In azienda La Piotta con l’ultima e innovatrice generazione Luca Padroggi, Montalto Pavese (Pavia)

Dopo qualche anno di conoscenza finalmente in azienda La Piotta, per toccare con mano il lavoro della famiglia Padroggi, in compagnia dell’amico Luca

11 Febbraio 2023

La PiottaIl sole sta calando e l’aria diventa frizzante in Oltrepò Pavese, ma c’è ancora il tempo per fare un giro esplorativo della vigna principale dell’azienda La Piotta, in compagnia dell’amico Luca Padroggi. Ci immergiamo nel vigneto più vecchio, situato proprio davanti alla cantina, nove filari di Pinot Grigio piantati dal bisnonno di Luca, Mario, nel 1930, che presentano addirittura diciotto diverse forme di allevamento.

La PiottaOltre all’immersione nella vigna, un po’ di immersione nella storia di questa realtà, che nasce ufficialmente nel 1985, dalla divisione di quella che un tempo era un’azienda che racchiudeva più membri della famiglia Padroggi, che era stata fondata negli anni sessanta. L’azienda è stata negli anni condotta prima da nonno Luigi e poi dai figli Gabriele, papà di Luca e Mario. La PiottaDa una vecchia cascina che conteneva una piccola cantina, con stalla adiacente e ricovero attrezzi, nel tempo si è iniziata un’opera di restauro, che ha portato ad un ampliamento, nel 1994, con l’attuale capannone per contenere le varie vasche per le vinificazioni ed affinamenti, oltre alla sala degustazioni ed ufficio.

Luca è sempre stato coinvolto nei vari processi vivendo l’attività di famiglia, anche se ha studiato tutt’altro nella vita e dopo l’istituto superiore ha aperto, nel 2008, la sua attività di geometra. Passati gli anni della crisi dei posti di lavoro in Italia e dell’instabilità del mercato, nel 2012, la decisione di “ritornare a casa” per dedicarsi a pieno all’azienda.

La Piotta

Il suo spirito innovativo ha rotto più di qualche equilibrio in una realtà presente nel mercato solo nella vendita di vino sfuso ai privati, una linea dedicata alla GDO e senza clienti nel canale Ho.Re.Ca. né, tantomeno, all’estero. La sua figura è impegnata a trecentosessanta gradi in azienda, occupandosi del magazzino, di parte commerciale, consegne, degustazioni, avendo spinto per la produzione di alcune linee diverse di bottiglie per poter posizionare La Piotta su mercati differenti da quelli esistenti.

La PiottaUna curiosità è che fino agli anni settanta, la zona in cui sorge La Piotta era scritta con una sola “T”, Piota, ma, per un errore di trascrizione che ne ha raddoppiano le consonanti, è stata ribattezzata con il nome attuale.

Oggi troviamo quindici ettari vitati di proprietà a corpo, più un’altra ventina in affitto, al centro dell’Oltrepò Pavese, a mezz’ora dal Piemonte e ad un’altra mezz’ora da Montalto Pavese.

La Piotta

L’esposizione dei terreni che circondano l’azienda sono tra il nord e il nord-est, in un terreno calcareo marnoso in prevalenza, ma molto vario da zona a zona. La Piotta è certificata BIO dal 2005 e vegan dal 2015, utilizzando trattamenti a base di rame, zolfo e l’obbligatorio piretro una volta all’anno. Viene lavorato il terreno a filare alterno, con concimazione organica.

La PiottaPrima del definitivo calare del sole, un passaggio in auto per vedere la vecchia cascina in affitto, circondata da dodici ettari di Pinot Nero, dove sono stoccate le bottiglie di spumante Metodo Classico che, dal primo anno, 1985, in cui ne sono state prodotte tremila, oggi se ne producono circa diecimila. Questa vecchia stalla, oggi magazzino e ricovero attrezzi, potrebbe diventare nel prossimo futuro una piccola struttura ricettiva, con alcune camere, vista vigneti.La Piotta Prima di tornare alla base uno sguardo anche ad uno dei luoghi più panoramici dell’Oltrepò Pavese, il “Belvedere” o “Madonnina del Vento”, da cui si ha una vista mozzafiato su questo splendido territorio.

Ritornati in azienda, uno sguardo alla cantina, dove sono cambiate diverse dinamiche con l’ingresso di Luca, che ha voluto portare anche in questo ambito alcune innovazioni, rispetto alle vinificazioni più “standard” che si facevano in passato. La PiottaNegli ultimi anni si sono prodotti anche vini rifermentati in bottiglia e con la vendemmia 2022 un macerato di Riesling, senza mai cercare estremismi, ma con la volontà di sperimentare sempre qualcosa di nuovo. I vasi vinari principali sono cemento, acciaio e vetroresina, oltre a qualche tonneau di rovere e barrique.

La linea di vini prodotti è molto vasta e variegata, partendo da cinque spumanti tutti a base Pinot Nero: uno Charmat, un Metodo Classico Brut, un Nature ed un Rosè Brut, con un affinamento sui lieviti dai ventiquattro ai trentasei mesi, oltre all’ “89-90” (gli anni di nascita di Luca e del cugino Enrico), che affina sessanta mesi sui lieviti. La PiottaPer la linea più tradizionale, si producono Riesling, Pinot Nero, Moscato, Bonarda, Barbera, tutti vini frizzanti che restano in autoclave circa quindici giorni. Troviamo poi due rifermentati a base di Riesling 100% e di un 90% Riesling e 10% Croatina. Per quanto riguarda la linea Piota abbiamo un Pinot Grigio (ottenuto con le uve delle vecchie vigne), Riesling, Croatina, Barbera, Pinot Nero, tutti vini a base di un unico vitigno, con affinamento in solo acciaio, al fine di trasmettere la tipicità del territorio. La linea “89-90” si completa anche di un Bianco ed un Rosso, a base rispettivamente di 70% Riesling e 30% Chardonnay (a tendere diventerà uno Chardonnay al 100% che affina in legno, che probabilmente sarà pronto nel 2024) e un blend di Barbera e Cabernet Sauvignon, con affinamento in tonneau per un anno.

La Piotta

Infine la linea dedicata a nonno Luigi Padroggi, nella quale viene prodotto un Riesling Renano, un Pinot Nero, affinato in barrique ed un Passito di Moscato con uve appassite naturalmente, in cassetta. Curiosità è che questo vino precedentemente prendeva il nome di “Don Luigi”, “poiché il nonno aveva già la valigia pronta per andare in seminario, ma poi ha conosciuto nonna Luigia!”.

Il simbolo scelto da La Piotta è la coccinella, anche se in questi ultimi anni si sta dirottando sulla lettera “P”, iniziale del cognome di famiglia, dell’azienda e del territorio, essendo l’insetto parecchio inflazionato, soprattutto per simboleggiare il tema del biologico.

La PiottaSpostandoci al caldo della sala degustazioni andiamo ad assaggiare alcuni dei vini de La Piotta, concentrandoci sui due Riesling e sui due Pinot Nero. Il primo Riesling italico 2021 affina in solo acciaio e si presenta al naso nel pieno della sua giovinezza, con note di pesca, spunti erbacei, di gesso e ricordi di mandorla, per un palato dalla buona acidità, fresco, abbastanza sapido e abbastanza persistente. Il fratello maggiore, della linea Luigi Padroggi, in questo caso è a base di uve Riesling Renano, con fermentazione ed affinamento in acciaio. Un vino dai sentori floreali, note di frutta tropicale, miele d’acacia, frutto sia della varietà sia di una crio-macerazione pre-fermentativa; in bocca è maggiore la struttura, ma mantiene una buona e fresca beva, con una buona acidità e maggiore persistenza.

La PiottaUn sorso anche di due assaggi rubati dalle vasche, sempre di Riesling della vendemmia 2022, il Renano destinato alla base spumante per il Metodo Classico con note di pera e un’acidità tagliente, mentre il secondo, Italico, ottenuto da uve macerate un paio di giorni a freddo e altri due giorni alzando la temperatura. Quest’ultimo, pur non rappresentando l’idea di vinificazione di Luca, farà parte della linea misunderstanding ed esprime sentori più carichi, di tiglio e goccia d’oro, pur essendo ancora in fase di equilibrio, sia al naso, sia al palato, dove si percepisce una buona estrazione di tannini e buona acidità; parti dure che per ora predominano.

La PiottaPassando al Pinot Nero 2021, che affina in solo acciaio, si possono sentire al naso le note fruttate, di piccoli frutti rossi, petali di rosa, violetta, per un vino di beva, “da sbicchierare”, elegante, con un tannino delicato, buona spalla acida e una nota amarognola sul finale. Anche in questo caso un fratello maggiore, appartenente alla linea Luigi Padroggi, vendemmia 2018, con un affinamento di circa un anno in barrique di primo e secondo passaggio. Al naso la frutta diventa più scura, con note di prugna, confettura di frutti di bosco, note di sotto spirito, spunti di sottobosco, vaniglia, china, rabarbaro, per un maggiore corpo, con un tannino più marcato, buona la spalla acida e la mineralità e una maggiore lunghezza in bocca.

La PiottaIn attesa di scoprire le novità La Piotta, maglietta numero 225 per Luca!

 

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