Marisa Cuomo, all’interno della storia dei vini della Costiera Amalfitana, Furore (Salerno)

Marisa Cuomo, una tappa a cui non si può rinunciare se si programma una vacanza nella splendida Costiera Amalfitana

 

26 Giugno 2025

Se si decide di trascorrere del tempo nella splendida Costiera Amalfitana non si può rinunciare ad una tappa simbolo di questo territorio, l’azienda Marisa Cuomo.

Solo il tempo di noleggiare una Vespa all’aeroporto di Napoli per raggiungere il cuore pulsante di questa realtà, che dista a circa un’ora e mezza dal capoluogo di Regione.
Marisa CuomoCi troviamo a Furore, paese che fa da baricentro tra Amalfi e Positano, da ricordare anche per l’affascinante e omonimo Fiordo di Furore, dove è possibile prendere il sole e fare un bagno unico (prestando attenzione a dove si parcheggia, essendo tutta zona divieto di sosta, imparandolo a nostre spese).

Ad accoglierci c’è Maria Giovanna, responsabile delle visite in azienda, con la quale ci addentriamo subito nella storia di questa iconica azienda. Marisa Cuomo prende il nome dalla sua titolare, che ha ricevuto come dono di nozze alcuni appezzamenti vitati dal marito Andrea Ferraioli.
Facendo un balzo nel passato, poco prima del termine della Seconda guerra mondiale, precisamente nel 1942, troviamo la famiglia Ferraioli impegnata nella produzione di vino sfuso sotto il marchio Gran Furor Divina Costiera, possedendo alcuni appezzamenti vitati, sempre nell’area del comune di Furore. Un’attività durata qualche anno, cessata a causa della crisi e la povertà lasciate dal conflitto.

Quarant’anni dopo, nel 1982, Andrea decise di rilevare il marchio e donare una nuova vita all’azienda di famiglia. Quasi contemporaneamente si innamora di Marisa, chiedendo la sua mano, così da convogliare a nozze. Non avendo grandi possibilità economiche, il regalo che scelse di fare alla moglie è stato quello di destinare a lei i suoi beni in termini di appezzamenti vitati e cantina, dando vita ad un nuovo progetto aziendale: Marisa Cuomo, Gran Furore Divina Costiera.
L’azienda ha iniziato un percorso di crescita che ha visto come protagonista, nel 1985, l’enologo Luigi Moio, il quale da esattamente quarant’anni segue la realtà nelle sue vinificazioni e affinamenti, avendo nelle prime fasi trovato la più corretta interpretazione per quello che è il vino più iconico di Marisa Cuomo, che sveleremo successivamente.

Nel corso degli anni l’azienda ha avuto grandi successi sia dai clienti, sia dalla critica enologica, vincendo i primi premi oltre oceano, con l’oscar del vino della Napa Valley nel 2006 (riconquistato successivamente nel 2023), ma anche con riconoscimenti italiani, sia per il vino, sia per l’accoglienza, dimostrandosi proprio quest’anno la miglior cantina italiana in questo senso, secondo un’affermata rivista.

Marisa CuomoOggi Marisa Cuomo ha mantenuto la sua identità famigliare, trovando al timone sempre la coppia Marisa e Andrea, seguiti dai figli Dorotea e Raffaele, i quali si occupano rispettivamente dell’area commerciale e della parte di logistica e amministrazione.

Marisa CuomoParlando di vigna, la superficie di proprietà è di circa dieci ettari vitati, per lo più a Furore, ma ogni anno si vendemmiano un totale di quarantacinque/cinquanta ettari, grazie agli accordi e affitti con famiglie locali (per la precisione sessantatré famiglie locali), con vigneti esclusivamente situati nell’area della Costiera Amalfitana.

Marisa CuomoIn queste terre ci sono testimonianze di coltivazione della vigna fin dal Seicento e le vigne Marisa Cuomo hanno un’età media molto alta (di circa novantacinque anni), disposte per lo più a terrazze che si estendono in maniera perpendicolare rispetto al mare. È tanto affascinante, quanto sbalorditivo, poter toccare con mano queste piante uniche, che arrivano a contare anche più di centocinquant’anni d’età e trovano le sue radici incastonate tra i muretti a bordo strada. Sicuramente si sono insediate prima delle strade e non ne danneggiano la stabilità, espandendo il loro apparato radicale verso la terra che trovano nel sottosuolo.

Marisa CuomoGli impianti sono a pergola, sorretti esclusivamente da pali di castagno, legando i tralci con rami di salice, alberi presenti nella parte finale di ogni vigneto, evitando così l’utilizzo di ferro o plastica. La maggior parte delle vigne è a piede franco, non avendo subito l’attacco della fillossera, essendo piantate in un ambiente ostico anche per questo insetto.

Marisa CuomoSi possono dividere gli appezzamenti in due macroaree: quella in altitudine tra Scala, Ravello e Tramonti e quella più vicina al mare, nella zona costiera compresa tra Positano e Vietri, con altezze che vanno dai quaranta ai settecentocinquanta metri sul livello del mare. Il substrato è abbastanza simile e la roccia la fa da padrona, con una prevalenza di dolomia nelle aree più basse e un terreno roccioso di matrice vulcanica in altitudine. Le differenze si notano maggiormente per l’impatto dei diversi ecosistemi che circondano la vigna, ovviamente il mare tra i vigneti più vicini alla costa e l’altezza per i primi citati, con una grande escursione termica e più vegetazione circostante. Tutte caratteristiche che impattano sui sentori finali dei vini.

Marisa CuomoLe varietà allevate sono tutte tipiche o autoctone del posto, incontrando vigneti misti, come si usava fare un tempo. Tra queste ricordiamo Falanghina, Biancolilla, Fenile, Ginestra, Ripolo (facilmente identificabile per i suoi acini molto scarichi), Pepella, Aglianico, Piedirosso, Sciacinoso, Tintore, Tronto.

Marisa CuomoPer quanto riguarda la conduzione, Cantine Marisa Cuomo è legata alla lotta integrata, cercando di bilanciare i vari trattamenti, che di media sono circa cinque/sei per anno. Si può notare, passeggiando tra le vigne, che è stata sfalciata l’erba, ovviamente a mano, e lasciata sul suolo, al fine di trattenere un po’ di acqua e umidità, non essendo permesso irrigare e poiché la pergola in questo periodo non ha ancora raggiunto il suo massimo livello di copertura che permette di creare un microclima più fresco e favorevole alla pianta stessa.

Marisa CuomoDopo aver toccato con mano alcuni vigneti circostanti e aver visto questi capolavori della natura, sicuramente aiutati oggi dall’uomo, ci spostiamo al fresco della cantina. Quella che troviamo a Furore è la cantina principale, dove avvengono le trasformazioni per la produzione dei vini rossi e rosati e tutti gli affinamenti in bottaia, avendo aperto una seconda cantina ad Agerola e un altro punto per la vinificazione delle uve a bacca bianca a Conca dei Marini. Le uve a bacca rossa destinate ai vini rossi e ai rosati vengono fatte fermentare nei rotofermentatori, con l’aiuto di lieviti aggiunti, solo se necessario; mentre le uve a bacca bianca fermentano in regolari vasche d’acciaio a temperatura controllata.

Lo scopo è quello di ottenere vini “puliti”, senza alcuna traccia di materia organica, e stabili da mettere in bottiglia, effettuando il giusto numero di filtrazioni, anche se non troppo invadenti. Il processo di imbottigliamento avviene nella cantina di Furore, in maniera autonoma, essendo l’azienda dotata di un impianto che permette di imbottigliare i vini, utilizzando rigorosamente l’azoto.

Dando uno sguardo alla barricaia, al cui ingresso sono state incise le date salienti dell’azienda, 1943 e 1983, scopriamo un tunnel di roccia dolomitica calcarea scavato nel 2000, tutto a mano, con l’utilizzo di martello pneumatico e pompe idrauliche. Come afferma Marisa:

Il matrimonio è stata la cantina, mentre la luna di miele la bottaia”.

Marisa CuomoQui sono presenti legni di piccolo formato, esclusivamente barrique di rovere francese, sia per praticità, ma anche per la volontà di affinare il vino principe dell’azienda in questo tipo di contenitori nuovi. Nel 1998 si è prodotta la prima bottiglia dell’iconico “Fior d’Uva”, blend di Fenile, Ginestra, Ripoli che effettua una fermentazione ed affinamento per circa otto mesi in legno nuovo. Un secondo vino che viene fatto affinare in barrique nuove è il “Ravello Rosso Riserva”. Le barrique hanno un ciclo vitale di quattro anni, poiché il secondo passaggio è destinato al “Furore Rosso Riserva”, che riposa tra i dodici e i diciotto mesi; per poi destinare i legni al “Furore Rosso”, che viene lasciato a riposo per circa un anno, ed infine il “Costa d’Amalfi Rosso”, che rimane a riposo tra i quattro e i sei mesi.

Marisa CuomoLa grotta si estende sotto le scale che portano agli uffici aziendali, passando sotto alla casa di Marisa e terminando nell’area sottostante ad un giardino. Si possono così notare diverse intensità di umidità, che aumenta nell’ultima area. Per rendere uniforme una media del 75/80% di umidità, principalmente nel periodo invernale, si utilizzano alcuni sistemi di areazione.

Marisa CuomoLe bottiglie prodotte ogni anno da Marisa Cuomo sono circa duecentomila, divise in poco meno di una decina di etichette: l’iconico “Fior d’Uva”; il “Furore Rosso Riserva” e il “Furore Rosso” con uve 50% Aglianico e 50% Piedirosso e diversi periodi di affinamento; “Costa d’Amalfi Rosato”, che segue lo stesso blend; “Furore Bianco”, 60% Falanghina e 40% Biancolilla; “Ravello Rosso Riserva”, 70% Piedirosso e 30% Aglianico; “Ravello Bianco”, 60% Falanghina e 40% Biancolilla ed infine “Costa d’Amalfi Rosso” e “Costa d’Amalfi Bianco”, che seguono gli stessi uvaggi dei vini “Furore”.

Marisa CuomoPer assaggiare i vini Marisa Cuomo, ci spostiamo dall’altra parte della strada, dove sorge Baccodipinto, che comprende l’Hotel Dipinto e l’Hostaria BaccoMarisa CuomoUna location aperta nel 1930 dalla famiglia Ferraioli come luogo di ristorazione, quando ancora il paese di Furore quasi non esisteva, mantenendo una tradizione che è arrivata ai giorni nostri grazie a Raffaele Ferraioli e la moglie Erminia, rispettivamente cugino di Andrea e sorella di Marisa, i quali hanno ampliato la struttura, pur mantenendo il filone della tradizionale Hostaria di un tempo. Marisa CuomoOggi troviamo una struttura rinnovata e curata in ogni minimo dettaglio, con al timone la quarta generazione rappresentata dal figlio della coppia, Domenico, assieme alla moglie Imma.

Marisa CuomoUn progetto che si è ampliato con le nove camere, più altre sei in un distaccamento a poche decine di metri, per accogliere diversi ospiti in un ambiente dettato dall’arte delle decorazioni esterne, ma anche dal magico quadro esterno che offre la natura.

Marisa CuomoProprio per godere di questa meraviglia, ci sediamo nella terrazza esterna, guidati dal maître Giovanni che inizia la degustazione con il “Costa d’Amalfi Rosato” 2024, un vino che si presta al meglio ad una giornata estiva molto calda, dai sentori freschi di ciliegia, melograno, fragolina, leggera mentuccia e sottofondo di macchia mediterranea. In bocca è fresco, sapido, abbastanza minerale, con una buona spalla acida e discreta persistenza.

Marisa CuomoVino abbinato ad un piatto di alici “baciate”, ripiene di ricotta e provola, su un letto di pesto di basilico e pomodori secchi.

Marisa CuomoContinuiamo con il “Furore Bianco” 2024 che ci regala al naso sentori di agrume, pompelmo, cedro, ma anche note erbacee, di organo e una costante macchia mediterranea. In bocca entra sempre fresco, con una buona sapidità, buona spalla acida, abbastanza minerale e persistente.

Marisa CuomoUn abbinamento con una pasta a base di colatura di alici, secondo la ricetta di Erminia, che prevede un condimento di noci, pinoli, olive nere e verdi.

Marisa CuomoIl terzo assaggio non poteva che esser di “Fior d’Uva” annata 2023, il quale regala sentori più burrosi e vanigliati, non invadenti, un agrume più maturo, buccia di limone, crema pasticcera, spezie, pepe bianco, mentuccia e le ricorrenti note mediterranee. In bocca entra più ampio, ma sempre fresco e deciso, con un maggiore corpo, sostenuto da una buona sapidità, spalla acida, discreta mineralità e buona persistenza.

Marisa CuomoUn ultimo vino accompagnato da un’ombrina su base di crema di patate.

Dolce finale con un tortino di cioccolato e gelato alla vaniglia, immaginando di essere in un film assieme ad Anna Magnani e Roberto Rossellini, i quali hanno girato proprio qui una scena dove era presente un vecchio fiasco impagliato, conservato gelosamente in una teca del ristorante.Marisa Cuomo

Un’esperienza a tutto tondo nel mondo di Marisa Cuomo, sperando di incontrare presto Marisa e Andrea per un calice e una chiacchierata in queste meravigliose terre. Marisa Cuomo

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