venerdì, 7 maggio, 2021

Valle del Sole – Cappella (Lucca)

La prima visita in terra Toscana con il gentilissimo Marco di Valle del Sole

In una giornata nuvolosa, con la minaccia di temporali, raggiungiamo in scooter l’azienda Valle del Sole e Marco ci accoglie nella sua sala degustazioni, dopo aver “smaltito” i numerosi clienti che vanno abitualmente e non a far scorta di vino ed olio.

Siamo in località Cappella, provincia di Lucca, in una vallata baciata dal sole (tranne in quella giornata) che sorge alle spalle dell’azienda e tramonta di fronte, così da avere un clima secco e favorevole ad una lenta maturazione delle uve.
Terreni acquistati nel 1990 dal padre di Marco, Renato, che vediamo attivo con lo scavatore intento a portare avanti i lavori della nuova cantina.

Il giovane titolare ci racconta che i 7,5 ettari ad oggi in produzione (su un totale di 11) sono prevalentemente situati attorno alla residenza tra la collina, più rocciosa ed argillosa, e il fondo valle con un sottosuolo di riporto.

Valle del Sole

Cominciamo a degustare i vini prodotti, circa 35.000 bottiglie, dal “Malìe” un Vermentino all’80% e per il restante 20 Grechetto e Chardonnay in parti uguali.
Un ingresso nei vini dell’azienda che sono caratterizzati da una ricca sapidità, freschezza ed acidità ben equilibrate.
Il nome significa letteralmente in latino “stregata” e ricorda la mela stregata rappresentata in etichetta, mela che si ritrova anche tra i profumi di questo vino.

Passiamo poi ad un altro bianco “H’ama” (parola anglosassone che indica la vita nei villaggi contadini) 2018, su cui avevo grandi aspettative che sono state assolutamente soddisfatte ed infatti una bottiglia è venuta a casa con me!
Trebbiamo toscano in purezza di due diversi vigneti, uno degli anni ’90 (vinificato in acciaio) e uno con oltre 50 anni (vinificato in cemento).
Vino che riposa per un anno in bottiglia, maggiormente strutturato del primo con sentori di frutta più matura, camomilla, erbe aromatiche.

Passiamo poi ad uno Chardonnay “collezione privata”, vino prodotto in sole 800 bottiglie concepito per gli amici e i collaboratori che seguono le principali attività di vigna e cantina come la vendemmia. Un riconoscimento per loro e per gli ospiti che vanno in visita all’azienda.

Valle del Sole

Marco ci racconta che Valle del Sole ha fatto la conversione al biologico, ottenuta nel 2014 e la sua mentalità sposa da sempre questa tipologia di lavorazione avvicinandosi anche al biodinamico. Il produttore ha vissuto il periodo di mezzo tra il convenzionale e l’utilizzo smodato della chimica all’abbandono di queste pratiche dettate dal consumismo, lavorando nell’ottica di inficiare il meno possibile sulle lavorazioni in vigna e cantina.

Tra una chiacchiera e l’altra incrociamo gli “Occhi di Fata“, rosato a base Sangiovese di un vigneto di 4 anni, il nome è quello di una varietà di rosa (Marco ci confessa che è stato “partorito” la notte prima di creare l’etichetta!). Una rosa che si ritrova anche nei principali profumi oltre a quelli di piccoli frutti a bacca rossa che accompagnano freschezza e sapidità di questo vino.

Passando ai rossi ci imbattiamo in un Folletto scherzoso, il “Linchetto“, che si nasconde tra i boschi della Toscana e fa le burle a grandi e piccini! Sangiovese al 50% e un’altra metà di uve tipiche del Lucchese (e non) quali Colorino, Ciliegiolo, Aleatico e Moscato Rosso.
Il vino della merenda, fresco e sapido, solo acciaio per una facilità di beva con sentori floreali e di frutta rossa come la ciliegia.

Un secondo rosso il “Libente“, dal latino “allibare”, ossia accompagnare.
80% Merlot e 20% Sangiovese che affina un anno in tonneau di rovere francesi nuove.
Ci dirigiamo verso un vino più strutturato, frutto anche dell’affinamento in legno, che non invade ma accompagna. Un 2018 che deve ancora trovare il suo pieno equilibrio ma è già piacevole da degustare.

Valle del Sole

Concludiamo con “Ebrius“, un nome che evoca l’ebrezza data dal vino, ebrezza che se non avessi sputato gli assaggi avrei raggiunto sicuramente.
Il primo nato in famiglia, dalla selezione delle uve di vigne storiche di Sangiovese, fermentate in vasche aperte per un paio di settimane circa. Un riposo di 16/18 mesi in botte grande e un altro anno in bottiglia ci portano a bere un vino strutturato, che presenta alcuni sentori terziari oltre alla frutta rossa un po’ più matura e la ricorrente freschezza e sapidità che ricorre in tutti i vini dell’azienda.

Valle del Sole è condotta da Marco, il padre Renato e Giulia la giovane, ma con un ricco bagaglio di esperienze, enologa, oltre ad altri due collaboratori. L’azienda oltre alle lavorazioni in linea con i canoni del biologico e il minor impatto sulla vigna e sul vino è caratterizzata da etichette innovative, rinnovate da poco (con l’ausilio di un’artista locale) per contraddistinguersi ed uscire dalla tradizione dell’emblema di famiglia ricorrente in molte altre aziende.

Valle del Sole

Prima di salutarci un giretto in cantina dove troviamo acciaio, cemento e legno per le varie fasi della vinificazione e, pur non essendoci un tempo favorevole, un veloce saluto alle vigne ricche di uva quasi pronta per essere raccolta.

Nel futuro una nuova parte di cantina e sala degustazioni con vista, in costruzione!

Ci “toccherà” ripassare a trovarvi!

Valle del Sole

 

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