Il Che Guevara del vino Bruno Trapan, nella sua Wine Station a Sissano (Croazia)

Wine Station Irena & Bruno Trapan, tra le campagne di Sissano, accolto dal padrone di casa Bruno e da una collaboratrice particolare, il maialino chiamato Ariana Grande

24 Giugno 2022

TrapanSveglia presto e direzione verso il sud dell’Istria, precisamente nel paesino di Sissano, ad est di Pola, dove tra le vie del paese noto un piccolo maialino nero e rosa che mi scorta fino alla mia destinazione, l’azienda Wine Station Trapan.

Trapan

Qualche minuto di attesa per incontrare il padrone di casa Bruno, giusto il tempo di conoscere alcuni altri membri di questa grande famiglia, tra cui le un cagnolone di razza Chow Chow di nome Matteo due capre e una gallina. All’arrivo di Bruno un esercito di altri cani di piccola taglia a scortarlo tra cui Medo, volpino di pomerania, Elon Musk e Freddy Mercury, cani cinesi crestati, Greta Grabo, il bulldog inglese, Harley Quinn, il bulldog francese.

TrapanLa nostra chiacchierata comincia nella parte esterna della cantina approfondendo la storia di Trapan, che vede le sue origini nel 2002. Una storia che nasce dalla scintilla di Bruno per il mondo del vino, con il ricordo del nonno che aveva un quarto d’ettaro vitato e produceva il suo vino per autoconsumo; lo stesso nonno che alla sua morte lasciò in eredità proprio a lui questi appezzamenti, salvandoli dall’abbandono.

Per approfondire le tecniche di viticoltura ed enologia il protagonista di questa storia ha frequentato l’università di Parenzo (dal 2002 al 2006), cercando di non focalizzarsi solo sugli studi, ma trovando anche ispirazione dalle aziende più storiche dell’Istria, prendendo spunto dalle loro produzioni e dai loro metodi di vinificazione e conduzione della vigna. Senza una storicità famigliare legata a questo mestiere, il tuffo verso questo settore è stato un salto nell’ignoto, acquistando i primi terreni per creare i propri impianti vitati e dedicarsi a pieno alla viticoltura.

TrapanQuesta scelta fu vista con stupore anche dai suoi professori universitari, che lo definirono un pazzo a cimentarsi in così poco tempo e senza esperienze tangibili, in questo mestiere.

Un percorso tutto in salita, cominciato con le vinificazioni in maniera convenzionale e più tecnica, che hanno visto un punto di rottura nel 2014, anno nel quale c’è stato un processo di transizione al lavoro in biologico. Dopo sei anni anche il disciplinare BIO è risultato stretto a Irena e Bruno Trapan che hanno spostato il loro baricentro nella produzione di vini “a bassissimo impatto” sia in vigna sia in cantina, dove le vinificazioni avvengono in modalità più spontanea possibile.

Oggi Trapan conta undici ettari dislocati in due vigneti, ad un chilometro dalla cantina di Sissano, caratterizzati da terra rossa, rocce calcaree e quarzo. Le lavorazioni seguono i principi della biodinamica impattando il meno possibile sul lavoro di madre natura.

TrapanSicuramente un alleato fondamentale è il clima e meteo di questa zona, a sud della penisola istriana, che si caratterizza per la scarsa piovosità e l’influenza del mare, il quale genera una brezza che permette una costante ventilazione tra le vigne.

Le varietà principali che vengono allevate sono Malvasia e Terrano, a rappresentare le autoctone, mentre tra le internazionali troviamo MerlotCabernet Sauvignon e Syrah.

C’è da sottolineare che in questo percorso un po’ folle ci ha creduto anche la moglie Irena, che da sempre si è occupata di tutt’altro, con ruoli di prestigio in grandi aziende sia in Croazia sia in Italia. Uno stacco rispetto alla vita caotica e stressante per supportare il marito nella conduzione dell’azienda e vivere una vita, sicuramente non più semplice, tra le bellezze della campagna.

TrapanPrima di approfondire la cantina un sorso della Malvasia “Ponente” 2021, che viene vinificata in solo acciaio, senza contatto sulle bucce, differenziandosi da tutti gli altri vini Trapan. Ovviamente in etichetta non potevamo non trovare il disegno di un cane! Vino dai sentori freschi ed erbacei, con note di mela verde, spunti iodati e di fiori bianchi di campo, per un palato dalla beva non impegnativa, fresco, dall’ottima sapidità, minerale e di discreta persistenza.

TrapanUno sguardo alla cantina fa scoprire una moderna costruzione sotterranea in cemento armato, che offre un clima stabile nel corso di estate e inverno. Questo ambiente si divide in due zone principali, la prima nella quale si trovano le vasche in acciaio e la seconda dove sono custodite le botti di legno di diverso formato, con una prevalenza di barrique.

TrapanQui scopriamo anche una piccola nicchia contenente l’archivio storico Trapan, dove si possono vedere le prime bottiglie del 2006. Tra queste anche il primo rosato di Terrano, di cui l’azienda è stata una delle precorritrici nella produzione di questo vino. Curioso vedere anche un Metodo Classico di Terrano dal nome emblematico di “CHE”, il quale, girando la bottiglia (una volta finito il vino), grazie ad un gioco grafico, diventa “NON CHE”. Un nome che è stato affibbiato a Bruno da un collega vignaiolo, poiché, grazie alle sue caratteristiche poco convenzionali è stato definito il “Che del vino” (Nel sito web aziendale lo si può vedere in una foto con il tipico basco del comandante).

TrapanTornati all’aria aperta e sempre scortati dal cane corso Bela e il bulldog Greta Garbo, riprendiamo gli assaggi con due diverse Malvasie: “Uroboros” 2018, dal nome che si riferisce al serpente che si mangia la coda, significando immortalità, e “Istraditional”.  TrapanContatto per circa settantadue ore sulle bucce e poco meno di un anno di affinamento in barrique di rovere. Qui i profumi esordiscono con note fruttate, mela, albicocca, ma anche di erbe aromatiche come salvia e rosmarino, con spunti di camomilla e frutta secca. Il marchio di fabbrica è la mineralità e la nota sapida per un vino di buona beva, fresco, con un buon equilibrio e persistenza.

TrapanContinuiamo con “Istraditional” 2016, con uve provenienti da entrambi gli appezzamenti, nel quale la macerazione delle uve è di circa una decina di giorni, per poi affinare almeno dodici mesi in barrique. Vino che si carica sia nei colori sia nei sentori, che spaziano dalla frutta disidratata, albicocca, ma anche miele, caramello, note di erbe aromatiche, balsamiche e di macchia mediterranea, per un palato fresco e ben equilibrato, anche se emerge il territorio con importanti sapidità e mineralità, oltre ad una buona persistenza.

TrapanPassando ai rossi un assaggio del Terrano “Terra Mare” 2018, 100% Terrano le cui uve effettuano una macerazione di dieci/quindici giorni, dove avviene una prima parte della fermentazione in maniera spontanea, come per gli altri vini. L’affinamento per un anno in barrique e almeno sei mesi in bottiglia, per presentarsi nel bicchiere con sentori di frutti rossi, lampone, violetta, note ematiche, spunti fumè, una nota speziata; con un palato ricco, fresco, dall’elevata spalla acida, tipica della varietà, buona mineralità e persistenza.

TrapanIl secondo rosso assaggiato è il “The One” 2015, blend di Terrano e Syrah in eguali parti, il quale effettua due settimane di macerazione e un successivo affinamento di quattro anni in barrique usate. In questo vino i sentori si caricano di frutti a bacca nera, mirtilli, more, spunti terziari di cioccolato fondente, tabacco, note pepate, per un palato intenso e più morbido del precedente, un tannino abbastanza domato e un’acidità smussata dal Syrah; di ottima persistenza.

TrapanUn connubio tra due uve che rappresentano da un lato la tradizione, con i ricordi degli anziani del tempo che raccontano di una grande copiosità di Terrano anche in queste zone a sud dell’Istria, dall’altro uno sguardo internazionale, essendo stata Trapan la prima azienda ad aver piantato il Syrah in questa zona, studiandone precedentemente il terroir e constatandone la predisposizione ad ospitare questa varietà.

TrapanPer stare in tema, un finale a sorpresa con “Moia Syrah” 2017, con uve che restano a contatto per tre settimane, tre anni di affinamento in barrique usate. Vino dai sentori tipici di questa varietà, con note speziate e cioccolatose, senza dimenticare una frutta rossa in confettura, ottima eleganza in bocca, mineralità, beva e persistenza, con un roseo futuro davanti a sé.

TrapanDopo gli assaggi e qualche coccola ai cagnolini, per Bruno Trapan, contagiati dal suo motto Trapan Inside, maglietta numero 171!

 

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