Tenuta Cavalier Pepe, finalmente in Irpinia con Milena Pepe, Sant’Angelo all’Esca (Avellino)

Tenuta Cavalier Pepe, finalmente in Irpinia per approfondire i vini e la storia di questa azienda e della sua produttrice Milena Pepe

09 Agosto 2025

Tenuta Cavalier PepeDopo diversi anni di conoscenza con Milena Pepe, finalmente ci troviamo in Irpinia, tra le soleggiate colline del Taurasi, per approfondire i vini e la storia di Tenuta Cavalier Pepe, assieme alla sua carismatica produttrice.
Ci troviamo precisamente tra Sant’Angelo all’Esca e Luogosano, dove ha trovato le sue radici l’azienda Tenuta Cavalier Pepe, giunta alla sua seconda generazione, grazie alla sua protagonista Milena Pepe.

Tenuta Cavalier PepeFacendo un tuffo nella storia, scopriamo che la famiglia di Milena è da sempre legata alla terra e alla coltivazione della vigna. Papà Angelo, che purtroppo è mancato nel 2024, è stato l’ottavo di dieci figli nati in terra irpina e ha dedicato la vita sia alla coltivazione delle sue terre sia alla ristorazione, trasferendosi a Bruxelles, in Belgio, dove ha conosciuto la moglie Anne Deloge. Dallo sposalizio è nata Milena, che ha vissuto tra Belgio, Olanda e Francia, studiando prima marketing e management e successivamente viticoltura ed enologia in Borgogna.
L’amore per il mondo del vino ha portato Milena a svolgere alcuni stage tra la Côte du Rhône e Châteauneuf Du Pope, imparando tecniche di conduzione della vigna, legate per lo più alla sostenibilità e al basso impatto dei trattamenti, ma anche la gestione della cantina e delle trasformazioni dell’uva.

Così, nel 2004 il richiamo delle origini irpine ha avuto la meglio, trasferendosi ufficialmente tra le terre natali di papà Angelo, raggruppando le terre di famiglia, dedicate fino al suo arrivo alla conduzione della Tenuta al conferimento delle uve presso cantine terze. Tenuta Cavalier PepeDa quel momento è nata ufficialmente la nuova idea aziendale di Tenuta Cavalier Pepe, abbandonando la strada del conferimento e dedicandosi alla produzione di vini identitari, bandiera di questo territorio.
Oltre al progetto vitivinicolo è stato incluso il ristorante di famiglia La Veduta, a poche centinaia di metri dalla cantina. Un nome che anticipa lo spettacolo che si può toccare con mano dalla sua terrazza panoramica.
Infine, nel 2011 è stata inaugurata la Residenza L’Antica Fattoria, con due appartamenti indipendenti che si affacciano sui vigneti.

Tenuta Cavalier PepeParlando di vigna, oggi troviamo una realtà che conta settanta ettari vitati, i quali si estendono tra i trecentocinquanta e i cinquecento metri sul livello del mare, in un grande corpo che tocca le cittadine irpine di Sant’Angelo all’Esca, Luogosano e Taurasi, da cui prende il nome la DOCG campana.
I vigneti sono posizionati in un’area circondata dagli Appennini campani (tra cui il Monte Vergine, il Monte Toro e il Monte Terminio, noto per la stazione sciistica e per la raccolta dei tartufi), godendo della protezione di queste montagne, ma anche baciati dal sole e accarezzati dalle brezze che soffiano da e fino al mare.
Tenuta Cavalier PepeQuest’area è sicuramente vocata per la coltivazione della vigna, ma anche per i numerosi uliveti, di cui l’azienda ne possiede quindici ettari e per la frutta in generale, ricordando che a Luogosano è presente una delle sedi principali di una famosa azienda di confetture e succhi.
Anche se tutte le terre sono state racchiuse sotto il nome di Tenuta Cavalier Pepe, ognuna mantiene la sua identità e “nome di battesimo” originario, sottolineano un profondo legame tra la famiglia Pepe. Di queste ricordiamo la vigna di fronte alla cantina, Vigna Santavara, ma anche la Vigna di Zio Gennaro, Zio Fiore, la Carazita, Piergolo, Pesano e Brussineta.

Un’altra fortuna di quest’area è quella di avere inverni e primavere piovose, così da creare una riserva d’acqua per le estati calde e siccitose, grazie anche ai due fiumi Calore e Sabato che scorrono a poche decine di metri dalle vigne.

I terreni su cui affondano le radici le vigne sono di matrice vulcanica, con una forte presenza di argilla e calcare. Tenuta Cavalier Pepe promuove un lavoro di lotta integrata, studiato in base all’ecosistema in cui si trova, limitando trattamenti e concimazioni, grazie anche all’aiuto di centraline meteo. Negli anni sono state ottenute le certificazioni SQNPI e EQUALITAS.
Non si è voluto intraprendere la conversione al biologico, ritenendo che questa sia sicuramente una pratica molto efficace in alcuni territori dove la natura permette di ridurre i trattamenti ed effettuarli esclusivamente di copertura, non essendo il caso di questa zona dell’Irpinia, decisamente umida, principalmente nelle prime ore del mattino e, come anticipato, caratterizzata da primavere piovose.

Tenuta Cavalier PepeFin dagli inizi, si è investito sulle varietà autoctone, tra cui Fiano, Falanghina, Coda di Volpe, Greco e Aglianico, convertendo anche vecchi vigneti, sovrainnestandoli come nel caso della vigna di fronte alla cantina, un tempo di Merlot oggi di Falanghina.

Tenuta Cavalier PepeDopo un focus sui vigneti, con tanto di esplorazione di una parte dell’area più vicina al corpo principale dell’azienda, non poteva mancare uno sguardo alla cantina. Qui troviamo un ambiente molto tecnico caratterizzato da una grande quantità di vasche in acciaio ed alcune autoclavi dedicate ai vini spumanti.
Tenuta Cavalier PepeIn un’altra area è stata ricavata la bottaia, dove sono presenti legni di diverso formato, tra cui tonneau, barrique, botti grandi. Non solo legno, ma anche anfore di terracotta e alcune vecchie vasche in cemento, impiegate entrambe per gli affinamenti di alcuni vini.
Le fermentazioni sono innescate da lieviti selezionati e tutti i processi sono svolti in assenza di ossigeno, ma con il prezioso aiuto dell’azoto. Per quanto riguarda la solforosa, viene aggiunta “come il prezzemolo”, in dosi molto basse.

Tenuta Cavalier PepeIn un ecosistema composto da clima, suolo e apporto umano, lo scopo di Tenuta Cavalier Pepe è quello di produrre vini verticali, tesi, persistenti e con un’identità estremamente territoriale.

La produzione si attesta sulle quattrocentomila bottiglie per anno, che si dividono in venti etichette tra cui il Taurasi Riserva DOCGLa Loggia del Cavaliere”, a base Aglianico 100% che affina per ventiquattro mesi tra botte grande e barrique, altri due anni in cemento e almeno diciotto mesi in bottiglia; il Taurasi DOCGOpera Mia”, il primo vino opera di Milena, 100% Aglianico, con affinamento in barrique di dodici mesi, due anni in cemento e almeno dodici mesi in bottiglia; l’Irpinia Campi Taurasini DOC Appio”, sempre Aglianico 100% con un affinamento di ventiquattro mesi tra anfora e una piccola parte in barrique e altri due anni di bottiglia; Irpinia Campi Taurasini DOCSanto Stefano”, 100% Aglianico con affinamento di dodici mesi in barrique, ventiquattro mesi in cemento e almeno sei mesi di bottiglia; “Terra del VaroIrpinia Aglianico DOC, 85% Aglianico e 15% Merlot, che affina tra legno ed acciaio il giusto periodo per poi essere commercializzato dopo sei mesi di bottiglia; Irpinia Rosso DOCSanserino”, blend di 70% Aglianico e 30% Sangiovese, affinato per sedici mesi in cemento e almeno quattro mesi in bottiglia. Tenuta Cavalier PepeIl mondo dei bianchi vede come protagonista “Brancato”, Fiano di Avellino Riserva DOCG e “Grancare”, Greco di Tufo Riserva DOCG, i quali affinano tra acciaio e legno e maturano sei mesi in bottiglia; “Vigna Santa Vara”, Irpinia Falanghina DOC, con fermentazione e affinamento in botte grande e bottiglia; “Refiano”, Fiano di Avellino DOCG; “Nestor”, Greco di Tufo DOCG; “Lila”, Irpinia Falanghina DOC; “Bianco di Bellona”, Irpinia Coda di Volpe DOC, tutti vini che fermentano ed affinano in acciaio e rappresentano i varietali tipici della zona, con più beva ed immediatezza. Troviamo anche un 100% Aglianico Irpinia Rosato DOCVela Vento Vulcano” e “Chicco d’Oro”, 100% Fiano ottenuto da uve passite frutto di una vendemmia tardiva e appassimento in graticci. Dalle pendici del Vesuvio si ottengono tre ulteriori vini: Vesuvio Rosso DOC a base Piedirosso; Vesuvio Rosato DOC sempre dallo stesso vitigno in purezza e Vesuvio Bianco DOC 100% Coda di Volpe.
Tre come gli Spumanti: “Oro Classico”, Metodo Classico Irpinia Bianco DOC Pas Dosè con uve Fiano, Falanghina e Coda di Volpe; “Oro Spumante”, Charmat ottenuto da Fiano, Falanghina e Coda di Volpe; “Or’osè”, un secondo Charmat con uve Aglianico.
Dal 2004 è stato anche introdotto un nuovo vino a base Aglianico, Merlot e Sangiovese, “Rossochiaro”, che si consiglia di bere ad una temperatura più fresca, essendo concepito per essere un prodotto più immediato e di beva.

In attesa di toccare con mano la fine dei lavori per la creazione della nuova sala degustazioni panoramica al piano superiore dell’attuale shop e area di accoglienza, ci accomodiamo all’interno di una delle sale degustazioni, per assaggiare alcuni dei vini Tenuta Cavalier Pepe.
Tenuta Cavalier PepeCominciamo con il Coda di VolpeBianco di Bellona” 2024, che si presenta con sentori freschi, agrumati, di pompelmo, ma anche albicocca, erbe aromatiche e uno spunto di mandorla amara che si ritrova al palato, dove entra dritto, abbastanza sapido e minerale, con una discreta acidità e buona persistenza.

Tenuta Cavalier PepePassiamo al FianoRefiano” 2024, che sprigiona le sue caratteristiche tenui e delicate, con note floreali di tiglio, gelsomino, pesca bianca, per un sorso teso che mantiene la sua delicatezza e beva, elegante e sapido, con un tocco minerale e una discreta persistenza. Sicuramente un vino ancora nel pieno della sua gioventù, che può esprimere negli anni le sue caratteristiche migliori.

Tenuta Cavalier PepeIl terzo bianco è il Greco di TufoNestor” 2024 che si presenta con un profilo aromatico più importante, con note di litchi, ananas, banana, zagara, per un sorso dritto, verticale, con una buona acidità, discreta sapidità e mineralità e buona persistenza.

Tenuta Cavalier PepePassando ai rossi sorseggiamo l’AglianicoTerra del Varo” 2020, il quale regala note di frutti rossi, principalmente ciliegia, fragolone, per poi passare alla violetta e un sottofondo balsamico, di pepe, chiodi di garofano, polvere da sparo e un tocco fumè, pur non avendo visto il legno. Al palato entra pieno, ma con un’ottima freschezza, buona spalla acida, mineralità e discreta sapidità, con un tannino delicato e buona persistenza.

Tenuta Cavalier PepeConcludiamo con l’opera di Milena, “Opera Mia” che viene commercializzato nella sua annata 2017 e si presenta al naso con sentori più marcati, di frutta molto matura, confettura, un tocco di sanguinella, un inizio di sottobosco, note balsamiche, pepe, tabacco dolce e liquirizia fresca. In bocca regala un ottimo corpo, ben bilanciato da spalla acida, buona mineralità e sapidità, tannino delicato e buona lunghezza.

Tenuta Cavalier PepeUn incontro che possiamo definire “in fermento”, per la preparazione della serata di Calici di Stelle, organizzata da Milena e la sua squadra. Ma prima di cominciare questa nottata di festa, maglietta numero 399 per Milena.

Tenuta Cavalier PepeLa serata di gala si è svolta al ristorante “La Veduta”, con un aperitivo di ottimi finger food, un iconico menù a base di pesce, il tutto accompagnato da un gruppo jazz, l’annuale quiz a squadre (dove abbiamo vinto una magnum di Taurasi), banchetti con dolci sfiziosi e la fumata lenta assieme al Club degli Amici del Toscano. Tenuta Cavalier Pepe

Torna in alto