In compagnia di Giovanni Chiappini nell’omonima Azienda Agricola Chiappini, parte della storia di Bolgheri
30 Agosto 2020
Se bazzichi la costa della Toscana è necessaria una tappa a Bolgheri con il suo affascinante borgo e le aziende nei dintorni che hanno fatto la storia del vino in Italia e in tutto il Mondo.
Decidiamo di fermarci a fine serata nell’Azienda Agricola Chiappini dove siamo stati accolti dalla giovane Lisa e dal padre fondatore dell’azienda Giovanni, un marchigiano che negli anni ’70 ha acquistato i terreni e costruito passo dopo passo un’azienda icona della Bolgheri più classica.
Ci accomodiamo all’esterno della sala degustazioni con la fortuna di avere Giovanni al nostro tavolo il quale ci racconta che ci troviamo immersi in ventisette ettari di terreni, di cui quindici sono coltivati a vigneto. Si possono notare anche i numerosi alberi di olivo che delineano le vigne, la scelta di Giovanni è fortunatamente stata quella di non estirparli quanto gran parte dei vicini commettevano questo scempio.
Una mentalità che da più di trent’anni porta l’azienda a lavorare nel rispetto del biologico, pur non essendo certificati, senza l’aggiunta di lieviti e nel rispetto dell’ambiente circostante oltre che della vigna. Utilizzo principalmente di poltiglia bordolese contro la peronospora, zolfo contro l’oidio, oltre a combattere la tignola mediante agenti di confusione sessuale.
L’Azienda Agricola Chiappini conta una produzione di circa 80.000 bottiglie annue, dipendente dall’andamento dell’annata.
Iniziamo a degustare il Vermentino vinificato in acciaio, che spicca per freschezza, sapidità e mineralità tipici del vitigno e i profumi di salvia, menta e fiori d’acacia. Il nome di questo vino “Le Grottine“, come per i nomi degli altri vini prodotti dall’azienda, proviene dall’appezzamento di terra dove è piantata l’uva di vermentino con cui viene prodotto.
Ci troviamo in un territorio di origine alluvionale ricco di ferro, parte di sassi, limo ed argilla con un clima ventilato ed un’importante escursione termica tra giorno e notte; tutte caratteristiche che aiutano e sono favorevoli alla produzione di ottimi vini.
Prima di assaggiare i rossi passiamo per un rosato di Syrah “Rusì“, dal nomignolo della madre di Giovanni, anch’esso frutto di solo acciaio. Ottima freschezza e mineralità, con profumi di piccoli frutti rossi e spezie.
Un ingresso sui rossi con “Ferruggini“, metà Sangiovese e in parti uguali Syrah e Cabernet Sauvignon, definito il meno bolgherese da Giovanni, un vino da tutto pasto e di piacevole beva.
Passiamo poi al “Felciaino“, 50% Cabernet Sauvignon, 40% Merlot, 10% Sangiovese, che affina in barriques di rovere francese di terzo/quarto passaggio per un anno.
Un tripudio di gusti e profumi, dall’erbaceo alla ciliegia sotto spirito, spezie, frutta matura che ne preannunciano la capacità di invecchiamento ma lo fanno apprezzare anche nella sua prontezza.

Concludiamo con il Bolgheri Superiore dall’appezzamento “Guado de Gemoli“, da cui prende il nome, 75% Cabernet Sauvignon ed il restante 30 diviso in parti uguali tra Cabernet Franc e Merlot; uve di vigne con più di trent’anni. 22 mesi di barriques metà nuove metà di secondo passaggio per un 2016 che gode già di una piacevole morbidezza, con sentori più terziari dal tabacco alla marasca, vaniglia, spezie, note di liquirizia.
Indubbiamente rappresenta a pieno le caratteristiche della Bolgheri più classica promettendo grandi evoluzioni future, soprattutto nell’ottima annata 2016.
(un vino che ha ottenuto 100 punti da Wine Enthusiast).
L’Azienda Agricola Chiappini produce anche una linea di vini con soli monovitigni dal nome “Lienà“, soprannome storico di famiglia, dove troviamo Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Purtroppo non c’è stata la possibilità di assaggiarli, non essendo in mescita per le degustazioni.
Dopo aver degustato ed apprezzato i vini, Giovanni ci porta nella cantina dove troviamo vasche di acciaio per le fermentazioni e la barricaia con legno di diverso formato.
Una chicca è al piano superiore, dove si rimane a bocca aperta dallo splendido panorama sui vigneti adiacenti e gli ulivi che talvolta spuntano in mezzo ad essi.
L’azienda esporta per il 70% i suoi vini sia nel mercato Europeo sia in altri continenti e spartisce il rimanente 30 tra Ho.Re.Ca. e privati.
Non solo vino ma anche agriturismo con la possibilità di pernottare immersi tra vigne ed ulivi avendo la possibilità di scegliere tra sei camere e sei appartamenti.






