Mattinata improvvisata assieme a Virgilio Vignato e Mariucia, Gambellara (Vicenza)

Una mattinata improvvisata alla scoperta dell’azienda Virgilio Vignato, assieme all’omonimo titolare, tra il centro e le colline adiacenti di Gambellara

29 Settembre 2022

Virgilio VignatoUna mattinata dalle parti di Gambellara, che mi porta ad incontrare Virgilio Vignato, nell’azienda che prende il suo nome, con delle radici insite nella storia. Durante la prima guerra mondiale nonno Virgilio migrò in America e vi tornò alla fine del secondo conflitto bellico, nel 1947, dopo ventiquattro anni, lasciando nonna Giovanna incinta e già mamma del papà di Virgilio, Vincenzo.

Giovanna dovette “tirar su” tutta la famiglia con le proprie forze e tra queste attività c’era anche quella di accudire i vigneti e vinificare le uve; un tempo con un solo campo e qualche botte di recupero. Virgilio Vignato è praticamente nato in azienda e ha vissuto tutte le varie fasi e trasformazioni del ventesimo secolo fino ad arrivare ai nostri giorni, nei quali l’azienda si compone di quindici ettari vitati, tra proprietà ed affitto e, oltre alla sua figura è entrato anche il figlio Ilario, dopo gli studi in tutt’altro settore, dirottati per seguire l’attività di famiglia.

Virgilio VignatoI vigneti sono situati in circa venti appezzamenti, con spazi che vanno dai due/tremila metri al più grande di un paio di ettari. I terreni sono quelli tipici di questa zona del vicentino, ricchi di basalto ed argille nelle parti più alte ed argilla prevalente in quelle pianeggianti, con varietà che spaziando dalla padrona di casa Garganega, alle internazionali Pinot Nero, Cabernet e Merlot, oltre ad un nuovo impianto di cinque ettari di cui uno di Glera e quattro di Prosecco. Quasi tutti i vigneti, convertiti o in fase di conversione a spalliera, sono accessibili con le macchine, con cui avvengono la maggior parte delle lavorazioni, in un’ottica di agricoltura di precisione, addizionata ai trattamenti che rispettano la certificazione Bio, certificazione ottenuta da quest’anno.

Virgilio VignatoUno sguardo alle principali zone di vinificazione partendo da quella superiore ed esterna, creata negli anni ’80 e la cui fine dei lavori di rinnovo è stata nel 2010 anche se “no l’è mai finia” (non è mai finita), dove si trova la prima area di trasformazione delle uve che, se a bacca bianca, vengono pressate e restano a contatto tra di loro per massimo un paio di ore; il mosto fiore si estrae la mattina successiva, dopo una decantazione, utilizzando la sola acqua per abbassare le temperature. Le uve rosse vengono diraspate per poi essere lasciate in macerazione; in entrambi i casi le fermentazioni vengono attivate tramite lieviti selezionati e gli affinamenti per i bianchi sono solo in acciaio.

Virgilio VignatoGiunti in barricaia, struttura costruita tra il 2004 e il 2006, si possono incontrare le vecchie botti che contengono in affinamento principalmente due tipi di vino: il Recioto Passito e il Merlot, ottenuto con una parte di uve appassite. Di fianco alle barrique i cestoni di Recioto Spumante, ottenuto da uve appassite in cassetta e pigiate nel mese di novembre successivo alla vendemmia, che affinano per circa nove mesi per poi essere messe in punta e sboccate. Sia per quanto riguarda il Passito sia per Vin Santo tutte le uve di Garganega vengono “picade” (appese) sia in cantina sia in una piccola casetta tra i vigneti; così da rispettare lo storico metodo di produzione di questi vini ed avere un appassimento lento e graduale, con le uve che si lasciano naturalmente cadere al suolo, nel caso in cui marciscano, non inficiando sulla qualità del resto del grappolo. La pigiatura avviene verso metà febbraio e il metodo di vinificazione è “in bianco” e il primo vino affina in botte, per tre/quattro anni, mentre il secondo tra damigiana e acciaio. Incredibile sapere che i grammi di zucchero in questi vini oscillano tra i centocinquanta e i duecento per litro, pur non avendo una stucchevolezza al palato.

Virgilio VignatoDopo una chiacchierata in cantina andiamo assieme a Virgilio Vignato, a bordo della macchina “da campagna” con officina di emergenza integrata, a scoprire le colline vitate adiacenti all’azienda. Lungo il percorso si attraversa anche l’antico confine, indicato da due colonne, che delimitava la provincia di Vicenza da quella di Verona, spostato all’attuale nel 1859. Una stradina stretta e piena di curve che porta a scoprire il territorio di Gambellara, una sorta di ferro di cavallo basaltico che termina con una vallata, dove è presente un torrente, “Rio”, nel quale confluiscono tutte le acque che scendono dalle colline. Virgilio VignatoLa vista dalla cima dei colli fa ben capire questo territorio ricco di vigneti, ma anche zone boschive ed ulivi; nelle giornate più limpide l’orizzonte si espande fino agli appennini modenesi, il ponte di Piacenza d’Adige e le ciminiere di Ostilia. Immersa tra le colline c’è una casetta che viene dedicata all’appassimento delle uve Garganega atte a Passito o Vin Santo. Qui si possono ammirare i tipici grappoloni che resteranno appesi idealmente fino a febbraio, riparati da una tettoia, ma al contempo esposti al clima invernale.

E dopo un’ultima massima di Virgilio Vignato: “una volta con mille metri potevi mantenere una famiglia, adesso con quindici ettari te si intrigà (sei in difficoltà) a vivere”, lo salutiamo per concentrarci sull’assaggio di alcuni dei vini prodotti.

Virgilio VignatoLe bottiglie prodotte sono tra le cinquanta e le settantamila per anno, con un picco nel 2021 di ottantamila. La degustazione è curata dalla moglie di Virgilio, Mariucia, veterana sommelier e responsabile di una delle associazioni che insegnano questa professione.

Virgilio VignatoCi concentriamo sulla Garganega in due versioni: Gambellara Classico DOC 2019 e Veneto IGTCaliverna” 2020. Il primo vino è ottenuto da uve di collina vendemmiate ad ottobre e imbottigliato dopo dodici mesi di riposo in acciaio sulle proprie fecce fini. Il suo nome è “Capitel Vincenzi”, dedicato ad un capitello eretto in memoria di un bombardamento che ha distrutto la casa di famiglia Vignato, oltre alle abitazioni vicine, mietendo diverse vittime, tra cui dodici bambini. Vincenzi, invece, si riferisce al soprannome della famiglia del papà di Virgilio, per contraddistinguerla in quella che era una comunità ricca di Vignato. Un vino dai sentori di mela gialla, frutta esotica, ginestra, spunti sulfurei infusi da questo territorio unico, per un palato fresco, di beva, con una buona acidità e mineralità.

Virgilio VignatoIl secondo vino porta il nome di brina, in dialetto veneto, poiché le uve, sempre di collina, vengono vendemmiate tardivamente, verso novembre, periodo nel quale tra le piante si forma questa patina ghiacciata. I sentori si caricano di frutta più matura, mango, note di frutta secca, pietra focaia, uno spunto balsamico e un tocco di macchia mediterranea; più pieno anche in bocca, dove entra deciso, ma al contempo “morbido”, con una buona acidità, ben equilibrato, buona mineralità e maggiore persistenza del precedente.

Virgilio VignatoRingraziando Virgilio Vignato e Mariucia, per loro magliette numero 191 e 192!

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