Maso di Villa, una chicca nascosta tra le colline di Collalto (Treviso)

Maso di Villa, un caseggiato di altri tempi circondato da poco più di un ettaro di vigna, orti, fiori e bosco, immerso tra i colli di Collalto

30 Ottobre 2022

Maso di VillaUna mattinata passata in una location bucolica, in compagnia della padrona di casa Chiara, per scoprire l’azienda di famiglia Maso di Villa, tra le colline di Collalto.

Lo sguardo è subito catturato dall’abitazione che riporta la mente ad altri tempi, ricoperta da una pianta di vite dal Canada, che d’inverno si spoglia delle foglie e fa godere dei mattoni faccia a vista del caseggiato. Ci troviamo davanti ad una vecchia casa che un tempo era divisa in una parte di stalla e l’altra di abitazione, oggi rivalutata in “Relais di campagna”, con sei camere e la possibilità di fare colazione, oltre che di godere dell’immenso giardino con tanto di piscina. Maso di VillaIl nome Maso di Villa è stato ritrovato in vecchie mappe, risalenti al catasto napoleonico, pur non sapendo il suo significato. Curiosità è che quando è stata acquistata era ricoperta da un intonaco, che, in seguito alla visione di una foto del 1920 (portata da un cliente) in cui le facciate erano di mattoni, si è deciso di riportare il maso al suo stato più originale.

La proprietà è stata acquistata nel 1999 ed era già presente una vigna di Glera, ormai in stato di abbandono, e, solo dopo un accurato studio del terreno si è deciso di piantare le varietà a bacca rossa che rappresentano la DOCG Colli di Conegliano Rosso: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Marzemino. “La scelta è stata una conseguenza della passione di papà Giuseppe per i grandi vini rossi!

Maso di VillaIl sottosuolo è caratterizzato da parti limose, argillose, con alcuni punti dove si trovano più rocce; l’impianto, circa un ettaro e tre, è molto denso, con diecimila piante ettaro e l’esposizione dei vigneti è a sud.

Maso di VillaAvendo la fortuna di essere circondati dal bosco i trattamenti sono limitati e seguono il protocollo BIO, essendo Maso di Villa certificata dal 2010 in vigneto; vengono, inoltre, adottate tecniche come il sovescio a filare alterni, principalmente piantando legumi e fiori. Il protagonista principale della vigna è papà Giuseppe, il quale vuole ottenere ogni anno la materia migliore per la produzione dei suoi due vini. Curiosità è che Giuseppe proviene da un settore totalmente diverso da quello della viticoltura, essendosi occupato per tutta la vita di disegnare capi di abbigliamento.

Maso di VillaDurante l’invaiatura il 30/40% dell’uva viene “lasciata a terra”, operazione ripetuta anche in vendemmia, così da avere una selezione ottimale dei migliori e più concentrati di nutrienti acini. Dopo aver raccolto l’uva, rigorosamente in piccole cassettine, si effettua una terza selezione in cantina.

La cantina è stata costruita nel 2015, pur avendo prodotto la prima bottiglia nel 2004, volendo aspettare di capire se il progetto vitivinicolo potesse avere un risvolto positivo. Cantina situata dietro all’abitazione, dove l’uva si lavora tutta diraspata e, dopo una leggera pressatura, si lascia fermentare in tini troncoconici per circa due settimane con diverse rotture di cappello e rimontaggi. Maso di VillaIn base all’annata è possibile che venga lasciata appassire l’uva in cantina in maniera naturale una o due settimane, per portare a piena maturazione i grappoli, oppure si effettua una leggera surmaturazione in pianta, meteo permettendo. Pur essendoci tre vitigni, le varietà sono in totale sette e vengono vinificate in maniera separata, anche per il tempo di affinamento in barrique. Maso di VillaLa barrique di rovere francese è l’unico vaso vinario per affinare i vini, che rimangono due anni in legno nuovo, nel caso di Nasi Rossi, mentre venti mesi in metà legno nuovo e metà legno usato per il Maso di Villa. Il blend viene effettuato dopo il giusto periodo di affinamento, per poi andare in bottiglia.

Una grande percentuale dello spazio della cantina è dedicata al magazzino, poiché le due etichette escono sul mercato rispettivamente dopo sei/sette e nove/dieci anni di riposo in bottiglia.

Maso di VillaOgni bottiglia vuole rappresentare l’espressione dell’andamento di una determinata annata ed è capitato di sacrificare la produzione del Nasi Rossi in due occasioni, nel 2011 e 2014, anche se “in questa ultima siamo rimasti fregati, perché pensavamo non fosse all’altezza, ma nella distanza si è dimostrata un’ottima annata”.

Seduti di fronte al caseggiato, in una splendida giornata di sole, assaggiamo entrambi i vini: Maso di Villa, annata 2015 (bottiglia 1178 di 2040) e Nasi Rossi 2013 (bottiglia 1935 di 3060).

Il primo vino, dedicato all’azienda e al Maso, si presenta al naso con sentori di frutti rossi, ciliegia, ma anche prugna, rosa rossa, spunti ematici con un sottofondo terziario di tabacco, spezie, caffè, note di vaniglia. In bocca entra fresco con una buona spalla acida, abbastanza minerale, tannino che si fa sentire e buona persistenza; da lasciare in cantina e vedere come e quando troverà il suo pieno equilibrio.

Nasi Rossi è il vino di punta dell’azienda, con un’etichetta disegnata da papà Giuseppe, il quale ha rappresentato un gruppo di amici intenti alla degustazione di un calice di vino, tutti con il naso rosso, lecita conseguenza di qualche calice in più. Non trovando il nome adatto per questo vino l’ispirazione è venuta proprio dal disegno, battezzandolo così con il nome Nasi Rossi.

Maso di VillaVino che si presenta al naso con profumi più intensi del precedente, la frutta diventa più scura, emergono spunti di arancia sanguinella, spezie, spunti di liquirizia, la vaniglia viene meno e il legno, pur utilizzando barrique nuove è più integrato al vino. Fresco al palato, buona acidità, con un maggiore equilibrio e un tannino più morbido e delicato, maggiore anche la persistenza.

Maso di VillaPer il futuro c’è l’idea di allargare leggermente la produzione, senza sfociare in un business di migliaia di bottiglie, ma concentrandosi sempre sulla qualità e su una piccola produzione dettata dalla passione.

Maso di VillaPer Chiara maglietta numero 196, in attesa di organizzare una bella verticale dei vini di Maso di Villa.

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