Martarosa, prima tappa in Molise con Michele Travaglini, Nuova Cliternia (Campobasso)

Martarosa, dopo diversi anni di conoscenza, finalmente in Molise per approfondire l’azienda di Michele e Pierluigi Travaglini

08 Agosto 2025

Tenute MartarosaDopo diversi anni di conoscenza con Michele, finalmente siamo di passaggio in Molise, per scoprire la sua azienda, Martarosa.
Sveglia all’alba direzione centro Italia, con una prima tappa sulla costa molisana così da toccare con mano la cittadina di Termoli e il suo borgo medioevale, dove svetta il Castello Svevo, la Cattedrale ma anche il lungomare e il vicolo più stretto d’Europa denominato “A Rejecelle”.
A pochi chilometri nell’entroterra di Termoli si trova Martarosa e, assieme a Michele, ne scopriamo la sua evoluzione fino ai giorni nostri.

Tenute MartarosaLe origini dell’azienda si possono ricondurre ad un blend tra i nonni paterni Antonio e Rosa Travaglini e i nonni materni Michele e Maria. I primi, di origine abruzzese, si sono trasferiti in queste terre portando il loro know how sulle varietà tipiche della propria Regione, tra cui Trebbiano e Montepulciano; mentre i secondi, molisani DOC, sono immigrati in Francia per lavoro nel dopoguerra, sperimentando il mestiere di vigna e cantina in Alsazia.
Entrambi i rami famigliari hanno fatto sì che i genitori di Michele, Antonietta e Pasquale, ereditassero alcuni vigneti e si occupassero di viticoltura, senza mai imbottigliare il frutto delle proprie coltivazioni, ma conferendo le uve, soprattutto di Trebbiano e Montepulciano alla vicina Cantina Cooperativa di Cliternia, di cui sono stati soci fondatori.

Il nuovo volto di questa realtà è stato dato in prima battuta da Michele, il quale, dopo essersi laureato in economia e marketing a Bologna ha capito che la sua strada era quella della vigna e della campagna, ritornando così nel 2014 tra terre natali con un progetto in testa.
Dopo aver contattato Luca Marini, che in quell’anno era stato coronato miglior sommelier del mondo, per creare assieme a lui una selezione di cinque etichette, i due individuarono i vini più venduti nel mondo, al fine di creare una prima commerciale che si occupasse di export. I vini venivano prodotti in prima battuta da cantine terze, ma il percorso di vinificazione era seguito direttamente, fino all’imbottigliamento e alla gestione del brand. Nel solo 2014 si è partecipato ad addirittura ventitré fiere di settore in tutto il mondo, per la promozione e vendita della linea di prodotti che si era creata.
Un progetto che stava cominciando nel migliore dei modi, tranne che per un mancato pagamento di un cliente americano che ne frenò in maniera importante il suo decollo.

Così, nel 2016 Michele è stato costretto a rivalutare la sua attività e ridefinire un percorso per il futuro, con la fortuna di avere le vigne di famiglia e potersi concentrare sulla promozione del suo territorio. In una prima fase ci si è concentrati sulla gestione della campagna e la comprensione delle varietà su cui si voleva puntare. Assieme al fratello Pierluigi e al consulente enologo Alessio, sono iniziate le prime vinificazioni in una cantina terza, a pochi passi dai principali vigneti, fino a creare, il secondo anno di produzione un proprio spazio, nato da una rimessa attrezzi, ristrutturata e adibita a cantina e punto di vendita e degustazione.

Oggi siamo all’ottava vendemmia di Martarosa, che ha preso il suo nome dalle figlie, Marta e Rosa, di una signora che un tempo possedeva circa mille ettari vitati nell’area centrale dove sorge l’azienda. Un pezzo di storia del Molise e di quel territorio, narrata e tramandata in diverse occasioni dallo zio Carmine.

Tenute MartarosaCome anticipato la vera svolta è stata quella di ripensare alle varietà da vinificare e proporre sul mercato, investendo per lo più sulla Tintilia sia a corpo, sovrainnestando le vecchie piante di Montepulciano, sia con l’acquisto di nuovi appezzamenti. Questa varietà è la più tipica e forse conosciuta del Molise e per rientrare nella DOC deve essere allevata almeno a duecento metri sul livello del mare. Tenute MartarosaLa scelta di Martarosa è stata comunque quella di piantarla anche nel corpo più storico e principale per poterne approfondire la sua espressione in quest’area.
A corpo il terreno è prettamente a medio impasto, con un mix di argilla, sabbie e calcare e i vigneti si dividono in tre aree principali. Negli anni si sono acquistati altri vigneti che si spingono fino ai quaranta chilometri dalla cantina; di cui quattro ettari di Tintilia nel comune di Montelongo, a cinquecento metri sul mare dove troviamo un terreno argilloso e un microclima fresco e favorevole anche nei mesi estivi. Un altro ettaro si trova vicino al Lago di Guardialfiera, a seicentocinquanta metri sul mare in un terreno più pesante ma sempre di matrice argillosa con un impatto molto favorevole grazie al vicino lago. Infine, un altro ettaro, questa volta in affitto, a Larino, dove il terreno è prettamente calcareo, con un’altitudine rispetto al mare di trecentocinquanta metri.

Oltre a questa varietà si è investito nella rivalutazione del Fiano, di influenza campana e in un nuovo progetto legato al Moscato Bianco.

Tenute MartarosaCome anticipato, oggi siamo giunti all’ottava vendemmia e gli ettari totali sono ventiquattro, di cui dieci di Tintilia. Il progetto che oggi Tenute Martarosa sta portando avanti è un legato alla sperimentazione e valorizzazione dei territori. Diversi sono, infatti, i vigneti a Tintilia coltivati in più aree del Molise allo scopo di studiare e sperimentare il vitigno coltivandolo su diversi suoli e diverse altitudini. Questo progetto di valorizzazione porterà, nei prossimi anni, a dei cru aziendali, ovvero vini da vigna, che saranno l’espressione dei vari territori dove Tenute Martarosa conduce i suoi vigneti. Vinificare questa varietà in maniera separata ha infatti mostrato che il vitigno si adatta e si esprime ai vari territori in maniera diversa, mostrando una differente e interessante ricchezza espressiva. La passione per questo vitigno è uno dei motori fondamentali di Martarosa che continua ad investire su diversi territori con l’idea e lo scopo di valorizzare ogni Cru singolarmente e dare un volto alle sue diverse sfaccettature.

Tenute MartarosaLa filosofia di lavoro in vigna di Martarosa è quella di essere meno interventisti possibile, convertendo l’azienda al biologico, in vista di ottenere la certificazione nel 2026. I trattamenti sono a base di rame e zolfo, adottando il sovescio se necessario e supportando il terreno con solo letame di pecora. L’erba viene regolata solo meccanicamente oppure a mano, se in aree troppo impervie o vicine alla pianta. Lo scopo ultimo è quello di far star bene ogni vigna, per portare a casa uva sana, con buccia resistente e i suoi aromi primari. Vengono eseguite periodicamente delle analisi sui terreni, oltre ad avere un’attenzione maniacale alle condizioni meteo e soprattutto all’umidità, al fine di regolare i trattamenti nel miglior modo possibile.
In queste terre è consentita un’irrigazione di supporto, pratica che viene vista come utile alleata rispetto al caldo che comincia a presentarsi, aiutando così a mantenere una naturale freschezza.
Un’altra pratica che viene effettuata prima della vendemmia è il diradamento (fino al 30-40%), essendo quasi tutte le varietà allevate molto generose, così da concentrare la qualità dei grappoli da portare in cantina per la loro trasformazione.

Tenute MartarosaLa produzione annua di Martarosa si attesta attorno alle centomila bottiglie, divise in nove etichette di cui: due vini bianchi IGP a base Fiano e Trebbiano, un Vino Rosso di Montepulciano, ottenuto da vecchie vigne a tendone di circa sessantasette anni; un Fiano DOC; Moscato Secco DOC per poi passare alle espressioni di Tintilia, in versione rosato sia secco sia Spumante Metodo Martinotti (entrambi con uve a corpo, fuori dalla DOC); la Tintilia DOC in rosso, la quale affina per circa il 40% in tonneau usate, di secondo, terzo e quarto passaggio. Dal giorno venticinque giugno 2025 si è presentata la Tintilia in versione Metodo Classico, con un affinamento di ventidue mesi sui lieviti. Nel 2019 si è iniziata una produzione di Fiano affinato per il circa 15% della massa in tonneau nuovi, per poi affinare quattro anni e mezzo in bottiglia, proponendolo sul mercato anche in questo caso nel 2025.
Un’altra chicca è la TintiliaVilla Cliternia”, ottenuta con uve coltivate a corpo, in uscita ad ottobre 2025, dopo un affinamento di sette anni tra tonneau, acciaio e tanta bottiglia.
Infine, un altro progetto nato nel 2021 è stato quello del Moscato Secco affinato nelle acque di Portofino, un’unica cesta da cinquecentosettanta bottiglie proposta di anno in anno.

Tenute MartarosaPrima degli assaggi uno sguardo alla cantina, dove a farla da padrone sono le vasche in acciaio oltre ad avere una nicchia riservata alle botti in legno e un grande magazzino dedicato agli affinamenti e allo stoccaggio. Per il prossimo futuro c’è il progetto di rinnovare la cantina, allargando gli spazi, probabilmente sfruttando la vecchia casa di famiglia di nonno Antonio.Tenute Martarosa

Dopo le chiacchiere ci accomodiamo al punto vendita per un assaggio dei vini Martarosa, cominciando con il Rosè Brut 2024 Metodo Martinotti, ottenuto da una pressatura diretta delle uve. Tenute MartarosaUna bollicina dai sentori freschi di fragolina di bosco, melograno, melone, pesca bianca, leggero confetto, per un sorso dritto, dall’ottima sapidità, buona spalla acida, bolla fine e abbastanza persistente.

Tenute MartarosaUn passaggio anche nel mondo dei bianchi con il Fiano 2023, ottenuto da una vinificazione in solo acciaio regalando note di agrume al naso, leggero fieno, un tocco erbaceo, sentori di ananas, una leggera spezia, per un palato sempre sapido, fresco con una discreta spalla acida, tocco amarotico finale e buona persistenza.

Piccola parentesi sulle etichette, che sono state realizzate in collaborazione con una ragazza di Parma, volendo ottenere un tema originale che catturasse l’occhio con una sorta di merletto, avvicinando anche il pubblico femminile ai vini dell’azienda.

Tenute MartarosaÈ la volta della Tintilia, nella sua versione in rosa, annata 2024, che anche in questo caso viene vinificata ed affinata in solo acciaio. Un vino che si esprime con note di piccoli frutti rossi, fragoline di bosco, pesca bianca, melone, agrume, in uno spunto di arancia rossa, ma anche gelsomino, erbe aromatiche, origano. Si mantiene la costante della sapidità, con una buona freschezza, beva, spalla acida, discreta mineralità e persistenza.

Tenute MartarosaUna conclusione in rosso con la Tintilia 2022, che regala note più strutturate, di frutti di bosco, mirtilli, lampone, ribes, ma anche un sottofondo speziato, note fumè, di grafite e un inizio di sottobosco. In bocca entra delicato, con un tannino setoso, di buona beva, freschezza, note sapide e minerali, con un buon corpo, ben equilibrato e una buona persistenza.

Tenute MartarosaUn ringraziamento a Michele e a Martarosa, che, dopo diversi anni, siamo riusciti a visitare ed approfondite. Per lui maglietta numero 397!

La serata si è conclusa con il meraviglioso tramonto sulla cittadina costiera di Termoli e il suo Trabucco di Celestino, oltre ad una cena nel locale di proprietà di Martarosa, “L’Enocentrico”, aperto il 13 agosto 2024 nel centro del paese.Tenute Martarosa

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