APPASSIONATO DI VINO - NO INFLUENCER

mercoledì, 17 Aprile, 2024

Alla scoperta del sogno realizzato di Simone Scaletta, Monforte d’Alba (Cuneo)

Simone Scaletta, alla scoperta della sua azienda, frutto della concretizzazione di un sogno dopo anni di sacrifici

23 Maggio 2021

Sveglia presto in una giornata dal cielo limpido per raggiungere Simone Scaletta nel suo angolo di paradiso a Monforte d’Alba.

Un’accoglienza nella sala degustazione con vista meravigliosa sui vigneti a corpo e all’orizzonte Novello e il Monviso.

Simone è originario di Torino, città in cui si e laureato in scienze politiche per poi frequentare un corso di marketing enologico e ritrovarsi a svolgere uno stage nell’area commerciale di un’azienda vitivinicola.

Simone Scaletta

Terminata quest’esperienza, ha scoperto, tra i suoi viaggi nelle Langhe, una cascina dismessa, con alcuni terreni vitati ed, innamorandosi della location, è riuscito ad acquistare lo stabile ed alcune degli appezzamenti.
Una proprietà frastagliata, eredità di nove cugini, in cui vi erano un fallimento e un uso capione, per complicare ulteriormente la compra-vendita.

Più di quattordici anni di sacrifici per arrivare alla struttura che possiamo vedere oggi, con costanti viaggi andata e ritorno, Torino – Monforte e l’appoggio di un camper che è diventato la sua base. Un percorso che si è susseguito di diverse tappe partendo dal vigneto, per poi concentrarsi sulla creazione della cantina sotterranea ed infine la ristrutturazione della casa, con tanto di Bed & Breakfast.

Simone Scaletta

Oggi, oltre ad una meravigliosa cascina, dove vive Simone Scaletta, troviamo un’azienda composta da cinque ettari a corpo, due ettari sulle colline ad un livello più alto sul mare e circa mezzo ettaro in affitto in zona “Bussia”. La conformazione del sottosuolo è abbastanza uniforme con una divisione in tre parti uguali di limo, sabbia e argilla, che conferiscono ai vini struttura ed eleganza.

La cultura vitivinicola risiede in parte del DNA di Simone, poiché il nonno era un produttore della zona di Monbaruzzo e la passione lo ha portato a seguire le sue orme, scontentando suo padre, che all’inizio di questa avventura aveva smesso di parlargli, ma per fortuna oggi è attivo anche lui nelle mansioni di campagna e cantina.

Simone Scaletta

Tra le chiacchiere assaggiamo il Dolcetto d’Alba Viglioni” 2018, il vino d’ingresso nel mondo di Simone Scaletta, prodotto con uve provenienti da vigneti vecchi, piantati nel 1969, vinificato in solo acciaio, dalla tipica frutta rossa e nera appena maturata, una violetta e un leggero sentore di mandorla amara, che ritorna al palato. Buon equilibrio e freschezza in bocca, con una discreta struttura e mineralità.

Le etichette sono state realizzate da Stefano Frassetto, un fumettista amico di Simone, che si occupa di creare illustrazioni su vari quotidiani svizzeri e francesi tra cui “Les Tempes”, “20 minuti” e “Liberasion”.

Simone Scaletta

E’ il turno della Barbera d’Alba Superiore “Sarsera” 2017, che affina un anno in barrique usate e un secondo anno in cemento, stesso processo di affinamento utilizzato anche per il NebbioloAutin ‘d Madama”. Esprime una frutta matura al naso, prugna e more principalmente, con una leggera speziatura ad accompagnare. Un palato equilibrato, fragrante, fresco, minerale e di buona persistenza.

Le bottiglie prodotte sono circa trentacinquemila per anno, per la maggior parte destinate al mercato estero; fino al 2005 il vino veniva vinificato da due produttori limitrofi, oggi invece tutte le operazioni di cantina vengono effettuate sul posto.

Il lavoro in vigna viene portato avanti nel rispetto dei criteri del biologico, pur non avendo la certificazione, senza effettuare diserbi, nessun uso di prodotti sistemici, trattando solo quando serve e utilizzando la tecnica del sovescio a filari alterni. Il tema del biologico è sicuramente delicato in zone piovose come questa e emerge il tema del rame che è pur sempre un metallo pesante e sicuramente ha un impatto negativo sul terreno a lungo andare.

Simone Scaletta

Continuiamo gli assaggi con i due Nebbioli prodotti: “Autin ‘d Professor” 2019 e “Autin ‘d Madama” 2018, che prendono il nome dalle rispettive vigne con cui sono prodotti. In dialetto piemontese “Autin” significa piccola vigna con orto adiacente. Il primo vinificato in solo acciaio, più fresco, dai sentori di ciliegia, rosa e un palato più “semplice” ma comunque elegante, corposo e persistente. Il secondo riposa tra legno e cemento e presenta profumi più eleganti di ciliegia, fragola, per una maggior morbidezza e finezza al palato e un tannino presente, ma meno aggressivo e leggermente più lungo.

Dopo i Nebbioli è il turno dei due Baroli: “Chirlet” e “Bricco San Pietro” Riserva entrambi 2015 ed entrambi con i nomi provenienti dai vigneti con cui sono stati prodotti.

Simone Scaletta

Il primo affina in tonneaux, barriques e in botti grandi per un totale di ventiquattro mesi mentre il secondo affina per circa lo stesso tempo solo in tonneau relativamente nuovi. I sentori sono simili e spaziano dalla frutta rossa matura, alla rosa appassita, leggera speziatura, tabacco dolce per poi spostarsi sulla parte balsamica. Il Riserva invecchiato trenta mesi nel legno fa emergere maggiormente le note dell’affinamento in legno e la parte di spezia dolce, sia al naso sia al palato. In bocca sono entrambi freschi ed eleganti, con una ricca acidità e una trama tannica importante, che sicuramente preannunciano un glorioso futuro.

Simone Scaletta

Le fermentazioni di tutti i vini partono con un Pied de Cuve utilizzato in prima battuta per il Dolcetto e a seguire per tutto il resto delle uve, barbera e nebbiolo per ultime.

Simone Scaletta

Terminati gli assaggi e prima dei saluti uno sguardo alla cantina sotterranea, datata 1876 e probabilmente utilizzata con luogo di affinamento, oltre che del vino, di salumi. Oggi riposano le migliori annate dell’azienda di Simone Scaletta.

La cantina è a pochi metri dall’abitazione, raggiungibile scendendo una ripida rampa, e si possono vedere tutti gli strumenti di vinificazione ed affinamento, con vasche in acciaio e cemento e botti di diverse misure.

Simone Scaletta

Maglietta numero 44 per Simone che tra le altre attività è anche il presidente dei Barolo Boys, di cui aspetto la sciarpa!

Guarda anche...

Ultimi post

Categorie