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giovedì, 13 Giugno, 2024

Planeta, storica azienda siciliana che ha investito sull’Etna, Sciaranova (Catania)

Planeta, storica azienda siciliana che negli anni ha investito sull’Etna, dove ha fondato la sua quinta realtà, in un luogo mozzafiato

08 Luglio 2022

PlanetaStrada tutta in salita per raggiungere gli ottocentonovanta metri sul livello del mare, a quasi un terzo dell’altezza del vulcano, territorio nel quale la storica e famosa azienda siciliana Planeta ha trovato la sua quinta sede. Siamo a poche centinaia di metri da Passopisciaro con vista sulla valle dell’Alcantara, che prende nome dall’omonimo fiume e le due catene montuose principali, speculari all’Etna: Peloritani e Nebrodi.

Assieme a Flavia, entrata a far parte del team accoglienza da pochi mesi, cominciamo a passeggiare tra le vigne scoprendo che questo luogo, in contrada Sciaranuova, si caratterizza dal substrato formato dalla colata del 1614, una delle più lunghe di quelle che ricordiamo, durata addirittura dieci anni.

PlanetaGli ettari vitati hanno preso il posto, quasi per la totalità, di un uliveto, quando la famiglia Planeta nel 2006 ha comprato gli appezzamenti.

PlanetaOggi troviamo in totale ventotto ettari vitati, nei quali a farla da padrone sono le varietà autoctone, tra cui Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, ma trovano spazio anche un ettaro di Pinot Nero, e due di Riesling. In realtà la proprietà è divisa in quattro diverse aree, quella in cui ci troviamo, a Sciaranuova, mentre una seconda area in contrada Taccione, presso la frazione di Randazzo, una in contrada Rampante ed in ultimo a Feudo di Mezzo, dove si trova anche la cantina di vinificazione ed affinamento.

I vigneti sono certificati Bio e le lavorazioni vengono effettuate quasi per la totalità a mano, mentre i lavori in cantina sono svolti in maniera tradizionale, con fermentazioni innescate da lieviti selezionati, temperature controllate, affinamenti in legno ben calibrati.

PlanetaSul muro della struttura esterna si può notare una scritta tratta dal libro di Leonardo Sciascia sulla vita di Ettore Majorana: “si divertiva a versar per terra e disperdere l’acqua della scienza sotto gli occhi di coloro che ne erano assetati”; installazione d’arte contemporanea, site-specific, creata in occasione della residenza d’arte itinerante “Viaggio in Sicilia #8”, dell’artista Claire Fontaine. Spostando lo sguardo verso uno dei muretti che delimitano il vigneto si nota la sequenza numerica di Fibonacci, opera dell’artista Mario Merz, prestito della Fondazione omonima.

PlanetaPercorrendo la tipica Rasola, muretto a secco che divide le vigne, si vedono i tre edifici che compongono l’azienda: il vecchio Palmento, utilizzato come cantina ad uso famigliare fino alla metà del ‘900; la “ribatteria”, anticamente abitazione del fattore e della sua numerosa famiglia ed una casetta in tempi passati adibita a stalla e conigliera. Tre edifici rivalutati oggi, rispettivamente in: shop e sala degustazioni; sala per pranzi e degustazioni di gruppi numerosi; casa di proprietà della famiglia.

PlanetaCi accomodiamo all’interno del vecchio Palmento per assaggiare qualche etichetta etnea prodotta da Planeta, una produzione di circa duecentoventisettemila bottiglie per anno, che rappresentano un 9% della produzione totale dell’azienda.

Cominciamo con l’Etna Bianco DOC 2020, Carricante in purezza, che affina per un 85% in acciaio e il restante 15% in legno da venticinque, cinquanta ettolitri oltre alle tonneau di rovere; vino dai sentori freschi, con note agrumate, bergamotto, mandarino, ma anche di salvia, tiglio, per un palato minerale, sapido, fresco, verticale e di beva.

PlanetaUn secondo bianco è “Eruzione 1614” 2018, al cui interno si trova un 90% di Carricante e un 10% di Riesling, con affinamento in solo acciaio. La frutta in questo caso è leggermente più secca, con spunti di miele, pietra bagnata, spunti sulfurei ed una leggera nota di idrocarburo; al palato caratteristiche simili al precedente, con una spalla acida più importante.

PlanetaPassando ai rossi un Etna Rosso DOC 2020, 100% Nerello Mascalese, affinato tra acciaio, cemento e legno, dove spuntano piccoli frutti rossi, ciliegia fresca, petali di rosa, note ematiche, una leggera speziatura, per un palato dalla buona beva e freschezza, note sapide, minerali, tannino presente ma delicato e discreta persistenza.

La versione di “Eruzione 1614” in rosso è rappresentata da un Nerello Mascalese 100%, annata 2019, che effettua anche un passaggio in legno in botti da venticinque e trentasei ettolitri. Vino leggermente dai profumi più marcati che tendono alla frutta sotto spirito, spezie, tabacco, più corposo del precedente, pur mantenendo i sentori freschi al palato, con un tannino un po’ più marcato.

PlanetaInfine un Pinot Nero, sempre appartenente alla linea “Eruzione 1614” 2019, dai sentori caldi di frutti di bosco, prugna, violetta, note fumè e speziate; per un sorso dal tannino quasi impercettibile, con la tipica sapidità e mineralità infusa dal territorio, discreta persistenza e un tocco amaro sul finale.

Un ringraziamento a Flavia, prima di proseguire il viaggio tra le cantine etnee!

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