Cantina Giacomo Viberti, nel comune di Barolo (Cuneo)

Cantina Giacomo Viberti, assieme a Paolo e Valentina alle “pendici” della collina di Cannubi, nel comune di Barolo

22 Maggio 2021

Dopo una conoscenza virtuale con Valentina e Paolo Viberti, grazie all’amico in comune Gianluca Peirano, che li segue dal punto di vista agronomico, finalmente c’è l’occasione per un incontro nella Cantina Giacomo Viberti .

Una piccolissima realtà, in una posizione estremamente strategica, all’inizio del paese di Barolo, appena sotto alla famosa collina della zona del Cannubi.

Un incontro che si apre in realtà con un piccolo tour tra le colline delle Langhe, fino ad arrivare alla “Cappella del Brunate”, una chiesetta sconsacrata dipinta esternamente dagli artisti inglesi nel 1999 Sol LeWitt e David Tremlett.

Ritornati in azienda, Paolo mi racconta la storia di Cantina Giacomo Viberti , che prende il nome da suo nonno, il primo ad aver iniziato l’avventura nel mondo del vino nel secolo scorso, vendendo principalmente l’uva.
Il papà di Paolo iniziò la commercializzazione di vino sfuso e qualche bottiglia, ma l’’investimento nella produzione del vino in bottiglia è stata fatta principalmente da Paolo negli ultimi quattro, cinque anni.

Giacomo Viberti

Oggi troviamo circa un ettaro e mezzo di proprietà, che si estende principalmente a corpo e piantato per la maggior parte con vitigni di Nebbiolo, che arrivano a quarantacinque anni di età. Il sottosuolo è uniforme, con la prevalenza di argilla e da un anno Cantina Giacomo Viberti sta intraprendendo la strada per la conversione al biologico. L’utilizzo di rame e zolfo, nessun diserbo ormai da vent’anni e un sovescio che viene effettuato a filari alterni, sono le principali pratiche che vengono svolte in campagna.

Paolo mi racconta di qualche sperimentazione in campo biodinamico, sui vigneti di un’azienda di un amico, con preparati a base di quarzo, irradiati tra le vigne con un marchingegno artigianale alla cui estremità ultima è stato unito un tergicristallo di una vecchia Fiat Panda.

Giacomo Viberti

Uno sguardo anche alla cantina, sotto alla sala degustazioni, dove c’è tutto il necessario per arrivare in bottiglia, con una linea di imbottigliamento acquistata da pochi anni. Vasche in acciaio principalmente, che verranno integrate con alcune vasche sempre di acciaio, ma di forma rettangolare per salvaguardare ed ottimizzare gli spazi. Alcune vecchie vasche in cemento e qualche botte anche se non è il vaso vinario prediletto da Cantina Giacomo Viberti.

L’unica botte è quella da cinque litri, che si porta in campagna il vignaiolo per dissetarsi”, afferma ironicamente Paolo.

Le fermentazioni sono innescate con lieviti neutri selezionati e per il prossimo futuro si vorrà utilizzare un lievito che possa far partire contemporaneamente la fermentazione alcolica e la malolattica, per non avere alcun margine di errore in questa fase ed avere un vino pronto da affinare in circa dieci giorni.

Giacomo Viberti

Tornando nella sala degustazioni iniziamo ad assaggiare i vini, cominciando da un bianco, Chardonnay in purezza che affina qualche mese in acciaio. Il nome di questo vino proviene dall’appezzamento di terra dove sono piantate le uve “Raball”, ma, pur chiedendo il significato agli anziani del paese e alle persone limitrofe, nessuno ha mai saputo dare una spiegazione sul suo significato.
Vino perfetto per l’ingresso nel mondo di Cantina Giacomo Viberti, fresco, verticale con sentori di frutta verde e agrumi, un palato semplice, una buona acidità e mineralità.

Giacomo Viberti

Continuiamo con il Dolcetto, dal nome “Barba Poli”, che significa “Zio Poli”, dedicato proprio allo zio di Paolo, riprendendone il soprannome. Anche in questo caso troviamo un vino semplice, ma di carattere, con una buona morbidezza, sentori di frutta rossa e una leggera spezia. Un vino di cui un calice ne chiama un altro, per la sua facilità di beva, ma al contempo finezza ed equilibrio, con un tannino velato in sottofondo.

Giacomo Viberti

Alla sorella Ilaria è dedicata la Barbera, che si apre con sentori di frutti neri e rossi, mora, ribes, prugna, ciliegia e una leggera speziatura; con una buona mineralità e acidità in bocca e un buon equilibrio.

Cantina Giacomo VibertiIl principino di Cantina Giacomo Viberti è il Nebbiolo, un 2020 che, da quest’annata, affina solo in acciaio e gode di sentori freschi di frutti rossi principalmente, con una finezza di beva impressionate, un tannino che è già abbastanza elegante ed un’alcolicità che passa in secondo piano grazie al suo equilibrio. Imbottigliato da soli due mesi, ci vorrà un altro po’ di riposo in bottiglia, ma ci sono tutte le caratteristiche per un buon futuro. Il suo nome è “Palotu” che in piemontese significa papà.

Giacomo Viberti

Concludiamo con il re di casa, il Barolo, che, dopo essere stato decantato, ne apprezziamo al meglio i suoi profumi di frutta a bacca scura, ma anche di lampone e frutta sotto spirito, un sottobosco che inizia ad emergere, note speziate e di cacao, con un tabacco dolce in sottofondo. In bocca è già abbastanza equilibrato, con una buona freschezza ed acidità, un tannino elegante in chiusura e una buona beva.

Tutti i vini dell’azienda sono caratterizzati da un’ottima freschezza e finezza, con un equilibrio che inizia ad esserci già pochi mesi dopo l’imbottigliamento. Vini che non devono essere aspettati decenni, ma di pronta beva, dopo il giusto riposo, che interpretano in chiave moderna il territorio.

Tra i calici, non sono mancati i cicchetti preparati da Valentina, le chiacchiere e la compagnia dei simpatici cani pastori tedesco e belga.

Giacomo Viberti

Una cantina che sta crescendo passo dopo passo, sia a livello strutturale, sia nella produzione. La sala degustazioni, per esempio, è appena stata rinnovata, con le mura ancora fresche di pittura!
Per il futuro saranno molte le novità, dal cambio delle bottiglie, passando alla tipica Albeisa, al rinnovo delle etichette, del sito e l’ingresso nel mondo dei social.

Tradizione si, ma al passo con i tempi è il motto dei due giovani che si sono tuffati in questa avventura e, per augurargli un grande successo, maglietta Winetelling numero 43!

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