Tra Riesling e Pinot Nero con Luca Bellani, Ca’ di Frara, Mornico Losanna (Pavia)

Con Luca Bellani alla scoperta di Ca’ di Frara, tra bollicine Metodo Classico a base di Pinot Nero, tre interpretazioni di Riesling e quattro Cru di Pinot Nero

11 Febbraio 2023

Ca' di FraraUn venerdì mattina con partenza all’alba da casa per raggiungere Luca nell’azienda Ca’ di Frara, in località Mornico Losanna, in Oltrepò Pavese.

Ci troviamo in una storica azienda, acquistata nel 1905 dal nonno di Luca, Giovanni, il quale era originario di Casteggio, paese nel quale ancora oggi è presente la storica cantina sociale, dove un tempo si conferivano le uve. A dare la svolta a Ca’ di Frara è stato papà Tullio, classe 1940, che, innamorato della viticoltura ha cominciato a vinificare le uve per poi imbottigliare una parte del vino ricavato. Ca' di FraraLa storia racconta che la famiglia di Luca ha abbandonato Casteggio tra le due guerre mondiali, per rifugiarsi nella piccola frazione, dove sorgeva un mulino costruito nel 1864, non atto alla macinazione del grano, bensì del gesso. Ca' di FraraIn questa zona il terreno offre una grande quantità di gesso, che veniva estratto e lavorato per poi essere commercializzato.

Il complesso di case presenti nella frazione Casa Ferrari, prende il nome dai vecchi proprietari il cui cognome era Ferrari, molto diffuso anche nell’Oltrepò Pavese. L’azienda un tempo, per non copiare i già diffusi Ferrari modenesi, o quelli trentini ha deciso di chiamarsi Bellani, dal cognome dalla famiglia di Luca. Ca' di FraraIl primo vino prodotto da Tullio, dopo essere tornato dalla leva militare, è stato il “FrateR”, Vino Fratello, Vino Unico, nome dato poiché il vino per lui era considerato come un fratello. L’etichetta ebbe fin da subito un grande successo accogliendo la critica positiva di personaggi come Veronelli e Brera.

Anche mamma Daniela, conosciuta durante la degustazione, è sempre stata parte attiva dell’azienda, che è stata poi ribattezzata con il nome di Ca’ di Frara, nel dialetto locale del nome Casa Ferrari. Il successo aziendale è avvenuto tra gli anni ottanta e novanta, con i vini frizzanti, e negli stessi anni, precisamente nel 1989 è entrato a far parte dell’azienda anche Luca, fresco di studi in enologia e dopo un’esperienza in una delle più blasonate e, in quegli anni emergente, azienda in Toscana.

Ca' di FraraDopo le sue trentadue vendemmie quest’anno troviamo un’azienda che da otto ettari vitati è passata a quarantasette, con una predominanza di Pinot Nero, che si vinifica sia in rosso sia in metodo classico, e di Riesling Renano. Il Pinot Nero c’è sempre stato ma nell’ultimo decennio si è voluta fare una riclassificazione, definendo quattro comuni con quattro caratteristiche diverse, dai quali si ottengono quattro etichette tra loro differenti.

Nella zona di Mornico, dietro all’azienda, si trova un terreno sabbioso, con una vigna esposta a nord, in una collina molto stretta che “guarda” Milano, a duecento dieci metri sul livello del mare. Scendendo verso Losana si trova un secondo vigneto che nella sua parte più alta presenta una buona quantità di sabbia, mentre scendendo verso valle a farla da padrone è il gesso. Nella zona di Oliva, dove sono piantate tutte le varietà a bacca bianca, oltre che il terzo Cru di Pinot Neso, è proprio il gesso che predomina, in un’area che si presenta più fredda e ventilata rispetto alle prime due. A Casteggio viene, invece, prodotto il Pinot Nero “base”, su terreni argillosi.

Ca' di FraraLa raccolta avviene in cassetta e le uve vengono fatte raffreddare, per poi essere diraspate e pre-macerate a freddo, al fine di estrarre il giusto colore. Una macerazione in vasche troncoconiche di acciaio che si può definire maniacale, poiché, ormai da qualche anno, ogni vasca è dedicata ad un Cru, ma anche ogni pompa e strumento di cantina non viene utilizzato se non per la lavorazione del vino di una singola zona. Da circa cinque anni per la fermentazione si utilizza un pied de cuve. Ca' di FraraPer quanto riguarda l’affinamento il vino rimane tra i sedici e i diciotto mesi in barrique di primo, secondo o terzo passaggio (tranne per quello prodotto dalle vigne di Casteggio), anche in questo caso utilizzate di anno in anno per i singoli Cru. La produzione è in crescita e il potenziale è molto più elevato delle sette/otto mila bottiglie attuali per etichetta, ma si vuole aumentare gradualmente, facendo capire al mercato le diverse caratteristiche di ogni appezzamento e le influenze dei rispettivi terroir.

Oltre al grande lavoro di zonazione sul Pinot Nero, Ca’ di Frara produce anche tre diversi Riesling: Oliva, dalle vigne più giovani, un secondo vino, chiamato semplicemente Riesling e una selezione delle uve migliori del vigneto Oliva, per produrre un vino chiamato “Vita”, “perché ci si mette una vita a farlo”.

Ca' di FraraLa restante parte di vigna è dedicata a varietà quali l’autoctona Croatina e la Barbera, che un tempo, assieme a Uva Rara e Vespolina andavano a comporre il blend del “Frater”, oggi diventato una Croatina al 100% che viene appassita. Un cambio di paradigma che rimarca il fatto che c’è stato un distacco tra quella che era la tradizione e la diversa filosofia portata dall’ingresso in azienda di Luca, il quale da circa venticinque anni ha reinterpretato il patrimonio viticolo e dei processi di cantina di Ca’ di Frara.

La conduzione dei vigneti è legata al disciplinare BIO, “facciamo poco o niente, così risparmiamo anche; ma a parte le battute, è necessario valutare di anno in anno quello che necessita la vigna. Talvolta biologico o biodinamico sono diventati uno strumento di vendita, ma approfondendone le caratteristiche, in alcune parti d’Italia, lavorando con questi parametri, non si arriverebbe nemmeno alla vendemmia”.

La terra non viene lavorata da almeno vent’anni e fortunatamente è già ricca di sostanze, che consentono un buon equilibrio e anche in annate siccitose non permettono alle vigne di soffrire di stress idrico.

La media di bottiglie prodotte a marchio Ca’ di Frara è di circa duecentoventi mila per anno, di cui almeno centomila sono di Metodo Classico. Uno spin-off aziendale è anche la produzione di una linea di bollicine, millesimate, Metodo Classico, che riposano sessanta o centoventi mesi sui lieviti ed escono con il nome di Luca Bellani.

Ca' di FraraPer capire al meglio la mentalità di Luca nella produzione delle sue bolle la cosa migliore è passare agli assaggi, partendo dal suo “T4Brut Nature, con un vino base del 2014 a cui sono aggiunti vini riserva, circa un 30%, che riposano in acciaio, in questo caso delle annate 2013, 2012 e 2011. Il nome richiama il quarto tiraggio che viene fatto e le uve sono 100% Pinot Nero.

Un vino dai sentori freschi al naso, con fiori bianchi, glicine, note mentolate, leggera frutta secca, spunti gessosi e una nota di liquirizia. Dritto al palato, con buona spalla acida, verticale, buona mineralità, discreta persistenza e bolla fine.

Ca' di FraraDopo una prima bolla passiamo ad “Apnea”, un vino della linea “T“, con uve Pinot Nero vendemmia principalmente del 2017, che viene affinato nelle acque del Lago di Como a quattordici metri di profondità. Un giorno, durante il “periodo covid” Luca stava trattando l’argomento del potenziale surplus di vini e di “dove stoccare tutte quelle bottiglie di vino”. Dalla battuta di un amico di “buttarle nel lago” è nato il progetto “Apnea”, facendo affinare per diciotto mesi le prime novecento bottiglie di “T” sospese nelle acque che hanno permesso di mantenere i lieviti in sospensione per tutto il periodo di riposo. Un ulteriore affinamento in cantina per ventiquattro mesi, per un vino dai sentori leggermente più tondi del primo, ma ancora fresco, pur essendo sboccato da più mesi, per un palato meno verticale, con un’acidità che si mantiene buona, minor persistenza e bolla fine.

Ad oggi è in corso anche un progetto di affinamento totale nel Lago, che porterà ad un diretto tiraggio, senza ulteriore riposo in cantina.

Le bollicine dell’azienda Ca’ di Frara di norma non vengono dosate, tranne nel caso del Brut in cui si usa una minima percentuale di vini base di vecchie annate.

Ca' di FraraDopo le bolle passiamo ai Riesling, 100% di varietà Renana, tutti frutto della vendemmia 2021 e di un affinamento che prevede il solo acciaio. Il primo assaggio è di “Oliva”, dove, oltre alle note di frutta gialla ed agrume, appaiono già sentori evoluti, di idrocarburo, per un palato verticale, buona acidità, mineralità, non troppa persistenza e un moderato residuo zuccherino.

Ca' di FraraIl secondo Riesling è più giovane al naso, emerge maggiormente la parte fruttata e floreale, senza alcuna nota di evoluzione sentita nel precedente. I grammi/zucchero sono dieci, che fanno capolino in bocca, anche se vengono ben bilanciati dalla spalla acida; vino più “grasso”, corposo, tondo e persistente, con una leggera carbonica, che andrà sicuramente a trovare nel tempo il suo equilibrio.

Vita” è il terzo Renano assaggiato, da una selezione del vigneto “Oliva”, dove si sente una maggior concentrazione sia al naso sia al palato. Emerge, inoltre, un residuo zuccherino maggiore in bocca che viene abbastanza bilanciato dall’acidità; anche in questo caso il tempo sarà un ottimo alleato per giovare al meglio di questo vino.

Ca' di FraraCome ultimo assaggio non poteva mancare un confronto tra i Pinot Nero dei diversi territori:

Mornico”, che viene definito come “il più bianco di tutti”, il più fine e delicato al naso, dai sentori di piccoli frutti rossi, sanguinella, leggero rabarbaro, buona acidità e verticalità in bocca e un buon equilibrio;

Losana”, dove emerge la frutta rossa, più matura, spunti di marasca, note ematiche, buona spalla acida, minor equilibrio e un tannino che emerge di più;

Oliva”, dai sentori di piccoli frutti rossi e prugna, anche in questo caso il tannino è maggiore del primo vino, l’acidità è buona, più minerale e come il Losana più persistente.

Ca' di FraraPrima di riprendere il cammino un veloce sguardo ai vigneti che si estendono ai due lati della strada, dove si può vedere anche il vecchio mulino, restaurato e diventato una piccola abitazione. Uno sguardo anche alla cantina, dove svettano vasche in acciaio, vetroresina, tini troncoconici di acciaio, autoclavi e le barrique per l’affinamento del Pinot Nero. Ca' di FraraPur essendo un ambiente molto grande, restaurato ed ampliato negli anni, gli spazi sono ormai insufficienti per la mole di bottiglie prodotte, che riposano in un altro magazzino.

Ca' di FraraL’agenda della giornata è molto fitta e purtroppo ho dovuto lasciare Luca prima di approfondire i diversi aneddoti che sicuramente caratterizzano la sua storia e la sua realtà, sperando di tornare a fargli visita, con più calma per scoprire i dettagli mancanti di Ca’ di Frara, per lui maglietta 223!

Torna in alto