L”Astemia Pentita, alla scoperta di un punto di rottura della Barolo più classica, assieme al responsabile dell’accoglienza Giorgio
30 Aprile 2023
Una domenica affollata nella parte più bassa di Cannubi, per visitare e degustare i vini dell’azienda L”Astemia Pentita, una realtà che si può definire, per tanti fattori, un punto di rottura della Barolo più classica, la quale ha trovato le sue radici in quella che è la collina più famosa, prestigiosa e vocata di questa zona. La chiacchierata con Giorgio, che dall’apertura dell’azienda al pubblico è responsabile dell’accoglienza e delle visite, comincia nella parte esterna, con vista sui vigneti. Prima di addentrarci nella storia de L”Astemia Pentita una riflessione utile sicuramente a capire l’essenza del progetto.
La zona del Barolo è da un paio di secoli vocata per la produzione di vino, ma queste terre non sarebbero nulla senza l’avvento dell’industria ed in particolare una delle aziende più prestigiose d’Italia, come la Ferrero. Oltre a questo si è unito il turismo, che negli ultimi anni sta crescendo in maniera esponenziale, facendo toccare con mano queste colline a connazionali e persone di tutto il mondo, curiosi di scoprire il territorio, godendo dei prodotti locali come cibo e vino. Il vino è diventato uno dei simboli principali di questi luoghi, ma se non fosse stato per alcuni produttori che, nel secolo scorso, si sono spesi per la sua promozione, oltre che per il costante incremento qualitativo, oggi non ci sarebbe tutto ciò.
Un preambolo che determina quelle che sono le basi e i principi con cui è nata l’azienda, la quale ha mescolato industria, arte, vino e turismo. Protagonista di questo progetto è L”Astemia Pentita Sandra Vezza, imprenditrice piemontese, originaria di Levice, paesino dove, a detta di Giorgio, è più facile incontrare un capriolo che una persona!
La sua passione per il design e l’architettura si sono concretizzare nell’imprenditoria iniziando negli anni ’90 e non fermandosi più, con l’acquisizione di marchi che hanno segnato la storia del design più radicale, come traspare in tutti gli angoli della sua azienda. Un progetto che comincia nel 2010, quando fratello e sorella, ormai anziani, Teobaldo e Livia De Magistris hanno scelto proprio Sandra per vendere e custodire i propri terreni. In realtà Sandra in una prima fase era andata ad accompagnare un amico per la compravendita e alla fine si è ritrovata come acquirente di quelle terre, tanto corteggiate da molti “vicini di casa” e non. Da un curriculum di astemia, alla creazione di un’azienda vitivinicola, che in una prima fase dava in affitto i terreni, fino alla costruzione della cantina, che ha aperto le sue porte al pubblico nel 2018.
La posizione è una delle più strategiche e la struttura non passa inosservata, un’opera architettonica che non può non essere notata, vista la sua composizione che vuole rappresentare la riproduzione gigante di due cassette di legno, quelle utilizzate per contenere il vino, poste una sopra l’altra.
Un simbolo che esce dalla tradizione delle cascine langhette, o da strutture più classiche, che ha fatto parlare di sé fin da subito, vuoi per la conduzione tutta al femminile, l’immagine un po’ bizzarra, le bottiglie a dir poco dirompenti, “l’estrema” cura verso l’accoglienza e diverse altre sfaccettature. L’imprenditoria si è unita al mondo del vino creando un’offerta turistica che ha contribuito a incrementare l’afflusso di persone nel territorio delle Langhe grazie a L”Astemia Pentita.
Oggi gli ettari sono due in Cannubi, uno a Crosia, alcune vigne in Sarmassa, una piccola vigna a Terlo, oltre a cinque ettari tra Monforte Roddino e Sant’Anna, per un totale di circa diciassette ettari, già in produzione. Tra una chiacchiera e l’altra uno sguardo al panorama, dove nel versante più a nord si vede il paese di La Morra, in una zona dove i terreni sono più chiari, leggeri e sabbiosi; substrato che cambia nella parte a sud-est, di Monforte e Serralunga, dove i terreni sono più compatti e corposi.
L”Astemia Pentita è in conversione BIO, con trattamenti già condotti a base di rame e zolfo, sovescio in alcune zone e il mantenimento di un’attività che vuole comunque rispettare la tradizione. Ne sono un esempio i pali con cui viene sorretta la vigna, tutti in castagno, a discapito dei più pratici ed economici pali in acciaio o simili. Nell’ottica di mantenere la tradizione, ma anche un criterio estetico, vengono anche evitate le reti antigrandine.
Dopo aver approfondito la parte esterna dell’azienda, uno sguardo ai principali ambienti interni, con la sala delle vinificazioni, dove prevalgono le vasche in acciaio, oltre all’adiacente barricaia nella quale riposano le barrique nuove e di secondo passaggio, utilizzate per l’affinamento della Barbera, tonneau per il Nebbiolo e rigorosamente botti grandi per i Barolo che affinano in legno per tre anni. Un ambiente curato nei minimi dettagli, con una struttura in cemento dipinta con foglie di vite che prendono le colorazioni autunnali. Non mancano le opere d’arte, con installazioni di design in ogni angolo della struttura. Una curiosità è che sono stati fatti dipingere di beige (come il pavimento) anche i muletti, per renderli più armonici nell’ecosistema cantina.
Alla fine della barricaia una poltrona gigante, il “Trono del Barolo”, richiamo al detto che vede il Barolo soprannominato come “Re dei Vini”, diventata il luogo principale delle foto dei visitatori, un simbolo che ha fatto il giro del mondo sui social. (Impossibile resistere a sedersi sopra per uno scatto!).
Le uve vengono pigiate e fatte scendere per caduta in acciaio, dove vengono innescate le fermentazioni con lieviti indigeni e selezionati, dipendentemente dal vino. Solo al termine di questo processo si passa in legno per alcuni vini o si continua in acciaio per altri.
Dopo i vari affinamenti il vino passa per caduta al piano inferiore, dove i muri vedono le foglie dipinte in versione primaverile, di un verde sgargiante. Spazio dedicato all’imbottigliamento e allo stoccaggio dei vini. Una cantina dove la precisione è maniacale con un ordine e pulizia degli ambienti che fanno trasparire l’anima ed il carattere della signora Sandra.
Prima di uscire un’ultima sala, finalizzata alla movimentazione delle bottiglie che vengono trasportate all’esterno; anche qui le opere non mancano.
In un ambiente dove si è deciso di dipingere erba e cielo azzurro condito da qualche nuvola, si trova una Fiat 500 con una enorme nuvola caricata sopra di lei, oltre al famoso divano a forma di bocca, opera di Franco Audrito, Studio 65 di Torino.
Prima di dedicarci ai vini, usciamo dal magazzino ritrovandoci nella vecchia strada di Barolo e notando anche nella parte esterna della cura dei particolari, con una facciata decorata che poi riconduce alla vigna, la quale porta direttamente in cantina.
Le bottiglie prodotte sono di media settantamila, ma grazie ai nuovi investimenti e agli spazi della cantina che lo permettono, il target desiderato è quello di produrre circa centosessanta/centosettanta mila bottiglie per anno.
Per l’assaggio di alcune delle principali referenze de L”Astemia Pentita ci spostiamo nella scatola di legno superiore con vista sui vigneti e sulle colline esterne, pur con un tempo che non è dei migliori. Partenza con un vino bianco a base di uve Nascetta. La Nascetta è l’unico vitigno autoctono bianco delle colline del Barolo, esattamente dal paese di Novello. Nel tempo quasi tutte le vigne sono state espiantate a causa dell’instabilità di questa varietà e dell’essere soggetta a parassiti, tranne due, appartenenti all’azienda Le Strette e a Elvio Cogno.
Dal 2010 è diventata una DOC e, grazie a diverse aziende, oggi si producono circa duecentocinquanta/trecento mila bottiglie. Un’altra curiosità che la riguarda è nel modo di scrivere quest’uva, ovvero Nasc-etta o Nascetta; nel primo caso appartenete al solo comune di Novello, mentre nella seconda forma in tutto il resto delle Langhe.
Vino dell’annata 2022 che affina in solo acciaio ed esprime note fresche, agrumate, di cedro, spunti tropicali di ananas, miele, una leggera salvia. In bocca è minerale, sapido, con un buon corpo ed equilibrio, buona anche la persistenza.
Saltiamo subito alla Barbera d’Alba Superiore 2021, con uve provenienti da Monforte, un affinamento in barrique e imbottigliamento solo due mesi fa. Un rosso di carattere, con note di ciliegia, rosa canina, spezia, sentori vanigliati e di pepe per un vino ancora fresco, non ancora in perfetto equilibrio vista la sua giovane età, con un contrasto tra la tipica acidità e le parti morbide, leggero tannino e buona persistenza.
L”Astemia Pentita produce due linee di vino: in quella premium troviamo Langhe Riesling, Langhe Nascetta, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo, un blend di Dolcetto e Barbera, Barbera d’Alba Superiore e tre Barolo di cui due cru: Cannubi e Terlo. È stata creata anche una linea definita pop, con due bottiglie particolari, una a forma di uomo e una a forma di donna, per richiamare fratello e sorella De Magistris, che hanno venduto l’azienda alla signora Sandra. In questa linea troviamo un Rosè di Nebbiolo, un blend di Sauvignon e Riesling e un blend di Nebbiolo e Barbera.
Come conclusione degli assaggi e della visita degustiamo i due Cru, rispettivamente Cannubi 2012 (al suo terzo anno di produzione) e Terlo 2011 (al suo primo anno di produzione). Un primo vino con uve che crescono a duecentoventi metri sul livello del mare, in battuta del sole, su un substrato drenante, ricco di sabbia; mentre un secondo vino con uve che vivono ad est, dove è più fresco, ventilato e il suolo è caratterizzato da argilla e marne più compatte. Entrambi affinano per tre anni in botti grandi di legno.
Il Cannubi si presenta con sentori di frutta disidratata, sanguinella, leggero tocco di sottobosco, cacao, cioccolata, note più ematiche, per un sorso dalla buona acidità, minerale, tannino fine, buon equilibrio e buona persistenza.
Passando al Terlo, che esce più timidamente, si accentuano le note di sottobosco, fungo, spunti di frutta sotto spirito, cuoio, bastone di liquirizia, si percepisce la maggior alcolicità. In bocca ha più struttura e corpo, ma comunque buona freschezza, trama tannica più marcata, maggiore persistenza.
Le uve per ottenere questo vino nel suo primo anno sono state vendemmiate di notte, poiché il giorno seguente era prevista pioggia. Dal 2011 è diventata una tradizione e ci si ritrova con tutti, o quasi, i componenti dell’azienda per la vendemmia notturna e conseguente bicchierata!
Ringraziando di cuore Giorgio e nella speranza di poter conoscere la signora Sandra, per L”Astemia Pentita maglietta numero 241!


