, Syrah e Merlot in uguali percentuali. Vendemmia 2023 è un tripudio di piccoli frutti rossi, ciliegia selvatica poco matura, ribes fragolina di bosco, petalo di rosa. Entra in bocca esplosivo, con un buon corpo, sostenuto dall’acidità, ma anche discreta sapidità, mineralità e buona persistenza.
Concludiamo con uno dei vini di maggior successo di Cricova, il “Vin Virgin“. Un nome che anticipa la sua autenticità e il lavoro manuale che serve per ottenerlo, dalla vendemmia alla diraspatura grappolo per grappolo. Merlot 100% affinato in barrique francesi per dodici mesi regala complesse note di fragolone maturo, mora, ciliegie nere sotto spirito, prugna, violetta, spezia dolce, grafite, tabacco dolce, cioccolato fondente. In bocca entra comunque fresco e teso, con un buon corpo e morbidezza, tannino integrato, discreta acidità, sapidità e mineralità, oltre ad una buona lunghezza.
Un saluto ad Anastasia e ritorno alla luce del sole e al clima più temperato del mondo esterno, per incamminarci sulla via del ritorno e rientrare in Italia.


