Bacaro Tour (di coppia), tradizioni veneziane con vini di diversa provenienza
17 Ottobre 2020
Pur vivendoci a mezz’ora di strada circa, dopo quasi un anno che non bazzico per Venezia, decidiamo di goderci la giornata di sole tra calli e ponti della vicina isola.
Una veloce bozza di alcune tappe consigliatemi da un’amica amante del vino e ci si mette in cammino (macchina e tram) per raggiungere il nostro capoluogo veneto per un tradizionale Bacaro Tour e non solo.

La fortuna vuole che ci sia l’acqua alta, che però ha già raggiunto il suo picco massimo e sta pian piano calando così, attraversato il rinnegato ponte di Calatrava, ci dirigiamo verso la zona di Canareggio tramite la “Strada Nova”.
Prima tappa al “Mezzopieno” con due calici di “Era“, un rifermentato in bottiglia da uve glera dell’azienda di Valdobbiadene Renzo Rebuli. Il locale si trova nel sestriere di Canareggio, uno dei sei “quartieri” di Venezia e al di la del ponte si può trovare lo storico ghetto ebraico.
Proseguendo per la calle e costeggiando il canale si arriva al “Vino Vero“, un locale dove è possibile trovare una vasta gamma di vini macerati, biodinamici, biologici, rifermentati (ma non solo) e una ricca selezione di cicchetti. Optiamo per un frizzante rifermentato in bottiglia Grapariol Colfondo dell’azienda Terre Grosse di Zenson di Piave e un 50% Pignoletto e 50% Malvasia sui lieviti dell’azienda in provincia di Bologna “Orsi, Vigneto San Vito“.

Tra una chiacchiera e l’altra con la gentile Stella, decidiamo di assaggiare anche il “Pinky Promise” di un’azienda che mi ha molto incuriosito nei social “Yeasteria“. Il progetto di una coppia di ragazzi che ha iniziato a vinificare alcune uve in Veneto ed ora anche in Sicilia.
Il Pinky Promise è un blend di Pinot Nero, Cabernet, Merlot, Barbera, Trebbiano che rifermenta in bottiglia sui propri lieviti.
Ci dirigiamo poi verso Rialto per fare una tappa al Fondaco dei Tedeschi (nel Sestriere di San Marco), ex Direzionale delle Poste e Telegrafi oggi sede di prestigiosi negozi di lusso. All’ultimo piano si può scorgere una vista incredibile su Venezia (è necessario prenotare).
In direzione San Marco per un prosecco allo storico Caffè Florian che nel 2020 ha compiuto i suoi primi 300 anni. Il locale fu fondato nel 1720 da Floriano Francesconi.
Qui un prosecco per recuperare le energie e fare due chiacchiere con alcuni ex-colleghi miei e di mio padre, ex barman storico del Florian.
Etichetta del prosecco dedicata proprio al compleanno del locale!
Entrando in una calletta nei pressi di Riva degli Schiavoni, si raggiunge Campo San Provolo dove si trova il “Bacaro Risorto“, nel sestriere di Castello. Addentando delle polpette di carne sorseggiamo una Garganega veronese “Tasi” di Tenuta Le Cave e un Valpolicella vinificato in bianco “Timido” dell’azienda Corte Bravi (Corvinone, Corvina, Rondinella).
Proseguendo verso il centro dell’isola, si può arrivare alla Libreria Acqua Alta, una suggestiva libreria con migliaia di libri storici e non, unica nel suo genere.
Piccola pausa in un luogo a me caro, dove ho lavorato tra stagioni ed extra per circa 6 anni, l’Hotel Danieli, che sta purtroppo vivendo un momento storico difficile come molti nel settore dell’hotellerie. Ci gustiamo un caffè nella terrazza panoramica, una delle più belle viste che si estende da Punta della dogana e oltre a Sant’Elena e Lido, affacciandosi sulle isole di San Giorgio e della Giudecca.
Nella strada del ritorno, verso gli ultimi due bacari del nostro Bacaro Tour una sosta alla Chiesa di San Pantalon dove si può ammirare il dipinto su tela più grande del mondo che ricopre tutto il soffitto della chiesa, raffigurante il martirio e l’ascesa del santo (unica seccatura, bisogna pagare affinchè si possa ammirare illuminato, ma ne vale la pena).
Malvasia slovena e Vitoska all’Adriatico Mar (un locale che si trova nei pressi della Scuola Grande di San
Rocco poco dopo la Basilica dei Frari – sestriere Dorsoduro al confine con San Polo), rispettivamente delle aziende Nando e Nicolini.
Se si è fortunati e si trova spazio nella piccola terrazzetta esterna, si può godere del pieno relax in clima veneziano con le imbarcazioni che passano lente e le persone che attraversano il vicino ponte di legno.

Tappa finale da “Estro” a circa cinquanta metri dal precedente per due malvasie, una dei colli piacentini di Lusenti chiamata “Bianca Regina” e l’altra istriana dell’azienda Gambaletto.

Una curiosità: la Malvasia è da secoli legata alla città di Venezia e si parla di scritti che ne documentano il commercio risalenti al tredicesimo secolo; se si alza la testa, non è raro trovare ponti e/o calli che portano il nome di quest’uva.
Quando sarà il prossimo Bacaro Tour?












