Con Denny Bini all’interno dell’azienda Podere Cipolla, Reggio Emilia

Tra le campagne appena fuori dal centro di Reggio Emilia per approfondire Podere Cipolla assieme al suo fondatore Denny Bini

21 Novembre 2024

Dopo qualche anno di conoscenza finalmente c’è stata l’occasione di incontrare Denny Bini, all’interno dell’azienda che ha fondato alle porte di Reggio Emilia, Podere Cipolla.
All’arrivo ci si trova davanti una grande struttura, composta da più stabili che fanno parte di un altro progetto, legato ad ospitalità e agriturismo, oltre ad alcuni vigneti, che, anche in questo caso, non sono dell’azienda.
La prima tappa è in cantina, ricavata all’interno di uno degli stabili adiacenti al corpo principale della proprietà, che un tempo era la stalla per il bestiame.
Prima di addentrarci nei metodi di vinificazione utilizzati da Denny, un po’ di storia del produttore, i cui nonni hanno da sempre portato avanti un’attività agricola composta dall’allevamento di vacche da latte, coltivazione di frutta e verdura, ma anche dalla vigna, per la produzione di vino da bere in casa.

Una passione insita nel suo DNA, supportando la famiglia fin da bambino, per poi dedicarsi a pieno a questa attività, con gli studi in enologia, che lo hanno portato a ricoprire il ruolo di enologo, per ventiquattro anni, in una affermata realtà emiliana. Parallelamente alla sua professione principale, nel 2007, grazie ad un primo mezzo ettaro in affitto dai nonni, si sono iniziate le prime sperimentazioni di vinificazione nel garage di casa, con lo scopo di produrre vini da vendere in damigiana agli amici o per l’autoconsumo.
In quell’anno sono state prodotte anche mille bottiglie su tre etichette: Malbo Gentile in versione frizzante, fermo e un Lambrusco Grasparossa.

Un’attività garagistica, dove non sono mancate le prove e gli errori, durata fino al 2011, quando un amico vignaiolo reggiano ha costruito la propria cantina e ha offerto a Denny uno spazio per vinificare le proprie uve. Dopo tre anni, la decisione di trasferirsi in uno spazio dedicato, dove poter fare base ed avere la sua cantina, che quest’anno ha raccolto i frutti dell’undicesima vendemmia.

Podere Cipolla trova sede a Coviolo, poco distante da Reggio Emilia, e si compone di sei ettari, tra vigneti in affitto e di proprietà. L’area principale è di due ettari e mezzo in un unico corpo, dove sorge la casa dei nonni, in un territorio agricolo tutelato come parco, non essendoci alcuna fabbrica e forma di inquinamento. Qui incontriamo un’area collinare caratterizzata da un terreno di origine alluvionale, prevalentemente argilloso nella parte più alta e ricco di corsi d’acqua, tra cui il Modolena, Fossa Marcia, Rio Moreno e Quaresimo, che hanno lasciato nell’area inferiore, ciottoli, detriti e sabbia.
A questi si aggiungono un nuovo ettaro appena entrato in produzione, oltre ad un ettaro in affitto a Coviolo, un altro ettaro in zona Quattro Castella, a duecento metri sul livello del mare, anche in questo caso tendenzialmente argilloso e caratterizzato dalla presenza del torrente Fossa Marcia. Gli appezzamenti più alti sono a Vezzano e San Giovanni di Querciola, entrambi inferiori all’ettaro e rispettivamente a quattrocentocinquanta e cinquecentocinquanta metri sul livello del mare. Nel primo vigneto, di fianco al torrente Campola, si trova una forte presenza di gesso, mentre nel secondo, dove presenzia un laghetto, la peculiarità sono le argille bianche.

Le vigne sono piantate a cordone speronato o guyot e si trovano sei varietà di Lambrusco: Grapparossa, Salamino, Sorbara, Montericco, Maestri e Oliva, oltre a Malbo Gentile, Malvasia e Spergola.
La conduzione è biologica, certificata dal 2023, ma adottata fin dagli inizi dell’attività di Denny. I trattamenti sono a base di rame e zolfo e si utilizzano anche alcune tecniche biodinamiche, tra cui corno letame e corno silicio, essendo l’azienda dirimpettaia molto focalizzata su questo tipo di conduzione. Al fine di combattere lo scafoideo e contro la peronospora si adottano oli essenziali di arancio. Tutti i filari sono inerbiti e talvolta viene seminato il sovescio, quando possibile e quando necessario.

All’interno della cantina si possono trovare principalmente vasche di acciaio di diverso formato e un unico tonneau. Solamente tre vasche sono refrigerate, quelle contenenti il mosto per far rifermentare i vini frizzanti, con basi di bianco, rosso e rosato, mantenute tra gli zero e due gradi, così da innescare la rifermentazione con gli zuccheri dello stesso vino.
Si possono notare anche alcune pupitre che ospitano degli esperimenti di Spergola Metodo Classico e centoventi bottiglie di Lambrusco Metodo Classico, rispettivamente trentasei e sessanta mesi di affinamento sui lieviti.

Il nome dell’azienda è stato suggerito da un amico topografo, alla prima vendemmia del produttore, avendo individuato sulle carte catastali risalenti al 1800 il toponimo di questa zona come Podere Cipolla.
Le bottiglie prodotte per anno sono di media venti/trenta mila e si dividono in etichette che richiamano la passione di Denny Bini per la vela e per il mare, vestendo le proprie bottiglie con la rosa dei venti e chiamando i propri vini con il nome di alcuni venti, seguiti da un numero, che identifica la provenienza del vento stesso.
Due passioni che si sono unite in un unico filo conduttore che fa trovare nella gamma dei vini dell’azienda il: “Levante 90”, frizzante a base Malvasia e Spergola; “Ponente 270”, uvaggio di tutti i Lambruschi; “Libeccio 225”, a base Lambrusco Grasparossa; “Maestrale 315”, Malbo Gentile in rosso che affina in legno per circa diciotto mesi; “Tramontana 360”, passito con uve Malbo Gentile; “Rosa dei Venti”, rosato Frizzante con tre varietà di Lambrusco (Grasparossa, Sorbara, Montericco) e Malbo Gentile. Ci si discosta dal mondo del mare con il “Cipolla numero 5”, Malvasia di Candia vinificata con un contatto di un mese tra le bucce, oltre alla SpergolaArma Dei” e al Lambrusco120Metodo Classico, già citati in precedenza.

Cominciamo gli assaggi nella sala degustazione/magazzino ricavata al piano superiore della vecchia stalla con il “Rosa dei Venti” 2023, rosato frizzante dedicato ad un anziano signore che lavorava la vigna supportando Denny, il quale beveva solo rosato. Un vino che è diventato il simbolo delle merende e delle vendemmie con gli amici nato a base Grasparossa e arricchito nel corso degli anni di Malbo Gentile e degli altri due Lambruschi, Montericco e Sorbara. Un vino dai sentori fruttati di fragolone, lampone, ma anche una nota di arancia rossa e un tocco di riduzione che si integra piacevolmente. In bocca entra con una buona spalla acida, sapidità, bolla non irruenta e discreta persistenza.

Passiamo al “Levante 90” 2023, frizzante di Malvasia e Spergola che si presenta con note di melone bianco, pesca bianca, litchi, ananas, note erbacee, per un sorso caratterizzato da una buona acidità, freschezza, discreta sapidità, bolla piacevole e discreta persistenza.

Dai frizzanti alla Malvasia ferma “Cipolla Numero 5” annata 2022 ottenuta da una macerazione che inizialmente era di una settimana, poi di due, fino ad un mese (nel caso del 2022); ritornata nel 2023 a due settimane. Un vino dalle note aromatiche molto spinte, di zest di limone, arancia, pompelmo, bergamotto, zagara, noce moscata e un sottofondo di mentuccia selvatica. In bocca tornano quasi tutte queste note con una buona acidità, freschezza, discreta sapidità e un leggero tannino, per una buona persistenza.

Un sorso di “Ponente 270” 2022, blend di tutti i Lambruschi, caratterizzato da una macerazione corta e rifermentazione in bottiglie per arrivare al naso con sentori di frutti rossi, frutti di bosco, mirtilli, ciliegia matura, viola mammola e un sorso fresco, di beva, dalla buona spalla acida, tannino presente ma non invadente e buona persistenza.

Dopo bianchi e frizzanti l’unico rosso fermo che affina in tonneau di secondo passaggio, per circa diciotto mesi, il “Maestrale 315” annata 2020. Un vino che si esprime con note di frutti di bosco, frutti neri, mirtillo, mora, ma anche note terziarie, di vaniglia, tabacco dolce, leggero sottobosco. In bocca entra pieno e con un buon corpo, una discreta acidità, tannino importante, moderata sapidità e mineralità e buona persistenza.

Concludiamo gli assaggi con un sorso di passito “Tramontana 360” 2002, a base Malbo Gentile. Le uve dedicate a questo vino vengono fatte appassire in cassetta e diraspate a mano, dopo le festività natalizie, per poi restare a contatto tra di loro e affinare in botti di rovere. Un anno Denny ha dimenticato la massa in macerazione per quattro mesi e, dopo aver scoperto che quello che rimaneva era ancora buono, ha torchiato il tutto verso agosto e lasciato affinare in damigiana, per poi imbottigliarne il risultato, dando vita al metodo di vinificazione che si segue ancora oggi.
Passito che ci regala note di frutta secca, prugna, confettura di mirtilli, uva passa, per un sorso comunque fresco e bilanciato, nonostante l’elevato grado zuccherino, un buon corpo, ma moderata alcolicità, tannino bel presente e buona persistenza.

Lasciamo Denny Bini per dirigerci nella cantina di cui è stato enologo, consegnando la maglietta numero 370!

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