Azienda Agricola La Torre – Mocasina, Valtenesi (Brescia)

Toccata e Fuga nell’Azienda Agricola La Torre

11 Ottobre 2020 

Azienda Agricola La Torre In ritardo sulla tabella di marcia raggiungo con il compagno d’avventure Oscar l’Azienda Agricola La Torre in località Mocasina. Ad accoglierci è Lorenzo che assieme al padre enologo porta avanti l’azienda dal punto di vista commerciale e comunicativo.

La storia di questa azienda risale al bisnonno di Lorenzo prima, che acquisisce la proprietà del 1500 da un nobile indebitato e contento di liberarsene e poi al nonno dottore in scienze agrarie.
Il nome è riconducibile ad una vecchia torre medioevale che fu presente nella tenuta fino alla seconda guerra mondiale, anno in cui è stata bombardata.
Nell’85 la palla passa al padre Attilio, enotecnico che ha dato l’identità che troviamo oggi all’Azienda Agricola La Torre, arrivando a produrre circa 25/30mila bottiglie all’anno.
I terreni, ad una decina di chilometri dal Lago di Garda, sono i più caratteristici con rocce moreniche, calcare e ciottoli.

Azienda Agricola La Torre

Ci troviamo subito davanti ai tre vini più rappresentativi di questa realtà:
un Riesling al 90% con un 10% di Incrocio Manzoni che nel nostro assaggio di un 2018, oltre ai fiori bianchi, le piante aromatiche e la frutta, inizia a tirar fuori i sentori di idrocarburo pur rimanendo fresco e fragrante, con una buona mineralità e quasi morbidezza in bocca.
Da sempre un’attenzione particolare al Groppello che assaggiamo prima nel rosato al 60% in uvaggio con un 20% di Marzemino, 10% di Sangiovese e 10% di Barbera e poi vinificato in rosso.
Il primo, che si è fatto distinguere negli assaggi della sera precedente, è il cosiddetto “vino di una notte” per la veloce macerazione con le bucce. Emblema del territorio si presenta come un vino fresco, delicato con sentori floreali e di piccola frutta rossa, immancabili mineralità e sapidità.
Il terzo vino, Groppello di varietà Mocasina, in cui l’azienda ha sempre creduto (affidandogli anche un nome rappresentativo: “Radici”) affina in acciaio e cemento. Nell’assaggio del 2017 troviamo un’ottima evoluzione ed oltre alla frutta rossa emerge una piacevole spezia e pepatura.

Azienda Agricola La Torre

Anche se la giornata ha avuto un’ottima affluenza di persone pur in un’annata poco fortunata, Attilio trova il tempo per accompagnarci nella parte sottostante della cantina dove riposano le bottiglie di metodo classico sulle pupitre, circa 2000 di Chiaretto e 8000 di Blanc de Blanc (100% Chardonnay).

Prima di lasciare l’azienda riusciamo ad assaggiare anche il Metodo Classico di Chardonnay, un’extra brut che prende il nome di Fibonacci, il matematico della successione Aurea.
Una bolla secca, con carattere che affina minimo 24 mesi sui lieviti.

Azienda Agricola La Torre

Lorenzo ci racconta che il padre Attilio è stato uno dei primi a credere alla tecnica dell’appassimento (i grappoli appassiscono in pianta fino ad inizio novembre) del Marzemino in Valtenesi così da far nascere il “Torrione”.
Completiamo gli assaggio con la bottiglia 295 su 3200 del 2013 (70% Marzemino, 20% Rebo e 10% Groppello), un vino di estremo corpo ed alcolicità, con profumi intensi dalla vaniglia, alla cannella, al cacao, tabacco, frutta sotto spirito. Ingresso in bocca dolciastro che si chiude in un finale amaro, per amanti del genere.

Lasciamo l’Azienda Agricola La Torre per dirigerci alla terza tappa della giornata.

Grazie di tutto, tornerò con più calma!

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