Una settimana conclusa a Mercatale in Val di Pesa, presso Fattoria Ispoli, una delle prime aziende biologiche del Chianti Classico
14 Giugno 2024
Una settimana che si conclude a sud di Firenze, precisamente a Mercatale in Val di Pesa, presso Fattoria Ispoli, per incontrare l’amico Antonio, il padrone di casa Francesco e scoprire la storia di questa realtà.
Seduti nel giardino esterno alla cantina facciamo un salto temporale di quasi mille anni, poiché la struttura in muratura dove oggi sorge il corpo principale dell’azienda è stata eretta nel corso del 1200.
Per avere le prime testimonianze della coltivazione e lavorazione delle uve è necessario, però, fare un balzo in avanti di duecentocinquanta anni, nel 1450, data riportata nei primi documenti in cui viene utilizzato il nome Fattoria Ispoli.
I manoscritti testimoniano che il podere era appartenuto alla famiglia dello scrittore Niccolò Machiavelli e qui il fattore, che la gestiva, produceva olio e vino proprio per loro.
Sul muro che anticipa l’ingresso alla struttura è ancora presente il simbolo della famiglia Machiavelli.
Dopo un susseguirsi di proprietà durante i secoli, nel 1988 la tenuta è stata acquistata dal tedesco Bernd Mattheis, un commerciante di vino, che possedeva anche uno shop a Tübingen. Un investimento nell’amata Toscana, anche per poter approvvigionarsi dei vini del territorio da vendere nel negozio. L’attività è stata portata avanti dai figli, Marian e Mareike, che hanno continuato la produzione di vino, vendendo però l’attività principale, dedicandosi ad uno spazio, chiamato Ispoli & Friends, dedicato a degustazioni, eventi e parte di vendita dei vini prodotti da Fattoria Ispoli, a Waldkirch, vicino a Friburgo.
L’azienda è stata condotta per diversi anni da un vignaiolo italiano, Cristiano Castagno, trasferitosi ora fuori regione, lasciando il suo posto a Francesco Palombi, un enologo trentino che, dopo gli studi a Geisenheim, ha lavorato per alcuni anni in una delle più affermate realtà siciliane, oltre che in Germania e in un’azienda biodinamica austriaca. Da luglio dello scorso anno si è trasferito in Toscana per seguire a tutto tondo il progetto di Fattoria Ispoli, gestendo la campagna, la cantina, oltre ad una parte di vendite e degustazioni.
A supportare il lavoro di Francesco, Luciano Scaramelli, da quasi trent’anni alla Fattoria.
Ci troviamo in un’azienda che oggi conta venti ettari ad una media di trecento metri sul livello del mare, di cui cinque a vigneto e due ad uliveto, circondati da un grande bosco.
L’azienda è stata una delle prime del Chianti Classico ad intraprendere la strada del biologico, negli anni ’80. Per i trattamenti della vigna vengono utilizzati solo rame e zolfo, oltre a oli essenziali di arancio e bicarbonato e i terreni sono tutti inerbiti spontaneamente.
I vigneti circondano la proprietà e sono basati su un substrato prettamente argilloso, considerando che a pochi chilometri di distanza si trova Impruneta, cittadina famosa per la produzione di anfore di terracotta. Una sola vigna, denominata Borraccio, vede la presenza di ciottoli bianchi di fiume, poiché lì vicino scorre un borro, piccolo torrente che ha scavato la valle sottostante.
Impianto relativamente giovane, del 2007, in una realtà in cui si trovano anche vigne degli anni ‘70/’80, oltre al Merlot piantato nel 1999, data la sua popolarità in quegli anni.
Parlando di cantina, troviamo anche in questo caso un approccio che si po’ definire minimale, utilizzando vasche in acciaio per le fermentazioni, innescate da lieviti selezionati, ed affinamenti in barrique francesi, senza voler mai impattare con esagerati sentori di legno.
L’idea, a tendere, è quella di lavorare sulle fermentazioni spontanee, sia per la predisposizione territoriale, sia come obiettivo aziendale e personale di Francesco.
Toccando con mano gli ambienti principali si trova una prima area dedicata alle fermentazioni, con vasche in acciaio, che potrebbero contenere molto più vino di quello prodotto.
La parte più storica ed affascinante è la barricaia, che sorge all’interno di una vecchia torretta di guardia del tredicesimo secolo.
Qui affinano i vini e alcune bottiglie di vecchie annate dell’azienda Fattoria Ispoli.
La produzione annua è di circa ventidue/ventitrè mila bottiglie, che si dividono in sei etichette: un Rosato e un Rosso IGT a base di Sangiovese e qualche grappolo di Canaiolo e Cabernet (avendo un paio di filari nel vigneto di Sangiovese dedicato a questo vino), molto freschi e di beva affinati principalmente in acciaio, anche se talvolta il Rosso fa un leggero passaggio in legno.
Troviamo poi un Merlot in purezza, affinato per qualche mese in legno grande; nella sola annata 2016 un Sangiovese in purezza, IGT che è stato affinato diciotto mesi in barrique (vino che forse si ripeterà negli anni futuri, qualora ci fosse la stessa copiosità di uve del 2016).
Infine i due Chianti, il Classico e una Riserva a base di 100% Sangiovese, affinati rispettivamente diciotto e ventiquattro mesi in barrique. La Riserva non viene prodotta tutti gli anni, ma solo nelle annate in cui le uve consentono una produzione di una qualità tale per questo vino.
Coccolati dalla brezza di Fattoria Ispoli assaggiamo alcuni dei vini prodotti, cominciando dal Rosso IGT 2022, che si presenta con sentori di frutti rossi, lampone, rosa rossa, una leggera nota terrosa e di sottobosco.
Al palato molta freschezza e beva, buona acidità e mineralità, tannino delicato e discreta persistenza.
Il secondo vino assaggiato è il Merlot 2022, che si carica di frutta più matura, ma anche fiori, violetta e note terziarie con un tocco di liquirizia, leggero cacao e vaniglia, oltre ad un sottofondo più di sottobosco. Al palato è comunque fresco e “croccante”, rispettando così le caratteristiche di questa azienda, con una buona acidità, tannino che si fa sentire, più pieno e persistente.
Passiamo al Chianti Classico 2019 che regala profumi di ciliegia, fragola e prugna, che lasciano spazio ad un fiore rosso più secco e a note terziare quali cioccolato, spezie, pepe nero e un tocco di liquirizia.
Piccola curiosità è che il prossimo anno la struttura metterà a disposizione anche un piccolo appartamento per gli ospiti che vorranno fermarsi nella quiete delle campagne toscane, trovando relax tra le vigne; location molto comoda anche per visitare la limitrofa Firenze.
La serata si è conclusa nel centro del paese per partecipare al tradizionale evento “Campionato della Bistecca”.
Una manifestazione annuale dove si può acquistare la propria fiorentina, che viene cucinata dai mastri braciaioli sulle griglie disposte nel centro del paese. Un’esperienza da provare se amanti della buona carne toscana!
Ringraziando Fattoria Ispoli e Francesco per l’accoglienza, per lui maglietta numero 344!


