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mercoledì, 17 Aprile, 2024

Di Francesco-Gasperi Vino & Spiriti con Stefano Di Francesco, Saint Pierre (Aosta)

Nell’azienda Di Francesco-Gasperi Vino & Spiriti, assieme al presidente del neonato Consorzio Vini Valle d’Aosta Stefano Di Francesco e il cane Dex

19 Novembre 2022

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiSiamo proprio di fronte al castello di Saint-Pierre, nell’omonimo paese che si trova poco più ad ovest di Aosta, dove si sviluppa l’azienda Di Francesco-Gasperi Vino & Spiriti. Ad accogliermi è Stefano, che da pochi mesi è stato eletto come presidente del neonato Consorzio Vini Valle d’Aosta, accompagnato dal fedele cucciolo di golden retriever Dex.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiPrima di entrare in quella che è la sala degustazioni, ricavata nel giardino di casa, ammiriamo la vista sui vigneti che si estendono nella montagna adiacente al castello e speculare all’abitazione. L’azienda Di Francesco-Gasperi è nata quasi per gioco e grazie alla passione per il mondo del vino di papà Eugenio, che nella vita ha svolto tutt’altra professione, proprio come Stefano, rispettivamente medico ed avvocato.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiDa un piDi Francesco-Gasperi Vino & Spiriticcolo appezzamento vitato di cinquecento metri, al di là della strada, acquistato nel 1999 si è passati ad acquisire un secondo terreno, venduto dai loro cugini, fino ad arrivare agli attuali due ettari, che si estendono in un corpo abbastanza uniforme, quasi del tutto terrazzato tra i settecento e gli ottocento metri sul livello del mare, dimostrandosi uno degli appezzamenti più estesi della Valle. Le vigne sono situate in un terreno principalmente roccioso e sabbioso in quella che viene chiamata zona del Torrette, o Torretta, esposta completamente a sud e descritta da sempre come una delle più vocate della Valle d’Aosta.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiAll’inizio di questa avventura l’unica consapevolezza era la passione per il vino, ma non c’era alcuna competenza nella sua produzione e nemmeno sulla coltivazione della vigna, dato che papà Eugenio era più specializzato nel coltivare pomodori.

Per i primi anni abbiamo sbagliato tutto, potremmo scrivere un manuale su come non si pianta una vigna, come non potare, come non fare il vino”.

Grazie al supporto di un’azienda più strutturata e già affermata, situata ad un paio di chilometri, si è riusciti ad imparare e perfezionare quelle tecniche dapprima sconosciute, per poter ottenere uve sane e arrivare a risultati soddisfacenti dalle vinificazioni.

Oggi la vigna viene lavorata tutta a mano, senza alcun diserbo, ma con il prezioso aiuto del decespugliatore, “per fare un giro completo della vigne ci mettiamo circa trentasei ore”. I trattamenti seguono l’idea della lotta integrata e per esempio nel 2022 sono stati effettuati tre passaggi con rame e zolfo ed un solo sistemico. Dai numerosi errori è stata anche perfezionata la tecnica di vinificazione e, grazie alle richieste, prima degli amici, poi dei locali, dal 2009, è stato incrementato il numero di bottiglie creando il marchio Di Francesco-Gasperi Vini & Spiriti. Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiL’azienda porta il nome della famiglia di Stefano, Di Francesco, oltre al cognome di un caro amico di Eugenio, che ha reso possibile il progetto, Luigino Gasperi. Si evince che oltre alla produzione di vino si produce anche qualcos’altro, o meglio si stanno facendo alcuni esperimenti di distillazione, per arrivare un giorno anche a produrre e vendere la grappa.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiSpostando lo sguardo sui vini la produzione è di circa ottomila bottiglie, abbondanti, per anno, concentrandosi sulla vinificazione, in una cantina terza, di tre diverse etichette. Etichette che nel tempo sono cambiate più volte e che ad oggi rappresentano gli archetti di pietra che i possono vedere all’interno dei vigneti, con la funzione di ricovero attrezzi. A risaltare è anche una data e più precisamente il 1792, poiché sono state trovate due pietre all’interno della vigna con questa incisione.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiGli assaggi cominciano con l’unico bianco di casa, il Petite Arvine 2021, con uve che vengono subito pressate e vinificate in acciaio, con una fermentazione innescata da lieviti neutri. Al naso presenta spunti agrumati, note esotiche, ma anche spunti erbacei, di erbe aromatiche, una nota speziata e una leggera nota ammandorlata per un sorso verticale, dritto, dalla buona mineralità, sapidità, acidità e freschezza.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiIl primo rosso assaggiato è il “Planchettes” 2021, nome di fantasia che significa “terrazzamenti”, come li chiamava la nonna. Un vino in memoria di quest’ultima, 90% Petit Rouge e 10% Pinot Nero anche in questo caso vinificate, separatamente, in solo acciaio. Troviamo un vino di beva, con una buona speziatura, piccoli frutti rossi e neri, rosa canina, note leggermente erbacee e un palato ricco in acidità, minerale, sapido, dal buon equilibrio e con un tannino delicato in sottofondo.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiStefano mi svela che il Pinot Nero è stato piantato per errore ed a questo si sarebbe di gran lunga preferito il Fumin. Fumin che assaggiamo nella sua annata 2018, affinato in tonneau di terzo o quarto passaggio. Al naso spuntano note di frutti neri, prugna, spezia dolce, cioccolato, tabacco dolce, leggero sottobosco per un sorso morbido ma dalla buona acidità, mineralità e tannino smussato, oltre alla buona persistenza. Un vino il cui unico segreto è l’attesa di almeno tre anni prima di degustarlo.

Di Francesco-Gasperi Vino & SpiritiPer il futuro più prossimo in Di Francesco-Gasperi Vino & Spiriti c’è in previsione di piantare altre cinquecento piante in un territorio pianeggiante, ma il vero sogno è quello di avere una propria cantina di vinificazione e, in attesa di poter vedere la sua realizzazione, per Stefano maglietta numero 204.

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