Vina Pilato, con Karin nel piccolo villaggio di Lasici (Croazia)

Vina Pilato, nel piccolo villaggio di Lasici con l’ultima generazione Karin, che assieme al fratello e alla sorella portano avanti questa realtà famigliare

23 Giugno 2022

PilatoSiamo nel piccolo paesino di Lasici nell’entroterra istriano, in linea con la città di Novigrad, e qui sorge l’azienda Vina Pilato, una realtà famigliare dalle origini siciliane.

PilatoAd accogliermi è Karin che prima di iniziare la chiacchierata mi versa un calice di Malvazija, un 2021 che affina in solo acciaio per poi essere messo in bottiglia e lasciato riposare qualche mese prima di essere stappato. Un vino d’ingresso nel mondo Vina Pilato dai sentori freschi di frutta come l’albicocca che si alterna ad un sottofondo di fiori bianchi e note di erbe aromatiche. Al palato si ritrova la freschezza del naso, con una buona mineralità, note sapide e discreta acidità, per un sorso pulito ed equilibrato.

Tuffandoci nella storia dell’azienda troviamo come fondatore Ivan Pilato, il quale iniziò la produzione di vino ed olio più che altro per una sussistenza famigliare, oltre all’allevamento di capi di bestiame. Una prima svolta commerciale grazie al figlio Konceto Pilato, che attorno agli anni ’60 allargò la produzione e cominciò a vendere il vino sfuso. Il primo ad imbottigliare la produzione fu il papà di Karin, Elido, che investì anche nella modernizzazione della cantina e dei vari strumenti di vinificazione ed affinamento.

PilatoOggi Vina Pilato vede come protagonisti i tre figli: Karin che si occupa della parte di accoglienza, amministrazione e commerciale; Sanjin che ha studiato enologia a Parenzo e svolge questo ruolo in azienda ed infine la sorella Sanja che, pur avendo un’altra attività, gestisce una piccola struttura ricettiva a pochi passi dalla cantina. Anche se essendo una piccola realtà ognuno si occupa un po’ di tutto!

L’abitazione era la casa di famiglia dei bisnonni e visto il valore affettivo si è deciso di non venderla e ristrutturarla creando così una struttura ricettiva per gli ospiti, con sette camere e tanto di piscina.

Per quanto riguarda le origini dei Pilato, si fanno risalire ad una delle due isole maggiori dell’Italia, la Sicilia, e non si sa con precisione né il motivo né l’anno di trasferimento in Istria, che sicuramente è avvenuto dopo l’anno 1884, essendoci un trattato matrimoniale che testimonia che la consacrazione è avvenuta proprio nella penisola croata.

Dai pochi ettari limitrofi alla cantina si è passati a quattordici ettari vitati, oltre all’uliveto di due ettari. Tutti i vigneti si trovano intorno alla cantina, nell’arco di due chilometri con un substrato abbastanza uniforme, caratterizzato dalla a terra rossa. Gli uliveti sono posizionati non solo intorno alla cantina, ma anche nella parte più a nord dell’Istria dividendo equamente i due ettari totali.

Pilato

La filosofia con cui viene condotta la campagna è quella del rispetto dei vigneti, evitando la chimica il più possibile, lavorando in un’ottica di lotta integrata e a tendere lo scopo è quello di lavorare per ottenere la certificazione ECO. Anche in cantina il lavoro è convenzionale, con fermentazioni innescate da lieviti selezionati, utilizzo di solforosa moderato e utilizzo di vasi vinari che spaziando dall’acciaio alle barrique, passando per le botti più grandi.

Nei prossimi anni Vina Pilato vorrebbe arrivare a venti ettari vitati per consolidare la propria produzione, che si attesta sulle settantamila bottiglie circa, pur mantenendo la vendita del vino anche sfuso. Gli investimenti non sono solo in questa direzione, ma si vuole creare un nuovo punto vendita con sala degustazioni, proprio speculare a quello attuale, sacrificando una piccola parte di vigneto situato al di là della strada, dove si trova il parcheggio. Anche per quanto riguarda i lavori di ammodernamento della cantina non ci si vuole fermare, prevedendo l’adozione di nuovi strumenti e tecnologie che possano agevolare le lavorazioni. Cantina che oggi è in fase di pulizia e riordino, con le vasche sparse per la proprietà; pertanto bisognerà tornare a vedere anche questo ambiente a lavori terminati.

PilatoTra le chiacchiere un altro calice di Malvazija, questa volta Sur lie 2018, vino che viene prodotto con uve di Malvasia. La vendemmia di questa Malvasia invecchiata avviene piuttosto tardi, nella seconda metà di settembre; la fermentazione delle uve è spontanea e l’affinamento per alcuni mesi in barrique di rovere.

PilatoQui i profumi si caricano maggiormente, con note di frutta matura, spiccano sentori di miele d’acacia, spunti vanigliati, la tipica nota di fiore di sambuco, una spezia dolce e un sottofondo di erbe aromatiche. In bocca è comunque fresco, con una buona morbidezza e complessità, pur mantenendo beva, mineralità e freschezza, aumentando in persistenza rispetto al precedente.

Vina Pilato oltre ai vini più rappresentativi del territorio produce anche alcuni internazionali come Pinot Bianco, Chardonnay (vino migliore dell’Istria nel 2002) e Cabernet Sauvignon.

PilatoNon volendoci scostare troppo dal territorio e, poiché il Terrano in purezza è terminato, un assaggio di “Gran Cuvée” 2015, blend di Cabernet Sauvignon 60%, Merlot 35% e Terrano 5%. Le diverse varietà vengono affinate in maniera separata in barrique, per circa due anni, per poi creare il blend da imbottigliare e lasciare almeno tre o quattro anni a riposo.

Qui ritroviamo sentori ti frutta rossa molto matura, sotto spirito, note di cuoio, cioccolato fondente, una leggera spezia dolce, per un gusto intenso e morbido, con una punta di acidità infusa dal Terrano, che equilibra gli internazionali, vino persistente, con un tannino che si fa sentire. Da riassaggiare anche negli anni venturi.

Le etichette di questi ultimi due vini sono completamente diverse da quelle dei vini base al fine di far risaltare che queste non vengono prodotte tutti gli anni, ma solo nelle annate più favorevoli. Quasi a richiamare la sceneggiatura di un film vengono rappresentati gli dei in diverse posizioni, in piedi, seduti, dormienti, a seconda della quantità del vino che hanno consumato.

PilatoNon poteva mancare una chicca gastronomica, con un tagliere di formaggi ed affettati, tra cui un’ottima pancetta home made ed alcune fette di prosciutto istriano. Il tutto accompagnato dall’olio di produzione propria, risultato di un blend di tre varietà: Leccino, Ascolana e Itrana.

PilatoPrima di raggiungere una nuova meta istriana un veloce sguardo alle vigne a corpo situate su una meravigliosa terra rossa che nasconde uno strato di roccia molto spessa e consistente.

Nella speranza di tornare a vedere tutte le novità di Vina Pilato, maglietta numero 169 per Karin Pilato!

 

 

 

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