Una passeggiata con Barbara e Nicolò di Terre dei Borghi, Arquà Petrarca (Padova)

Terre dei Borghi, una passeggiata al tramonto con Barbara e Nicolò, tra i loro vigneti immersi tra i Colli Euganei

31 Ottobre 2022 Terre dei BorghiL’ultimo lunedì del mese di ottobre, nel giorno di Halloween, l’unica cosa di colore arancione e forma circolare è il sole che si nasconde tra le vette dei Colli Euganei in una passeggiata tra le vigne di Terre dei Borghi fa godere a pieno di questa meraviglia. Assieme a me Barbara e Nicolò per approfondire il loro progetto nato dall’amore per queste terre alla periferia di Padova senza nessuna base o origine contadina. Nel febbraio 2015 Nicolò, ricercando qualche appezzamento vitato tra le colline patavine, si è imbattuto nell’annuncio di una proprietà vitata in vendita nei pressi di Arquà Petrarca. È iniziato con un paio di ettari il progetto Terre dei Borghi: il nome viene da un gioco di parole, Borghi è da sempre il soprannome con cui Nicolò viene chiamato dagli amici, ma richiama anche la vicinanza con il Borgo di Arquà, a pochi minuti di strada, piccolo gioiello dei colli. Terre dei BorghiEntrambi i protagonisti di questa realtà svolgono principalmente una mansione diversa da quella vitivinicola, ma la passione li ha condotti a dedicarsi nei weekend, nel dopo lavoro e alla mattina presto alla cura della vigna. Nel 2020 l’azienda ha avuto un incremento di proprietà raddoppiando gli ettari e arrivando così a quattro, di cui oggi 1 è vitato, con espansione programmata a 2,3, sono presenti cento ulivi, una piccola coltivazione di zafferano e una casetta che funge da base per la coppia, con tanto di letto e piccolo bagno. Terre dei BorghiLa proprietà si estende a ridosso del Vegro del Sassonegro ai bordi della strada chiamata via Paione, poiché un tempo vi erano campi dedicati alla produzione del fieno da dare come nutriente agli animali. Curiosità riguardo all’estremità più alta della proprietà è che, nel prossimo futuro, idealmente nell’estate 2023, si vorrebbe predisporre un punto degustazioni all’aria aperta (sarà d’obbligo tornare a vedere il lavoro finito). In un terreno che prevalentemente è ricco di scaglia, in entrambe le aree vitate dell’azienda, sono presenti un vecchio vigneto (il primo acquistato) dove troviamo Cabernet Franc, Merlot e due filari di Garganega, mentre, nel più recente, solo le varietà a bacca rossa piantate quest’anno. A tendere il vecchio vigneto sarà espiantato per lasciare posto alla Garganega e forse altre varietà a bacca bianca. Siamo in una zona molto calda dei Colli Euganei, ma comunque ventilata e priva di ristagni di acqua o umidità; questo aiuta la sanità all’interno della vigna, dove i trattamenti sono a base di rame e zolfo, nei parametri del biologico, certificazione che sarà ottenuta nel 2023. I lavori sono fatti in maniera manuale, con l’aiuto della mamma di Nicolò, Luisa. Le bottiglie prodotte nell’annata 2021 sono state poco più di duemila, millecinquecento di rosso e seicento di bianco, in entrambi i casi con un affinamento in solo acciaio e vinificazioni effettuate in una cantina terza, sempre all’interno dei Colli Euganei. Il vino rosso è a base di Merlot e Cabernet, con uve che restano in macerazione una decina di giorni, per non estrarre troppa sostanza; il bianco è a base di Garganega che resta a contatto per tre/quattro giorni. In entrambi i casi la fermentazione è spontanea e entrambi sono ancora orfani di un nome. È stato fatto anche un tentativo di affinamento in botte grande per un Merlot, esperimento che sembra essere ben riuscito e forse verrà ripreso in futuro. Terre dei BorghiA tendere Terre dei Borghi vuole arrivare a produrre tra le dodici e le quindici mila bottiglie per anno, puntando su due o tre rossi e un solo bianco, vinificati in una cantina di proprietà che sarà iniziata a stretto giro, modificando un vecchio rifugio per gli attrezzi, edificato dal vecchio proprietario dei terreni. Terre dei BorghiSpostandoci nella casetta della coppia, assaggiamo la Garganega, dall’etichetta semplice e la predominanza del logo stilizzato che riprende le prime lettere del nome Terre dei Borghi: TDB. Al naso emergono i frutti a polpa gialla, goccia d’oro, pesca, fiori gialli, tiglio, ma anche ginestra, note di pompelmo e agrume più maturo e una nota velata di pepe bianco. Molto delicato sia l’olfatto sia il suo gusto, ben equilibrato, di beva, dalla buona acidità, freschezza, mineralità e sapidità. Terre dei BorghiCi sarà sicuramente modo di tornare in cantina, ad assaggiare il vino rosso, in attesa che entrambi trovino un nome, ma nel frattempo maglietta 198 per la coppia. In conclusione tengo a fare un appello ai passeggiatori o ciclisti o motocrossisti che frequentano i Colli Euganei, di NON inquinare questo splendido Parco con le loro immondizie.

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