Masciarelli Tenute Agricole e Marina Cvetic, San Martino sulla Marrucina (Chieti)

Masciarelli Tenute Agricole, un viaggio alla scoperta delle varie sfaccettature dell’azienda, sulle orme del suo fondatore Gianni Masciarelli

29 Agosto 2023

Un pomeriggio di fine agosto, in cammino per raggiungere la Puglia, mi porta a fare una pausa presso le Tenute Agricole Masciarelli, per poterne scoprire la sua storia più che quarantennale e ripercorrere le orme del suo fondatore Gianni Masciarelli.

Il benvenuto è da parte di Fabiana, che da qualche mese si occupa della comunicazione ed accoglienza dell’azienda. Assieme a lei la scoperta delle principali aree di questa realtà, che è stata una delle pioniere della Regione Abruzzo, portando i suoi autoctoni e non a viaggiare sia nella Nazione sia in Paesi stranieri. Siamo nel comune di San Martino sulla Maruccina, il punto di partenza di questa avventura che ancora oggi rappresenta il cuore pulsante di Masciarelli, essendoci la cantina principale e gli uffici. Al di là della strada principale troviamo anche Villa Gemma, la residenza della famiglia Masciarelli diventata negli anni cantina e ritrasformata successivamente in dimora.

Il pioniere Gianni Masciarelli negli anni settanta era uno studente di economia, con la passione per il mondo del vino e un fascino particolare rivolto ai cugini d’Oltralpe. Papà camionista e mamma casalinga erano sicuramente distanti dal mondo della viticoltura, ma il suo amore per questo settore fu talmente grande da fargli abbandonare gli studi, ad un solo esame dalla laurea, e concentrarsi in una formazione “sul campo”. Un campo principalmente francese, dalla quale ha potuto assorbire un importante know how che ha portato nella sua Regione, l’Abruzzo. Ufficialmente Gianni Masciarelli ha acquistato il primo vigneto, l’appezzamento “Cave” (nominato così grazie alla copiosità di riserve idriche), nel 1981, trasformato dal classico tendone ad un sistema di allevamento a guyot, facendo sicuramente scalpore tra il vicinato. Il suo obiettivo è stato fin dall’inizio quello di ridurre la produzione delle uve puntando sulla qualità del grappolo. Da qui i primi vini a nome “Villa Gemma”, Montepulciano e Cerasuolo che ancora oggi fanno parte della linea dei vini Masciarelli.

Uno sguardo a questo appezzamento in un unico corpo di sei ettari fa capire il panorama variegato dell’Abruzzo, con il mare ad una ventina di chilometri e la montagna a circa la stessa distanza. La vigna non ha preso il predominio diventando una monocultura, ma si alternano alberi di ulivo, alberi da frutto, seminativi, boschi e talvolta spazi incolti. All’interno della proprietà si trova “il Pensatoio”, una piccola struttura tra i vigneti dove Gianni era solito recarsi per meditare, raccogliere nuove idee, staccandosi dal mondo, in un’ottica di evasione dal tempo reale. Oggi il piccolo ed essenziale spazio è utilizzato come stanza di appoggio durante la vendemmia e spazio per piccoli eventi.

Altra grande idea lungimirante di Gianni Masciarelli è stata quella di investire in tutte le provincie abruzzesi così da non avere un’uniformità di terroir, oltre ad evitare l’esposizione delle piante ad agenti atmosferici che ne avrebbero condizionato la produzione. Purtroppo la sua persona è mancata nel 2008, anche se la sua anima, filosofia e personalità si possono toccare con mano in ogni parte dell’azienda. Un’azienda che oggi è condotta dalla moglie Marina Cvetic e dalla figlia maggiore Miriam Lee, ovviamente con il supporto di un team di più di cinquanta persone.

Gli ettari vitati che troviamo sono trecento e sono dislocati nelle province di Chieti, Pescara, Teramo e l’Aquila, una cantina principale a San Martino sulla Maruccina, oltre a due ulteriori strutture a Loreto Aprutino e Teramo, così da agevolare le vinificazioni ed evitare lunghi trasporti delle uve.

In provincia di Chieti, nella parte più interna, le colline si estendono tra il mare Adriatico e il massiccio della Majella (fino a duemilasettecento metri) che ne influenzano profondamente il clima. Il terreno è caratterizzato da un forte contenuto di calcare; fiumi e torrenti creano una grande varietà di microclimi diversi. In provincia dell’Aquila si trova Ofena, una pianura dotata di un’ottima esposizione, a circa cinquecento metri sul livello del mare. Qui i vigneti si trovano su terreni friabili costituiti da terrazze alluvionali e ad alto contenuto di ghiaia. Ofena è soprannominata il “forno d’Abruzzo”, per le alte temperature che vi si raggiungono in estate, dato che la brezza marina è fermata dal Gran Sasso.
In provincia di Pescara, nei vigneti di Loreto Aprutino (Re Martello, Passo Cordone e Coccia Pazza), le uve godono di uno splendido pendio, a circa duecento metri sul livello del mare, con argilla e suoli limosi e un clima mediterraneo. Uno dei migliori terroir di tutto l’Abruzzo, dove i vini acquisiscono profondi aromi, tannini e complessità, senza cadere in un’eccessiva rusticità. Infine la provincia di Teramo, parte settentrionale dell’Abruzzo, è conosciuta come una delle aree migliori per il Montepulciano e abbonda di interessanti terroir, come la famosa città del vino Controguerra e le valli intorno a Teramo. I pendii, generalmente bassi, digradano dolcemente dai piedi del Gran Sasso verso il mare. La vicinanza di quest’ultimo provoca temperature medie diurne generalmente più calde, mentre i terreni sono prevalentemente argillosi e spesso a tinta rossa. Il Montepulciano qui si arricchisce di note vegetali tipiche del Montepulciano “di mare” (felce, uva spina), grandi tannini e struttura rotonda.

L’azienda Masciarelli lavora da anni nella filosofia di difesa integrata, con nutrizione organica, lasciando i filari inerbiti in maniera alterna, seminando del sovescio e senza effettuare alcuna lavorazione del suolo durante la stagione.

Dalla vigna ci spostiamo nella cantina principale che è stata costruita all’inizio degli anni novanta, all’interno della quale troviamo diversi spazi dedicati sia alle vinificazioni sia agli affinamenti, in acciaio o in legno. Un primo luogo esplorato è la bottaia dedicata al Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic, che affina in grandi tini troncoconici rovere di Slavonia a cui segue barrique di rovere francese. La particolarità di questo luogo è il soffitto che rappresenta un cielo blu, stellato, che viene riflesso su un pavimento rosso scuro, a richiamare la terra. Gianni Masciarelli era solito esclamare che “Un vignaiolo ha due cantine: quella in cemento e quella, più importante, sotto le stelle”. Seconda bottaia dedicata allo Chardonnay, con tonneau e barrique di primo passaggio.

Proseguendo nella parte inferiore la “bottaia dei bianchi”, un ambiente costruito con le pietre della Majella ai lati, a ricoprire uno strato di terra, così da riprodurre una sorta di grotta naturale, pur aiutata da un impianto di condizionamento. Qui riposa il Trebbiano d’Abruzzo, in barrique di primo passaggio, oltre ad esserci tre botti più grandi, da cinquecento litri, dedicate alla linea “Riserva di Gianni”. Queste botti erano un regalo da parte di Gianni Masciarelli ad un produttore amico, che però è mancato prima di ricevere tale presente. Accantonate per qualche anno, sono state riscoperte dalla moglie Marina e si è voluto dedicare una speciale linea al pioniere che ha creato questa realtà. Particolarità di uno dei contenitori è la dedica scritta sul legno di Jean Vicard, produttore della botte, cosa molto insolita da trovare nelle cantine. Questo a confermare il rapporto del produttore con i bottai francesi che gli fornivano botti da lui scelte personalmente in maniera estremamente precisa e quasi maniacale sui formati, i tagli, il legno e la fattura in generale.

Infine la bottaia dei rossi, dove riposano tutti i vini rossi più importanti di Masciarelli in mille barrique di primo e secondo passaggio, vinificati rigorosamente per particelle e assemblati dal team di enologi dopo il giusto affinamento. Un tempo il vino riposava a suon di musica, principalmente Canti Gregoriani.

Le bottiglie prodotte per anno sono circa due milioni duecentomila, di cui la maggior parte appartengono alla Linea Classica, con vini che affinano in solo acciaio. L’ambiente degli acciai, visto il periodo, è in fase preparatoria per l’imminente vendemmia.

Dalla visita in cantina si può evincere che le etichette prodotte da Masciarelli sono numerose e si dividono in più linee: “Linea Classica” con un Rosato Colline Teatine DOC, Montepulciano d’Abruzzo DOC, Trebbiano d’Abruzzo DOC; “Linea Gianni Masciarelli” con Trebbiano, Montepulciano e Cerasuolo, tutti Abruzzo DOC; “Villa Gemma”, con un Bianco Colline Teatine IGT, Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva, Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore; “Marina Cvetic”, la linea dedicata alla moglie, di origine serba (precisazione per introdurre la linea successiva, ma anche motivo per cui troviamo una Malvasia Istriana tra le etichette): Chardonnay Colline Teatine IGT, Syrah Colline Pescaresi IGT, Trebbiano d’Abruzzo DOC Riserva, Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva, Merlot Terre Aquilane IGT, Cabernet Sauvignon Colline Teatine IGT; “Linea Iskra”, che significa scintilla in Serbo: Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva, Abruzzo Malvasia DOC ed infine “Castello di Semivicoli” con Trebbiano d’Abruzzo DOC, Rosso Terre di Chieti IGT e Abruzzo Pecorino DOC. A completare la gamma dei vini anche due grappe e l’Olio Extra Vergine di Oliva.

Cambiamo scenario, a circa dieci minuti d’auto dalla cantina si trova il Castello di Semivicoli, un palazzo appartenuto al Barone Perticone, nobile siciliano, costruito tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo. Il nome proviene dal Borgo in cui si erige, nel comune di Casacanditella e negli anni della seconda guerra mondiale è stato adibito ad ospedale militare, subendo successivamente un periodo di declino e diventando una struttura adibita a ricovero attrezzi da parte dei cittadini del paese. Nel 2004 venne acquistato da Gianni Masciarelli come regalo per la moglie Marina Cvetic, riportando la struttura ai fasti del tempo, con un lavoro di restauro conservativo di diversi anni, diventando da maggio 2009 un resort con undici camere, ristorante per gli ospiti e piscina, ovviamente contornato da una magnifica vista abruzzese.

Nel giardino esterno sono presenti alcune vigne da cui si ottengono i vini della già citata linea “Castello di Semivicoli”, tra cui troviamo un Trebbiano, un Pecorino e un blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Montepulciano, tre vini che rispecchiano l’identità di questo posto, vinificati ed affinati esclusivamente in acciaio. Location per manifestazioni e matrimoni il Castello ospita anche mostre d’arte e collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, di cui si possono ammirare le opere d’arte diffuse e le etichette delle edizioni limitate di alcuni dei vini prodotti.

Per degustare alcune delle etichette dell’azienda Masciarelli ci spostiamo nella vecchia bottaia all’interno del Castello di Semivicoli, uno spazio che mantiene le grandi botti in legno di castagno, olivo, quercia degli alberi che si trovavano all’interno della tenuta da quaranta ettolitri, dove si vinificava nel diciannovesimo secolo, riportando ancora le date, in alcuni casi, che spaziano dal 1803 al 1816.

Un viaggio tra autoctoni ed internazionali che comincia con la Malvasia Istriana Abruzzo DOCMarina Cvetic” 2020 vinificata in acciaio e circa dodici mesi di barrique. Una produzione di tremilatrecento ottantatrè bottiglie con vigneti vicino a Pescara che si esprime al naso con sentori di erbe aromatiche, origano, erba appena tagliata, gocce d’oro, melone bianco, uno spunto agrumato, pepe bianco, una nota ammandorlata, per un palato ben equilibrato, buona spalla acida, abbastanza minerale, discreta la sapidità, mediamente persistente.

Giochiamo in casa con il Trebbiano d’Abruzzo DOC Superiore 2020 della linea “Castello di Semivicoli”, con un terreno che rispetto al primo, esclusivamente sabbioso, si arricchisce della parte argillosa, a quattrocento metri sul livello del mare, circa, vinificato ed affinato in solo acciaio, rimanendo poi a riposare in bottiglia. Un vino che ha tre anni ma si presenta fresco al naso, più timido del precedente, con note balsamiche e mentolate, lime, uno spunto di confetto. In bocca ha una buona verticalità, buona acidità, discreta mineralità e sapidità e discreta persistenza.

Passaggio di Cerasuolo d’Abruzzo DOC SuperioreVilla Gemma” 2022 dal vigneto visitato all’inizio dell’incontro, un 100% Montepulciano selezionato in una vendemmia antecedente a quella dedicata al rosso, con uve pressate direttamente. Cerasuolo definito “stile di vita” dagli abruzzesi perché considerato vino da tutto pasto; il quale si apre con un sentore di ciliegia non troppo matura, fragolina di bosco, leggera nota di rosa rossa, note ematiche, di pietra bagnata e non manca un sentore di origano nel finire. In bocca un buon equilibrio, freschezza, con una buona acidità, mineralità e sapidità, che equilibrano il livello alcolico e ne agevolano la beva; buona anche la persistenza con un ritorno della ciliegia al palato.

Il mondo dei rossi si apre con un internazionale, MerlotMarina Cvetic” 2017 che affina in barrique dodici mesi, per poi riposare in bottiglia. I vigneti sono localizzati ad Ofena, in provincia dell’Aquila, zona definita “il forno d’Abruzzo”, a causa delle sue escursioni termiche con giornate molto calde ed un terreno argilloso calcareo a quasi cinquecento metri sul livello del mare. Da subito emerge una nota di sottobosco, che introduce anche una frutta sotto spirito, note erbacee e terrose, tabacco dolce, per un palato comunque fresco e dalla buona beva, minerale, pieno, con un buon corpo, buona persistenza, un grado alcolico ben integrato e tannino morbido.

Il secondo vino rosso è un Montepulciano D’Abruzzo DOC Riserva della linea “Iskra” 2019, ottenuto con le uve del vigneto di Controguerra in provincia di Teramo, a circa duecento metri sul livello del mare. Vino che riposa in barrique per dodici mesi e si esprime con sentori di frutti neri, frutti di bosco, note verniciate, un leggero sottobosco, leggera liquirizia. Rispetto al secondo vino è più fresco, con una buona acidità, abbastanza minerale e un tannino discreto, per una buona persistenza.

Una conclusione con un secondo Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva 2018, della linea “Villa Gemma” con uve di San Martino, torniamo quindi in provincia di Chieti nel vigneto visitato, il miglior appezzamento dell’azienda. L’affinamento è simile, ma i sentori si caricano su questa seconda Riserva che esprime note di frutta sotto spirito, ma anche china, inchiostro, cioccolato, note di vaniglia, tabacco da pipa. In bocca è più largo, con un corpo maggiore, una buona mineralità, discreta sapidità, ottima persistenza, tannino di personalità che fa capolino.

Prima dei saluti maglietta numero 277 per il team Masciarelli, rappresentato in questo caso nella foto da Marco, hotel manager della struttura da sette anni.

E dopo una notte passata nel silenzio più assoluto in una stanza del Castello di Semivicoli, con la promessa di tornare per un po’ di relax e un bagno in piscina, ci si rimette in marcia!

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