Murgo, i capostipiti delle bollicine Metodo Classico sull’Etna, Santa Venerina (Catania)

Murgo, ad est dell’Etna per scoprire la storia dell’azienda che ha portato le bollicine Metodo Classico sul vulcano

01 Settembre 2025

MurgoDopo diverse escursioni sull’Etna e diversi tentativi di approfondire la storia dell’azienda Murgo, finalmente siamo sul versante est del vulcano, precisamente in località San Michele a Santa Venerina, per incontrare Michele, e tuffarci nel percorso di questa realtà.
Ovviamente il benvenuto non poteva che essere con un calice di una delle bollicine prodotte dall’azienda, essendo stata la pioniera della spumantizzazione degli Spumanti Metodo Classico sull’Etna, credendo che la varietà principe dei questo territorio, il Nerello Mascalese, potesse esprimersi anche attraverso le bolle.

MurgoPrima di iniziare la chiacchierata con Michele, sorseggiamo una delle bolle d’ingresso al mondo dei Metodo Classico Murgo, il Brut, diciotto mesi sui lieviti. Un vino dai sentori che spaziano dalle note di agrume, alle erbe aromatiche, una leggera mentuccia, sottofondo erbaceo, velato miele e leggerissima pasticceria. In bocca entra dritto e deciso, teso ma avvolgente, con una buona spalla acida, bolla fine, molto fresco, con una buona sapidità, discreta mineralità e buona persistenza.

Seduti sotto alla pergola del ristorante e spazio degustazioni aziendale scopriamo che le radici di Murgo, Azienda San Michele, risalgono al 1860, anno della fondazione da parte della famiglia di Michele.
MurgoLa svolta di questa realtà è avvenuta tra il 1969 e il 1970, in un periodo durante il quale in queste aree non veniva prodotto vino in bottiglia, ma si produceva una grande copiosità di uva da vendere o da trasformare per il commercio del vino sfuso. L’omonimo nonno Michele, diplomatico di professione, iniziò una grande opera di rinnovo dei vigneti, creando delle ampie terrazze e piantando il vigneto a spalliera, riducendo gli alti costi e trasformando così il lavoro in vigna in maniera più razionale ed ottimizzata.
Tendenzialmente, in queste zone non era solito fare grandi investimenti, oltre a non esserci nemmeno una grande presenza di latifondisti e, da questa opera di rinnovo, sono passati più di dieci anni per avere il primo vino in bottiglia, precisamente nel 1982.
Gli anni ’80 hanno visto anche l’ingresso nell’azienda dell’omonimo nipote Michele il quale, dopo diversi anni trascorsi fuori dalla Sicilia e fuori dal bel Paese con la famiglia di suo padre Emanuele, anch’esso diplomatico, e dopo gli studi universitari in Belgio, si è trasferito definitivamente nella Regione delle sue origini.

MurgoLa passione e il fascino per il mondo del vino lo hanno contagiato a pieno e lo hanno coinvolto in un processo pionieristico, per il quale possiamo affermare che l’azienda è salita in auge principalmente per la produzione di bollicine. Grazie alle caratteristiche del Nerello Mascalese, varietà che non presenta un grande colore, facilmente vinificabile in bianco e ricca di acidità, si è cominciata nel 1989 la sua trasformazione per creare delle basi spumante da imbottigliare e far rifermentare seguendo il Metodo Classico. Il primo anno si sono prodotti circa venticinque ettolitri, traducibili in tremila bottiglie, un progetto che ha visto una crescita verticale, ma non esagerata e svolta passo dopo passo, attestando la produzione odierna di Murgo sulle quattrocentocinquanta mila bottiglie, di cui circa la metà sono di Spumante Metodo Classico.

MurgoPer arrivare a questi numeri, i vigneti di famiglia sono stati ampliati con nuovi acquisti, possedendo oggi quaranta ettari vitati, non tutti in produzione, e in fase di ampliamento. Le vigne si estendono per la maggior parte in un corpo limitrofo alla cantina, Tenuta San Michele, dove sorge anche il vigneto storico di famiglia, oltre a possedere una tenuta sulla piana di Catania, Tenuta Gelso Bianco, dove si trovano quindici ettari vitati dedicati alla linea Lapilli IGT e quindici ettari di uliveto, per lo più Nocellara dell’Etna, oltre ad una restante quarantina di ettari dedicati alla coltivazione di agrumi.

MurgoLa conduzione è stata convertita in biologico, effettuando solo i trattamenti consentiti, oltre ad utilizzare concimazioni organiche tramite concimi pallettati e il nemico principale da combattere in queste zone è la cicalina.

Un ampliamento della vigna che è seguito dalla costruzione di una nuova e più moderna cantina nel 2000, ingrandita successivamente anche nel 2024. Toccando con mano gli ambienti della cantina si può trovare un labirinto fatto di diverse aree sia in superficie sia parzialmente sottoterra, dove un tempo sorgeva una parte di vigna.
MurgoScoprendo i vari processi al contrario possiamo vedere che è stata creata una zona per l’imbottigliamento ed etichettatura, separata dall’area per effettuare remuage con giropalette e degorgement, avendo a disposizione l’apposita macchina per la gestione di questo processo. MurgoNella parte superiore della cantina si svolgono le prime fermentazioni e macerazioni per le uve a bacca rossa, tendenzialmente in acciaio, con vasche di diverse misure, tutte a temperatura controllata, mentre nella vecchia cantina sottostante sono state disposte le vasche in acciaio per gli affinamenti e le botti in legno, tendenzialmente da cinquecento e settecento litri. Non poteva mancare uno spazio dedicato a magazzino di stoccaggio, dove sono presenti decine e decine di cestoni in legno, al fine di far riposare le diverse bottiglie di Metodo Classico sui lieviti.

MurgoLa produzione degli Spumanti Metodo Classico ha visto anche come protagonista un’altra conoscenza, proveniente dal lato ovest della Sicilia, Vito Giovinco, allievo del defunto enologo dell’azienda Luigi Loguzzo, il quale è fisiologicamente subentrato al predecessore ed è stato anch’esso, in prima persona, uno degli attori principali che ha spinto la produzione di bollicine a base Nerello Mascalese.

Facendo un focus sulle varie referenze di bollicine prodotte, troviamo una linea più “accattivante”, che affina diciotto mesi sui lieviti; la linea “Saemper”, dove si garantisce un riposo minimo sui lieviti di ventiquattro mesi e l’Extra Brut, dove gli anni di affinamento sono tra i cinque e i sei.
Nel corso degli anni è stata prodotta una linea dedicata a papà “Barone Emanuele”, un Metodo Classico, sempre a base Nerello Mascalese che affina dieci anni sui lieviti. Ad oggi nella sola versione Blanc de Noir, ma con l’idea di presentare nel prossimo futuro sul mercato anche la sua versione in rosa.

MurgoÈ da sottolineare che ad oggi si utilizza esclusivamente il Nerello Mascalese e tutte le uve dedicate alle basi spumante vengono fatte fermentare ed affinare in acciaio, al fine di mantenere il più possibile inalterate le caratteristiche di questo vitigno.
Oltre alle produzioni attuali, sono allo studio altre proposte innovative che verranno alla luce negli anni a venire.
L’obiettivo iniziale dell’azienda Murgo è stato quello di produrre spumanti destinati ad un uso quotidiano, dotati di propria identità e personalità, con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Lo sciroppo di dosaggio impiegato nella degorgiatura è sempre stato molto delicato per evitare di alterare le caratteristiche del vino.

MurgoNon solo bollicine poichè l’azienda Murgo produce anche vini Etna DOC, tra cui due bianchi, due rossi e un rosato, oltre ai vini IGT Terre Siciliane, ottenuti dalla zona della Piana di Catania che si dividono in Lapilli Rosso, Lapilli Bianco, un Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e un Moscato.

Spostando il focus sui protagonisti di Murgo oggi troviamo una parte degli otto fratelli di questa numerosa famiglia, di cui uno ha intrapreso la strada e la tradizione famigliare di essere un diplomatico. Michele è una sorta di collante di tutte le attività, coordinando campagna, produzione e commerciale; Alessandro si occupa dei lavori manuali di vigna e cantina; Pietro della gestione amministrativa, delle degustazioni e delle attività turistiche; mentre Matteo è occupato per lo più nella gestione e conduzione della tenuta situata nella Piana di Catania.
Piccola parentesi, la famiglia possiede anche un palazzo nel centro di Catania, Palazzo Scammacca, dove si trovano dieci camere/appartamenti e alcune sale comuni dove si organizzano spesso esposizioni artistiche, fotografiche ma anche eventi di diversa natura culturale. Il tutto è gestito prevalentemente da Pietro, compreso il bistrot con circa trenta/quaranta coperti, inaugurato nel 2024, diventato oltre che ristorante, la sede del jazz club di Catania.

Anche all’interno della sede principale di Murgo, dove ci troviamo noi, Tenuta San Michele, è stata creata una struttura ricettiva, che conta dodici camere in un edificio situato sopra una sorta di collinetta che regala una splendida vista sui vigneti. Adiacente alla cantina, inoltre, si è ricavata un’area ristorante con coperti sia interni che esterni, dove poter godere di qualche piatto tipico della tradizione etnea, ma anche degustare i vini dell’azienda.

Prima dei saluti una piccola curiosità: lo stemma di famiglia è rappresentato da due leoni e il nome Murgo proviene dalle origini della famiglia essendo una famiglia nobiliare, per la precisione Scammacca del Murgo.

MurgoUn viaggio all’interno di questa realtà pionieristica, lieti di aver conosciuto uno dei protagonisti principali di Murgo, Michele, il quale merita la maglia numero 404!

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