Intervista a Bastien Collard, sesta generazione Pol Roger, Epernay (Francia)

A tu per tu con la sesta generazione dell’iconica azienda Pol Roger, Bastien Collard, all’interno della storica sede di Rue Winston Churchill ad Epernay

12 Gennaio 2024

Siamo seduti in una delle sale accoglienza della prestigiosa azienda Pol Roger, che trova la sua sede principale nella famosa Rue Winston Churchill ad Epernay. Di fronte a noi abbiamo la sesta generazione di questa storica famiglia, Bastien Collard, segretario generale e direttore commerciale estero dell’azienda. Attorniati da cimeli risalenti ai secoli precedenti e alle foto sia di famiglia, ma anche dell’iconico primo ministro della Gran Bretagna Winston Churchill non possiamo che immergersi fin da subito della storia di questa icona dello Champagne.
Il tutto è cominciato proprio con Monsieur Pol Roger, un notaio con la passione per la campagna e l’agricoltura, il quale nel 1849 decise di acquistare alcuni terreni ad Ay per coltivare la vigna e in prima battuta vendere le uve. Dopo una prima fase più legata al commercio, la decisione di produrre vino con un proprio marchio, battezzato a suo nome nel 1851, trasferendosi subito dopo ad Epernay.
I due figli George e Maurice (trisnonno di Bastien) portarono avanti questa attività, trasmettendola ai figli e ai nipoti che hanno sempre mantenuto la stessa identità originaria nel corso degli anni. Il novecento è stato un secolo molto fiorente per le Maison di Champagne, tra cui Pol Roger, grazie anche all’apprezzamento dei vini da parte del pubblico d’oltre manica.

Questo secolo è stato ricco di connessioni con il mondo politico della Gran Bretagna sia nel lato governativo sia da quello reale. I vini Pol Roger sono stati alcuni dei primi ad uscire in versione Brut, incontrando un gusto che si diversificava da quello, per esempio, della Russia, paesi che richiedevano prodotti più dosati, diventando così una sorta di “UK brand”. Nel 1908 è arrivato il primo ordine da parte dell’allora primo ministro Winston Churchill, testimoniato da alcune scritture ben conservate presso l’archivio storico di famiglia. Nel corso degli anni Churchill diventò un cliente molto affezionato e l’ambasciatore inglese in Francia, per celebrare la fine della seconda guerra mondiale decise di organizzare un pranzo, nella quale ad accompagnare le pietanze c’erano i vini dell’azienda. Non solo i vini come protagonisti, ma, a sorpresa, anche i produttori dello Champagne preferito dal primo ministro, Jacques e Odette. Da cliente Churchill diventò un amico di famiglia e, dopo quello, ci furono numerosi incontri e scambi di lettere e telegrammi, anche questi ben conservati e letti da Bastien. Ogni qual volta che Churchill si recava in un ristorante e consumava un vino dell’azienda, mandava il listino autografato alla famiglia Pol Roger. Possiamo definirlo una sorta di brand ambassador del tempo, a titolo puramente gratuito ed amichevole.
Dal 1945, per ogni anno, la Maison Pol Roger omaggiava il ministro con una cassa di vino, fino all’anno della sua scomparsa, nel 1965.
Il nonno di Bastien, Christian, assieme al cugino, decisero di creare una Cuvée dedicata a Winston Churchill, per omaggiare l’amicizia tra le due famiglie. Doveva essere un vino robusto, muscoloso, che identificasse la sua persona e personalità. Così con le migliori uve di Pinot Nero, vendemmia 1975, vennero prodotte le prime magnum di Pol Roger Winston Churchill”, presentate nel 1984 a Blenheim e disponibili, inizialmente, solo per il mercato inglese.
Senza una precisa idea per il futuro di questa etichetta, il successo che ha avuto nel mercato, ha fatto si che con le vendemmie successive, 1978 e 1979 si produsse anche il formato da 0,75 litri, rendendo disponibile il vino anche negli altri stati.
Un vino prodotto senza scopi di marketing, diventato un’icona nel mondo dello Champagne. La famiglia di Churchill non ha mai voluto alcuna royalty per l’utilizzo del nome, creando una sorta di “gentleman agreement”, con l’obbligo da parte della famiglia Pol Roger di incontrali a pranzo o cena prima di mettere in vendita la nuova annata, degustandola in loro compagnia. Un legame tra le due famiglie che è andato oltre all business, ma da sempre dettato dall’amicizia, la quale ha fatto che si che venisse omaggiata una figura così importante della storia della Gran Bretagna, non come strumento di marketing o mezzo di arricchimento, ma semplicemente per il legame che univa le due famiglie.
Quest’anno ricorre il centocinquantesimo anniversario dalla nascita di Winston Churchill e il centosettantacinquesimo anniversario dell’azienda Pol Roger e di certo non mancherà una grande festa celebrativa.

Saltando ai decenni più recenti, al contrario della Maison Pol Roger, durante gli anni ottanta e novanta molte aziende di Champagne iniziarono a diversificare il proprio business acquistando altre realtà, sempre produttrici della stessa denominazione, ma anche spingendosi in altri territori francesi e non. Questa scelta conservatrice è stata fatta con la consapevolezza di voler creare un brand di nicchia, che potesse essere posizionato solo in alcuni “posti giusti” e non essere ovunque. Un tempo questo approccio veniva definito dai più con l’appellativo di “Poussières”. “Abbiamo la fortuna di poterci permettere di scegliere dove essere”, parlando di hotel, ristoranti, bar e locali, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. “Quella che si vuole trasmettere è un’immagine smart, confidental, elegante per uno Champagne da gentlemen”.

Non da ultimo, nella seconda decade del 2000 i vini Pol Roger sono stati scelti per i matrimoni dei figli di Re Carlo Terzo e anche per la celebrazione nuziale della Principessa Eugenie, figlia del Principe Andrea.

Si può affermare che Pol Roger ha mantenuto la sua identità, che ha portato oggi ad essere un’azienda con tre principali pilastri: 100% famigliare; 100% produttrice di Champagne; 100% ad Epernay.
Il concetto di Maison vecchio stile emerge più e più volte durante la nostra chiacchierata, portando alcuni esempi, come la lavorazione delle bottiglie per essere portate in punta dopo la sosta sui lieviti. “Sin dal nostro Brut il remuage viene fatto manualmente da quattro professionisti di diverse età, per trasferire tecnica e know how dai più esperti e anziani alle generazioni più giovani”. Solo in caso di richieste eccezionali e grandi carichi da sboccare si utilizzano le giropalette.
Si parla di vecchia scuola, ma con un’accezione positiva, la modernità delle tecnologie viene certamente applicata, ma fino ad un certo punto, lavorando con una mentalità conservatrice, finalizzata alla qualità del prodotto finale, sia in cantina, ma anche in campagna. Un forte legame alla storia passata e alla tradizione, che però non si vuole radicare in modalità di lavoro obsolete. Anche per questo motivo è stata ampliata, qualche anno fa la sede, per permettere ai collaboratori di lavorare in maniera più efficace, in un ambiente con condizioni lavorative più aggiornate e migliori.

Spostando il focus sulla vigna, Pol Roger oggi possiede il 40% del fabbisogno della sua produzione, circa novantadue ettari vitati, mentre il restante 60% delle uve viene acquistato da alcuni conferitori. Le zone presidiate sono quelle più note dello Champagne e le lavorazioni sono presidiate da un team dedicato alla campagna, il quale determina delle linee guida da adottare, anche nel caso dei conferitori. La mentalità è quella del vignaiolo, anche se non si è mai posseduta e non si possiede tutt’oggi l’intera superficie vitata per soddisfare la produzione delle circa due milioni di bottiglie per anno. Una mentalità che tende uno sguardo verso il futuro, per la preservazione dell’ecosistema nel corso degli anni, volendo lasciare un ambiente sempre migliore di quello che si è trovato. In sintesi l’azienda adotta delle politiche di lavorazione legate all’AOC Champagne.

Tornando alla storia di Pol Roger, lo scopo aziendale è sempre stato quello di avere uno sguardo rivolto alla produzione ma soprattutto alla commercializzazione del vino, in anni nei quali nessuno dei protagonisti (ad eccezione delle nuove generazioni) ha studiato in business school o tanto meno con master in business administration. Il tutto era guidato dall’ideale di concretizzare un business unico e di nicchia.
Per fare questo, oltre al presidio in vigna è stato necessario definire un approccio in cantina, che è stato caratterizzato fin dall’inizio dalla produzione di vini con poco dosaggio zuccherino, frutto di un blend di singole o più annate e di più vigneti, mantenendo nel corso degli anni un packaging uniforme e identitario, simbolo di riconoscibilità dell’azienda nel panorama mondiale del vino.
Oggi vengono prodotte sette etichette, con uve che provengono da territori diversi, finalizzate a creare la migliore espressione nel prodotto finale, il vero segreto dell’abilità di produzione dello Champagne, secondo la Maison. Brut Reserve, “la bandiera dell’azienda”; Extra Brut, una piccola produzione di Demi Sec, per poi passare ai Vintage, Brut; Blanc de Blanc, Rosè e l’iconico Winston Churchill.

Tutte le lavorazioni vengono effettuate all’interno della struttura, che comprende anche uffici, magazzino e la storica casa di famiglia.
Con il desiderio di tornare ad esplorare gli ambienti principali di Pol Roger e degustare un calice di Winston Churchill (uno Champagne tra i pochi che mi manca da degustare), un ringraziamento speciale alla sesta generazione della famiglia Pol Roger, Bastien Collard.

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