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lunedì, 23 maggio, 2022

Cantine Pietta – Muscoline, Valtènesi (Brescia)

Verticale di Riesling e non solo da Cantine Pietta

11 Ottobre 2020

Durante la cena della sera prima mi è giunta all’orecchio la frase “verticale di riesling” e ho chiesto la possibilità di intrufolarmi nel gruppo (formato da @mimmiwinelover, @fatamorgana, @ma_lafra e il secondo infiltrato @oscarpesavento) che vi avrebbe partecipato.

L’organizzatore del weekend in Valtenesi Juri mi conferma la possibilità e alle 10:00 della piovosa domenica inizia l’avventura in Cantine Pietta con il titolare Stefano Pietta.

Cantine Pietta

All’arrivo in azienda resto inebriato dal profumo dello spiedo tipico bresciano che sta cucinando ormai già da qualche ora, a corredo dell’iniziativa che si svolge in quei giorni “Profumo di Mosto“, nella quale le cantine sono aperte e visitabili su prenotazione.

Uno sguardo alla cantina dove troviamo una serie di vasche in vetroresina ed alcune in acciaio oltre alle pupitre dove riposano varie bottiglie di metodo classico e Stefano coglie l’occasione per raccontarci che sta investendo sulla produzione di vini naturali rifermentati in bottiglia.

Cantine PiettaLa nostra sete (di sapere) e passione per il genere ci porta a convincerlo a mettere in fresca una delle ultime bottiglie superstiti dell’annata precedente.

L’azienda produce circa ventimila bottiglie all’anno negli appezzamenti di proprietà per un totale di sette ettari.
I terreni a 300 metri sul livello del mare sono diversificati: caratterizzati da sabbia e sassi piuttosto che sabbia e argilla, prevalentemente argilla, morenici calcarei.
Il clima è ventilato e l’escursione termica (tra i dieci e i quindici gradi tra giorno e notte) favorisce la qualità nella produzione delle uve e la sanità nel vigneto.

Cantine Pietta

Ci sediamo nella tavolata preparata per la degustazione e subito ci viene portato un piatto con salumi e formaggi tipici, prodotti a pochi chilometri dalla cantina e cominciamo il nostro tour di Riesling.
Partenza con il 2019, molto fresco, minerale e sapido (caratteristiche comuni nei vini di questo territorio) con sentori di fiori bianchi e agrumi. Il nome che è stato scelto da Stefano per questa bottiglia è “Rismen” dal dialetto in cui in quella zona chiamano il Riesling.

In realtà Cantine Pietta al 90% di Riesling aggiunge un 10% di Incrocio Manzoni.

Cantine Pietta

Passiamo ad un 2018 dove il frutto inizia a maturare e poi al 2017 nel quale emerge l’idrocarburo che ci si aspetta di trovare in un vino di questo genere tirando fuori la parte mielosa e di zafferano (l’annata che secondo me centra al meglio il mio gusto)
Finiamo con il 2016 ancora perfettamente in forma, ma leggermente sotto tono nei profumi, forse dipendentemente dall’annata, e una chiusura tendente all’amaro.

Un ospite speciale che si intrufola alla fine della verticale, Chardonnay 2009! Un vino ancora fresco minerale e sapido affinato solo in acciaio che esprime dei sentori di frutta tropicale, miele, pesca.

Cantine Pietta

Cantine Pietta

La vera conclusione degli assaggi è con il rifermentato in bottiglia “Piett One” (un Pietta Big Size, che identifica a pieno il titolare) fatto mettere in frigo poco prima, a base di Groppello al 50%, Barbera 25% e Sangiovese 25%, tirato a secco e senza l’aggiunta di lieviti selezionati e solforosa. “Quello che esce, esce”, ci dice Stefano ed è uscito un prodotto molto interessante, equilibrato nel suo genere, con un’ottima acidità e complessità, forse una bolla leggermente grossolana.

Da mettere in evidenza anche il Chiaretto assaggiato la sera prima che si è dimostrato essere uno di quelli che ho preferito, prodotto con le stesse uve in percentuali simili (40% Groppello, 30% Barbera, 30% Sangiovese nella sua annata 2019).

In ritardo di un’ora e mezza ci stacchiamo dal gineceo e con il compagno del gruppo originario Oscar ci dirigiamo verso l’Azienda Agricola La Torre.

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